uomo al lavoro con fastidio alla gola

Catarro in gola da mesi senza tosse: cause possibili e controlli utili

PUNTI CHIAVE

  • Il catarro in gola da mesi senza tosse è un disturbo frequente, legato nella maggior parte dei casi al gocciolamento retronasale, al reflusso laringofaringeo o a irritazioni croniche delle vie aeree superiori.
  • Il gocciolamento retronasale si verifica quando il muco prodotto da naso e seni paranasali scende lungo la parte posteriore della gola, come accade in caso di rinite o sinusite cronica.
  • Il reflusso laringofaringeo può causare sensazione di muco in gola, raucedine e bisogno di schiarirsi la voce, spesso senza bruciore di stomaco.
  • Fumo, aria secca, scarsa idratazione, uso prolungato di spray decongestionanti e pasti abbondanti la sera sono tra le abitudini che possono aggravare il disturbo.
  • Una visita otorinolaringoiatrica è indicata quando il sintomo persiste per settimane o si associa a raucedine prolungata, difficoltà a deglutire, presenza di sangue nel muco o perdita di peso.

Avere la gola costantemente “impastata”, doversi schiarire spesso la voce o percepire il muco che scende dal naso verso la gola: quando questi fastidi si protraggono per settimane o mesi, anche in assenza di tosse, è utile capire da cosa dipendano. Nella maggior parte dei casi, le cause sono benigne, ma un sintomo che persiste merita attenzione. In queste circostanze, una visita otorinolaringoiatrica è il punti di partenza per risalire all’origine del problema.

Hai catarro in gola da settimane o mesi e non riesci a capirne la causa?

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    Quali sono le cause della presenza di catarro senza tosse?

    La sensazione di catarro in gola senza tosse dipende, nella maggior parte dei casi, da un eccesso di muco proveniente dal naso o da un’irritazione delle mucose di faringe e laringe. Il muco viene prodotto ogni giorno per proteggere e umidificare le vie aeree e normalmente viene deglutito senza che ce ne si accorga: diventa percepibile quando la sua quantità aumenta, quando è più denso o quando la gola è più sensibile.

    Vediamo più in dettaglio quali possono essere le cause che possono portare a questo disturbo.

    Scolo retronasale

    Il gocciolamento o scolo retronasale è tra le cause più comuni. Il muco prodotto dalle cavità nasali e dai seni paranasali scende lungo la parte posteriore della gola, dando la sensazione di avere costantemente qualcosa da deglutire o da espellere. Può essere favorito da:

    Reflusso laringofaringeo

    In questa forma di reflusso, il contenuto dello stomaco risale fino alla laringe e alla faringe, irritandone le mucose. L’organismo reagisce producendo più muco. A differenza del reflusso gastroesofageo classico, spesso non si accompagna a bruciore di stomaco: i segnali più tipici sono raucedine, soprattutto al mattino, bisogno frequente di schiarirsi la voce, sensazione di nodo in gola e fastidio che peggiora dopo i pasti o in posizione sdraiata.

    Irritazioni e abitudini che possono aggravarlo

    Alcuni fattori irritano le mucose o rendono il muco più denso e difficile da eliminare:

    • fumo di sigaretta, anche passivo
    • aria secca, soprattutto negli ambienti riscaldati
    • scarsa idratazione
    • uso prolungato di spray decongestionanti nasali
    • consumo di alcol
    • pasti abbondanti o consumati poco prima di coricarsi
    • uso intenso della voce.

    Quando è necessario preoccuparsi per il catarro in gola?

    Nella maggior parte dei casi il catarro in gola non deve destare preoccupazione. Tuttavia, è consigliabile confrontarsi con il medico quando il catarro persiste da alcune settimane senza miglioramenti oppure si associa a:

    • raucedine o alterazioni della voce 
    • difficoltà o fastidio nella deglutizione
    • sensazione di corpo estraneo in gola
    • muco con tracce di sangue
    • difficoltà respiratorie o respiro rumoroso
    • dolore all’orecchio da un solo lato
    • comparsa di un nodulo al collo
    • perdita di peso involontaria
    • febbre, dolore al viso o secrezioni nasali dense e maleodoranti, possibili segnali di sinusite
    • tosse persistente, possibile sintomo di disturbi delle basse vie respiratorie, come la bronchite cronica o l’asma.

    Se il disturbo persiste nonostante gli accorgimenti quotidiani, il medico di famiglia può indicare una visita otorinolaringoiatrica. Lo specialista raccoglie la storia clinica, esamina naso, gola e orecchie e spesso esegue una fibrolaringoscopia, un esame che, attraverso una sottile sonda dotata di telecamera introdotta dal naso, permette di osservare cavità nasali, faringe e laringe.

    In base a quanto emerge, possono essere indicati altri accertamenti, come i test allergologici in caso di sospetta allergia, una TC dei seni paranasali in caso di sinusite cronica o una visita gastroenterologica se si sospetta reflusso. Individuare la causa permette di impostare il trattamento più adatto.

    LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

    Le domande più frequenti dei pazienti

    Perché si ha sempre catarro in gola senza tossire?

    Nella maggior parte dei casi dipende dal gocciolamento retronasale, cioè dal muco che scende dal naso verso la gola, oppure dal reflusso laringofaringeo. Anche l’esposizione a sostanze irritanti, aria secca e alcune cattive abitudini possono contribuire al disturbo.

    Quali rimedi possono aiutare con il catarro in gola?

    Bere a sufficienza, umidificare gli ambienti, evitare fumo e alcol ed effettuare lavaggi nasali con soluzione fisiologica può dare sollievo. Se il disturbo persiste, il trattamento dipende dalla causa e va indicato dal medico.

    Il catarro in gola può dipendere dal reflusso?

    Sì. Nel reflusso laringofaringeo il contenuto dello stomaco irrita laringe e faringe, che reagiscono producendo più muco. Spesso non si accompagna a bruciore di stomaco, ma a raucedine e bisogno di schiarirsi la voce.

    A quale specialista rivolgersi per il catarro in gola persistente?

    Il primo riferimento è il medico di famiglia, che può indicare una visita otorinolaringoiatrica. In base alla causa sospettata, possono essere utili anche una valutazione allergologica o gastroenterologica.

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