PUNTI CHIAVE
- I polipi nasali sono escrescenze benigne della mucosa nasale o dei seni paranasali che possono ostruire progressivamente le vie respiratorie.
- I sintomi più frequenti includono ostruzione nasale persistente, riduzione o perdita dell’olfatto, sensazione di naso tappato e, nei casi più severi, difficoltà respiratorie, russamento e sensazione di pressione ai seni paranasali.
- I polipi nasali si associano spesso a rinite allergica, sinusite cronica e asma bronchiale.
- La diagnosi richiede una visita otorinolaringoiatrica con rinoscopia o endoscopia nasale; la TC dei seni paranasali può essere indicata per valutare l’estensione della patologia e orientare il piano terapeutico.
- Il trattamento di prima linea è rappresentato dai corticosteroidi topici nasali. Nei casi che non rispondono ai farmaci, si ricorre alla chirurgia endoscopica per la rimozione dei polipi.
Avere il naso tappato, fare fatica a percepire gli odori o a respirare senza che all’origine ci sia un’infezione respiratoria sono possibili segnali di un’ostruzione che merita di essere approfondita. Tra le cause più frequenti di questi disturbi ci sono i polipi nasali: una condizione che, una volta individuata, può essere gestita in modo efficace. Il modo più immediato per chiarire l’origine dei sintomi è richiedere una valutazione otorinolaringoiatrica.
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Cosa sono i polipi nel naso?
I polipi nasali sono escrescenze di carattere benigno che si sviluppano dalla mucosa delle cavità nasali o dei seni paranasali, le cavità ossee che circondano il naso. Si presentano come formazioni molli, di colore biancastro o grigiastro, spesso a forma di goccia, e possono essere singoli o multipli, di piccole dimensioni o abbastanza grandi da occupare parte del canale respiratorio.
Colpiscono più frequentemente la popolazione adulta e sono più comuni negli uomini sopra i 40 anni. Nei bambini la loro presenza è invece piuttosto rara.
Perché si formano?
I polipi nasali si formano in risposta a stati infiammatori cronici della mucosa. L’infiammazione prolungata favorisce l’accumulo di liquido nei tessuti, che nel tempo dà origine alle escrescenze.
Le condizioni che più spesso si associano alla comparsa di polipi nasali sono:
- rinite allergica
- sinusite cronica
- asma bronchiale
- fibrosi cistica, specie nei bambini
- sindrome di Chung–Strass, una vasculite che colpisce i piccoli vasi sanguigni
- sensibilità all’uso eccessivo di farmaci come aspirina e derivati dell’acido salicico.
Quali sono i sintomi dei polipi nel naso?
I polipi di piccole dimensioni possono essere asintomatici e venire individuati solo durante una visita per altri motivi. Quando raggiungono dimensioni sufficienti da restringere i passaggi nasali, si manifestano attraverso un insieme di disturbi che tendono a peggiorare progressivamente.
I sintomi più frequenti includono:
- congestione nasale senza presenza di muco: generalmente bilaterale, non tende a migliorare nei cambi di posizione o con i comuni spray decongestionanti
- riduzione o perdita dell’olfatto, che può avere ripercussioni anche sul gusto
- sensazione di pressione o pienezza ai seni paranasali: può accompagnarsi a cefalea frontale o perioculare
- rinorrea posteriore: gocciolamento di muco lungo la parte posteriore della gola, che può causare fastidio alla deglutizione o tosse secca
- russamento e disturbi del sonno: nei casi più estesi l’ostruzione nasale può rendere la respirazione notturna difficoltosa, favorendo il russamento e, in alcuni pazienti, episodi di apnee notturne
- sinusiti ricorrenti: i polipi possono ostacolare il drenaggio dei seni paranasali, favorendo infezioni batteriche o fungine ripetute a carico dei seni stessi.
Le stesse manifestazioni possono essere causate da un setto nasale deviato, da un’ipertrofia dei turbinati o da altre forme di rinite.
Polipi nasali: diagnosi
Poiché, come si è visto, i sintomi sono aspecifici, individuare la presenza di polipi nasali richiede una valutazione specialistica.
La visita otorinolaringoiatrica è il punto di partenza. L’otorinolaringoiatra esplora le cavità nasali attraverso una rinoscopia anteriore e, quando necessario, con una rinoscopia endoscopica. Un sottile tubo flessibile dotato di telecamera consente di visualizzare in dettaglio le cavità nasali e i seni paranasali, identificando la presenza, la posizione e le dimensioni dei polipi.
Quando i polipi sono estesi o si sospetta un coinvolgimento dei seni paranasali si può eseguire una TC, che permette di mappare la distribuzione delle escrescenze, valutare lo stato delle strutture ossee adiacenti e pianificare un eventuale intervento chirurgico.
Data la frequente associazione tra polipi nasali e rinite allergica, lo specialista può prescrivere test allergologici cutanei (prick test) o esami del sangue per la ricerca di IgE specifiche, al fine di identificare eventuali allergeni coinvolti nel mantenimento dell’infiammazione cronica.
In presenza di sintomi respiratori o di storia di asma, può essere indicata una spirometria per valutare la funzionalità polmonare e verificare se sia presente una compromissione delle vie aeree inferiori.
Come si eliminano i polipi nasali?
Il trattamento dei polipi nasali dipende dalle loro dimensioni, dall’intensità dei sintomi e dalla risposta alle terapie. L’approccio è in genere conservativo e tende a schierare in prima linea una terapia farmacologica:
- corticosteroidi topici nasali: riducono l’infiammazione della mucosa, diminuiscono le dimensioni dei polipi e alleviano i sintomi
- corticosteroidi sistemici, nei casi con sintomi severi o quando è necessaria una riduzione rapida del volume dei polipi
- farmaci biologici: nelle forme severe e ricorrenti, non responsive alla terapia convenzionale, sono oggi disponibili trattamenti con anticorpi monoclonali che agiscono riducendo l’infiammazione. Sono indicati in casi selezionati.
Quando la terapia farmacologica non produce miglioramenti o i polipi hanno raggiunto dimensioni tali da compromettere la respirazione, si può optare per la chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali, al fine di rimuovere i polipi e di ripristinare il drenaggio dei seni paranasali. I tempi di recupero sono generalmente brevi. È importante sapere, tuttavia, che i polipi possono riformarsi nel tempo: il trattamento di mantenimento con corticosteroidi topici dopo l’intervento aiuta a ridurre il rischio di recidiva.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
I polipi nasali possono diventare un tumore?
No, i polipi nasali sono escrescenze benigne e non hanno carattere maligno. Non aumentano il rischio di sviluppare tumori delle vie aeree superiori. In casi molto rari, tuttavia, una massa nasale che si presenta in modo atipico può richiedere una biopsia per escludere altre patologie: per questo la valutazione specialistica rimane importante, soprattutto in presenza di sintomi insoliti come sanguinamento o dolore.
I polipi nasali sono ereditari?
Non esiste una trasmissione diretta dei polipi nasali da genitore a figlio, ma una predisposizione alle condizioni infiammatorie che li favoriscono – come la rinite allergica o l’asma – può avere una componente familiare. Chi ha familiari con polipi nasali o con le condizioni associate dovrebbe segnalarlo allo specialista durante la visita, soprattutto in presenza di sintomi persistenti.
Dopo la rimozione chirurgica i polipi possono ripresentarsi?
Sì, i polipi nasali tendono a recidivare, soprattutto se non viene trattata la causa infiammatoria sottostante. Per questo motivo, dopo l’intervento chirurgico lo specialista prescrive generalmente un trattamento di mantenimento con corticosteroidi topici nasali e, nei casi più complessi, un piano di follow-up periodico. Una buona adesione alla terapia di mantenimento riduce significativamente il rischio di recidiva.
I polipi nasali possono comparire anche nei bambini?
La comparsa di polipi nasali nei bambini è rara. Quando si verifica, può essere associata a fibrosi cistica – una malattia genetica che colpisce le ghiandole esocrine – ed è quindi importante che un bambino con polipi nasali venga valutato attentamente dal pediatra e, se necessario, dallo specialista per escludere questa condizione.
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