Allergia da acaro

Allergia da acaro: sintomi, diagnosi e rimedi


L’allergia agli acari della polvere è una forma allergica molto diffusa che può causare sintomi respiratori e cutanei persistenti, spesso confusi con il raffreddore. Gli acari proliferano negli ambienti domestici, soprattutto in presenza di umidità e scarsa ventilazione. Riconoscere le differenze rispetto ad altre allergie o infezioni è fondamentale per una diagnosi corretta, che avviene tramite visita specialistica e test specifici come il prick test. La gestione si basa su terapie farmacologiche o immunoterapia e su accorgimenti quotidiani per ridurre l’esposizione agli allergeni.

Per chi soffre di allergia da acaro, anche gli ambienti casalinghi possono celare delle insidie. La presenza costante di questi microrganismi in casa può infatti rendere i sintomi persistenti e difficili da gestire. Spesso questa forma allergica viene confusa con un comune raffreddore o con altre allergie stagionali, rendendo più complesso riconoscerla tempestivamente. Capire da cosa dipende, come si manifesta e come può essere diagnosticata è il primo passo per intervenire in modo efficace.

Vediamo quindi cos’è l’acaro della polvere, quali reazioni allergiche può provocare e quali terapie e rimedi possono essere adottati.

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Cos’è l’acaro della polvere?

L’acaro appartiene alla classe degli aracnidi ed è invisibile a occhio nudo, poiché le sue dimensioni si aggirano sugli 0.3 mm di lunghezza, allo stato adulto. Ne esistono circa 150 specie in tutto il mondo, ma quelli responsabili dell’allergia sono quattro:

  • Dermatophagoides pteronyssinus
  • Dermatophagoides farinae
  • Euroglypus maynei
  • Blomia tropicalis.

Gli acari sopravvivono molto bene in ambienti caldi e umidi (tra 25 e 30 °C, con più del 70% di umidità), ma poco illuminati, e si nutrono delle squame di pelle (sia umana che animale) che vengono eliminate nei normali processi di rinnovamento tissutale. Per questo motivo letti, tappeti e tappezzeria in generale costituiscono un rifugio ideale.

Solitamente, ci si riferisce agli acari con l’appellativo “della polvere” poiché è proprio tramite questo elemento che si inalano gli allergeni: essi, infatti, sono contenuti soprattutto negli escrementi, ma anche in alcune parti del corpo di questi aracnidi.

Perché si diventa allergici agli acari?

L’allergia agli acari è innescata da una risposta del sistema immunitario che recepisce come pericolose alcune proteine degli acari e le combatte producendo anticorpi specifici. Ogni nuovo contatto riattiva questa risposta, generando infiammazione. Se l’esposizione continua nel tempo senza essere gestita, il disturbo può cronicizzarsi. All’origine di questa sensibilizzazione possono esserci alcuni fattori di rischio:
  • storia familiare di allergie
  • contatto con gli acari nelle fasi precoci della vita
  • infanzia o prima età adulta.

Qual è il periodo peggiore per l’allergia agli acari?

A differenza di altre allergie stagionali, come quelle ai pollini, l’allergia agli acari della polvere tende a manifestarsi durante tutto l’anno, poiché questi microrganismi proliferano negli ambienti domestici in modo costante.

Tuttavia, esistono periodi in cui i sintomi possono intensificarsi. Questo accade, per esempio, durante i mesi freddi, quando si verificano condizioni favorevoli alla loro proliferazione, come un aumento dell’umidità negli ambienti chiusi o una ridotta ventilazione degli spazi.

Acaro della polvere letto

penkanya/gettyimages.it

Che sintomi dà l’allergia agli acari?

L’allergia da acaro si manifesta quando gli allergeni entrano in contatto con le mucose di occhi, naso, bocca e gola. I segnali tipici includono:

  • starnuti
  • tosse
  • rinorrea (naso che cola)
  • congestione nasale
  • prurito a naso, gola e occhi
  • congiuntivite (arrossamento, lacrimazione e irritazione oculare)
  • sensazione di tensione e dolore al volto.

A seconda della gravità, questi sintomi possono manifestarsi separatamente o in maniera congiunta; nei soggetti predisposti, un’infiammazione di questo tipo potrebbe scatenare una crisi di asma.

Oltre a coinvolgere l’apparato respiratorio, talvolta l’allergia può manifestarsi con sintomi a livello cutaneo. Come ha evidenziato uno studio sulla correlazione tra acari della polvere e dermatite atopica (chiamata comunemente eczema), gli allergeni contenuti nelle feci e nel corpo di ogni aracnide contengono degli enzimi in grado di distruggere le proteine del corpo umano. A contatto con la pelle, creano dunque delle lesioni che possono dar luogo a infezioni e disidratazione cutanea.

Gli allergeni degli acari della polvere, inoltre, stimolano i cheratinociti (un tipo di cellule della pelle) a produrre citochine, che favoriscono lo stato infiammatorio e il prurito. La chitina e le endotossine, infine, attivano la reazione delle cellule del sistema immunitario: in questo modo, viene amplificata la sensibilizzazione allergica non solo rispetto agli “allergeni” degli acari, ma anche a quelli di altri tipi.

Allergia da acaro sintomi

g-stockstudio/gettyimages.it

Allergia da acaro: come distinguerla dal raffreddore?

Riconoscere un’allergia agli acari della polvere non è sempre immediato, perché i sintomi possono essere molto simili a quelli di un comune raffreddore o di altre forme allergiche. Tuttavia, esistono alcune differenze utili da osservare.

Nel caso del raffreddore, i disturbi – come naso che cola, starnuti e congestione – hanno un’origine virale e tendono a risolversi spontaneamente nel giro di pochi giorni.

L’allergia da acaro, al contrario, si manifesta con sintomi simili ma più persistenti, che, se non trattati, tendono a cronicizzare. Un altro segnale distintivo è la loro comparsa o intensificazione in ambienti chiusi, come la camera da letto, dove la concentrazione di acari è maggiore.

Diverso è anche il caso delle allergie ai pollini, che presentano una chiara stagionalità e compaiono in specifici periodi dell’anno legati alla fioritura delle piante. L’allergia agli acari, invece, è legata principalmente alla presenza di allergeni negli ambienti domestici e può quindi dare sintomi in modo più continuativo.

Per avere una diagnosi certa è comunque fondamentale rivolgersi a uno specialista allergologo. Dopo un’accurata anamnesi, è possibile confermare il sospetto attraverso test specifici, come il prick test, e, se necessario, esami del sangue per individuare le IgE dirette contro gli allergeni degli acari.

Prick test

AlexRaths/gettyimages.it

Come si cura l’allergia da acari?

Quando i sintomi sono particolarmente fastidiosi e debilitanti, è raccomandata una terapia mirata. Le opzioni di trattamento includono:

  • antistaminici topici (spray nasale e collirio) o in compresse
  • decongestionanti nasali o orali, utili a ridurre l’irritazione delle mucose
  • corticosteroidi nasali o orali, per contenere l’infiammazione
  • antileucotrienici, che agiscono su alcuni prodotti chimici del sistema immunitario
  • immunoterapia, che riducono la sensibilità del sistema immunitario alle componenti degli acari.

Un valido supporto può arrivare anche da precauzioni e misure igieniche, volte a ridurre la presenza degli acari della polvere e quindi prevenire il manifestarsi dell’allergia o ridurre l’intensità dei sintomi. Gli accorgimenti principali riguardano la pulizia accurata di materassi, cuscini, tessili e superfici, l’areazione regolare e la riduzione dell’umidità degli ambienti.

Accanto a queste misure, è fondamentale il supporto di uno specialista, che può indicare il percorso terapeutico più adatto e aiutare a tenere sotto controllo il disturbo nel tempo. Per accedere più facilmente a visite ed esami diagnostici può essere vantaggioso avvalersi delle soluzioni UniSalute Per Te che permettono di usufruire di tariffe agevolate ed evitare lunghe attese.

 

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Ratchat/gettyimages.it

Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono le cause dell’allergia agli acari?

Possono avere un ruolo la predisposizione genetica, l’esposizione precoce e l’età: la sensibilizzazione compare più spesso nell’infanzia o nella prima età adulta. In chi è predisposto, il sistema immunitario identifica alcune proteine degli acari come una minaccia e produce anticorpi specifici., innescando una reazione infiammatoria.

Come capire se è allergia agli acari o semplice raffreddore?

Il raffreddore ha origine virale e si risolve in modo spontaneo nel giro di pochi giorni. L’allergia agli acari, invece, provoca sintomi simili ma persistenti, che tendono a peggiorare negli ambienti chiusi e a ripresentarsi nel tempo.

Gli acari si riducono nei mesi freddi?

No, negli ambienti domestici gli acari sono sempre presenti. In inverno, anzi, la tendenza a tenere le finestre chiuse e la maggiore umidità può creare condizioni microambientali ancora più favorevoli.

Quali sono i test per diagnosticare l’allergia agli acari?

I più utilizzati sono i test cutanei, come il prick test, e gli esami del sangue per individuare le IgE specifiche contro gli allergeni degli acari.

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