PUNTI CHIAVE
- La visita otorinolaringoiatrica è una valutazione specialistica volta a diagnosticare o monitorare disturbi a carico di orecchio, naso, gola, voce ed equilibrio.
- Può essere richiesta per approfondire sintomi o controllare il decorso di patologie già note.
- Durante la visita il medico raccoglie l’anamnesi, esamina, a seconda del sospetto diagnostico da approfondire o del, condotto uditivo, naso e gola, e può prescrivere esami di approfondimento come test audiometrici o vestibolari come l’audiometria tonale o l’impedenzometria.
- È utile presentarsi alla visita con referti di esami precedenti e con l’elenco dei farmaci in corso: queste informazioni aiutano il medico a inquadrare il quadro clinico e a scegliere gli eventuali approfondimenti più indicati.
I disturbi che colpiscono orecchio, naso e gola sono molto diffusi e diversi tra loro. Quando persistono nel tempo o sono particolarmente intensi, la scelta migliore è sempre richiedere una valutazione medica. Una visita otorinolaringoiatrica, in questi casi, è il primo passo per inquadrare i sintomi, identificarne le cause e stabilire il percorso terapeutico o il monitoraggio più adeguato. Quando richiederla? In cosa consiste? E come prepararsi al meglio? Scopriamone di più.
Vuoi saperne di più su UniSalute Per Te Modulo Base Top? Contattaci allo 02 36700596 oppure ti ricontattiamo noi gratuitamente!* Lasciaci i tuoi dati se vuoi essere richiamato. *servizio attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21 e il sabato dalle 9 alle 15.
Visita otorinolaringoiatrica: quando farla?
La visita otorinolaringoiatrica è una valutazione specialistica volta a valutare le problematiche riguardanti orecchio, naso, gola, voce e sistema vestibolare (equilibrio).
I possibili disturbi dell’orecchio comprendono:
- perdita dell’udito
- ronzii o fischi persistenti (acufeni)
- dolore auricolare, sensazione di pressione o ovattamento nell’orecchio
- secrezione anomala
- vertigini (episodi di senso di rotazione o instabilità).
Meritano una valutazione otorinolaringoiatrica disturbi del naso quali:
- congestione nasale persistente
- riniti croniche
- alterazione o perdita dell’olfatto
- sanguinamento nasale (epistassi) ricorrente
- difficoltà respiratoria nasale.
Tra i sintomi a carico della gola e della voce:
- mal di gola ricorrente
- difficoltà a deglutire (disfagia)
- masse palpabili al collo
- raucedine o abbassamento della voce che si protraggono per più di due o tre settimane.
Alcuni sintomi richiedono una valutazione in tempi brevi:
- perdita improvvisa dell’udito
- vertigini intense con difficoltà a stare in piedi
- dolore auricolare acuto accompagnato da febbre
- difficoltà respiratoria o disfagia che peggiorano rapidamente.
Si può consultare un otorinolaringoiatra anche per monitorare condizioni già note.
Cosa si fa durante una visita otorinolaringoiatrica?
La visita inizia con la raccolta dell’anamnesi: il medico chiede da quanto tempo sono presenti i sintomi, se ci sono stati episodi simili in passato, se vi sono patologie sistemiche note e quali farmaci vengono assunti. Queste informazioni orientano l’esame obiettivo e guidano la scelta degli eventuali approfondimenti.
A seconda dei disturbi lamentati dal paziente, l’esame fisico può interessare naso, gola e/o orecchio.
L’esame del naso comprende la valutazione delle cavità nasali e del setto, spesso con l’ausilio di uno speculum nasale o di un endoscopio flessibile (rinoscopia anteriore). L’esame della gola include il cavo orale, la faringe e le tonsille; per visualizzare le corde vocali può essere eseguita una laringoscopia indiretta o fibroscopica. Nel caso dell’orecchio, il medico si serve di un otoscopio, uno strumento dotato di luce e lente, per esaminare il condotto uditivo esterno e il timpano, verificando la presenza di cerume, segni di infezione, perforazioni o alterazioni della membrana timpanica. Quando necessario, l’esame può essere eseguito con maggiore dettaglio tramite microscopia.
A seconda del quadro clinico, il medico può prescrivere o avviare in sede alcuni esami:
- audiometria tonale: misura la soglia uditiva per frequenze diverse, per valutare il grado e il tipo di eventuale perdita uditiva
- impedenzometria: valuta la funzionalità della membrana timpanica e della catena degli ossicini dell’orecchio medio
- test vestibolari: consentono di studiare il sistema dell’equilibrio e di distinguere le vertigini di origine periferica da quelle di origine centrale.
Al termine della visita il medico indica se sono necessari ulteriori accertamenti: esami diagnostici strumentali (TAC dei seni paranasali, risonanza magnetica, ecografia del collo), esami audiometrici più approfonditi o esame colturale in caso di infezioni ricorrenti. In alcuni casi il trattamento viene avviato direttamente; in altri si definisce una progressione diagnostica per escludere cause strutturali o sistemiche.
Come prepararsi per una visita otorinolaringoiatrica?
La visita otorinolaringoiatrica non richiede una preparazione complessa, ma alcune accortezze pratiche migliorano la qualità dell’esame e consentono al medico di raccogliere informazioni più precise.
È preferibile non introdurre cotton fioc o altri oggetti nel condotto uditivo nelle ore precedenti la visita: possono spostare il cerume e rendere l’esame più difficoltoso. Chi utilizza protesi acustiche dovrebbe portarle con sé.
Portare referti di esami precedenti (audiogrammi, TAC, risonanze) e l’elenco dei farmaci in corso, inclusi antistaminici, decongestionanti e integratori, aiuta il medico a interpretare meglio il quadro clinico. Il medico indicherà, se necessario, quali farmaci è opportuno sospendere temporaneamente prima di eseguire test specifici.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
L’otorinolaringoiatra si occupa anche dei disturbi dell’equilibrio?
Sì, le vertigini e i disturbi vestibolari rientrano tra le competenze dell’otorinolaringoiatra, che valuta se l’origine è periferica (labirintica) o centrale. Per un’analisi più approfondita può essere richiesta una consulenza neurologica o audiologica.
Quanto dura una visita otorinolaringoiatrica?
In genere tra i 20 e i 40 minuti, a seconda dei sintomi riferiti e degli esami che il medico ritiene necessario eseguire in sede. Se vengono effettuati test audiometrici o vestibolari, i tempi possono allungarsi.
Quali esami possono essere prescritti dopo la visita?
A seconda del quadro clinico, il medico può prescrivere esami del sangue, audiometria tonale, impedenzometria, test vestibolari, TAC dei seni paranasali, risonanza magnetica della testa o del collo, ecografia delle ghiandole salivari o dei linfonodi, ed esame colturale in caso di infezioni ricorrenti.
La raucedine persistente richiede una visita otorinolaringoiatrica?
Sì. Una raucedine o un abbassamento della voce che si prolunga per più di due-tre settimane è un’indicazione alla visita specialistica. L’otorinolaringoiatra può esaminare le corde vocali tramite laringoscopia e valutare se sono necessari approfondimenti.
L’impegno di InSalute per un’informazione chiara e affidabile
InSalute è il blog di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol, leader nella sanità integrativa. Racconta salute, prevenzione e benessere con un approccio chiaro, accessibile e fondato su fonti autorevoli e risponde ai bisogni reali. UniSalute si avvale inoltre di un Comitato Medico Scientifico multidisciplinare, organo consultivo dedicato alla ricerca e all’informazione scientifica.


Nessun commento