paziente oncologica con medico

Fatigue oncologica: che cos’è e come si cura?


La fatigue oncologica è una condizione molto diffusa tra i pazienti affetti da tumore e si manifesta come una stanchezza profonda e persistente di tipo fisico, mentale ed emotivo non alleviata dal riposo. Può comparire già al momento della diagnosi o durante i trattamenti e in alcuni casi persistere anche in seguito. È legata a processi infiammatori, riduzione dell’attività fisica e alterazioni nella percezione della stanchezza. La prima linea di intervento è rappresentata da trattamenti non farmacologici (attività fisica, terapie complementari e psicosociali, gestione del sonno) accompagnati dalla gestione degli effetti collaterali.

Quando si affronta un percorso oncologico, molto spesso ci si trova a convivere con una stanchezza profonda e persistente che non trova sollievo nel riposo. Si tratta della fatigue, una condizione che riguarda la maggioranza delle persone con tumore e che si manifesta come un esaurimento fisico, mentale ed emotivo capace di incidere in modo significativo sulla qualità della vita.

Proprio per la sua natura complessa e sfaccettata, tuttavia, è spesso difficile da inquadrare dal punto di vista clinico. Essendo un sintomo soggettivo e non sempre riferito dai pazienti nel corso delle visite, rischia di essere sottovalutato o considerato una conseguenza inevitabile della malattia.

Saper riconoscere la fatigue è invece fondamentale per poterla trattare in modo adeguato. Approfondiamone allora le caratteristiche e i rimedi più utili a contrastarla.

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Che cos’è la fatigue oncologica?

La fatigue cancro-correlata (CRF) è una condizione caratterizzata da una sensazione persistente di stanchezza fisica, mentale ed emotiva, che colpisce la grande maggioranza delle persone affette da cancro. 

Secondo le linee guida europee sulla diagnosi e il trattamento della fatigue approvate dall’European Society of Medical Oncology (ESMO) a soffrirne è il 65% dei pazienti oncologici. Nel 40% delle persone è presente già al momento della diagnosi, e arriva fino al 80-90% dei casi durante la chemioterapia, persistendo nel 20% anche anni dopo la fine delle terapie.

La fatigue può essere legata alla presenza stessa della neoplasia, ma anche agli effetti collaterali delle terapie oncologiche, della chemioterapia in primis, seguita dai trattamenti ormonali e dall’immunoterapia.

Quali sono le cause della fatigue da tumore?

Le cause della fatigue oncologica non sono ancora del tutto note e sembrano essere multifattoriali. Nell’insorgenza del disturbo avrebbero un ruolo la riduzione dell’attività fisica e alterazioni nei meccanismi di percezione della stanchezza mediati dal sistema nervoso centrale.

La comparsa della fatigue sarebbe legata in particolare al rilascio di citochine – sostanze chimiche che agiscono su più livelli, tra cui l’umore, la massa e la forza muscolare e lo stato metabolico – e alla presenza nel sangue di marcatori infiammatori.

donna anziana stanca sul divano

La fatigue oncologica può rendere difficile compiere anche semplici azioni quotidiane.

Quali sono i sintomi della fatigue in oncologia?

La fatigue si distingue da una normale stanchezza poiché implica un affaticamento intenso e costante, sproporzionato rispetto alle attività svolte, e che non migliora dopo il riposo.

I sintomi più comuni includono:

  • riduzione dell’energia
  • facile affaticabilità che rende difficili anche le normali attività quotidiane come rifare il letto, fare la doccia, cucinare
  • debolezza muscolare
  • affanno
  • sensazione di vertigini
  • disturbi del sonno
  • calo della libido.

Accanto alla componente fisica, la fatigue coinvolge anche la sfera cognitiva ed emotiva. Tra i sintomi più frequentemente riportati rientrano:

  • difficoltà di concentrazione e calo dell’attenzione
  • rallentamento mentale e problemi di memoria
  • ridotta motivazione e perdita di interesse per le attività abituali
  • alterazioni dell’umore, come sintomi depressivi.

Le conseguenze della fatigue possono estendersi anche all’ambito relazionale, favorendo una tendenza all’isolamento, spesso accompagnata da irritabilità o difficoltà nel mantenere i rapporti interpersonali.

Come combattere la stanchezza da tumore?

Secondo le linee del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) e dell’European Society for Medical Oncology (ESMO), la prima opzione di trattamento della fatigue oncologica è rappresentata da interventi non farmacologici, mirati a ridurne l’intensità e a migliorare la qualità della vita complessiva.

PIù precisamente, gli approcci che hanno dimostrato maggiore efficacia comprendono:

  • attività fisica moderata e regolare, come camminate o esercizi dolci, utile per migliorare i livelli di energia e la resistenza
  • terapie fisiche e complementari, tra cui yoga, tai chi, massoterapia, agopuntura, terapie nutrizionali e aromaterapia, fototerapia
  • gestione del riposo, attraverso il mantenimento di ritmi sonno-veglia regolari
  • interventi psicosociali, come percorsi psicologici e di counselling, terapie cognitivo-comportamentali e pratiche di mindfulness, utili per affrontare stress e ansia e cambiamenti emotivi legati alla malattia.

Accanto a questi interventi, resta centrale la gestione degli effetti collaterali dei trattamenti oncologici, soprattutto quando la fatigue è associata ad anemia, dolore o disturbi del sonno, che possono amplificarne l’impatto.

In questo contesto, un ruolo importante può essere svolto da percorsi di assistenza integrata, che affiancano alle terapie oncologiche un’attenzione costante alla qualità della vita. In questo senso, un supporto concreto può arrivare dalla soluzione Cure Oncologiche di UniSalute, un piano pensato per accompagnare le persone lungo il percorso oncologico con servizi dedicati e continuità assistenziale.

 

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paziente oncologica fa yoga

L’attività fisica è tra i rimedi più efficaci per combattere la fatigue.

Le domande più frequenti dei pazienti

Che cos’è la fatigue oncologica?
La fatigue oncologica è una stanchezza intensa e persistente, di tipo fisico, mentale ed emotivo, che non migliora con il riposo e che può compromettere in modo significativo la qualità della vita delle persone con tumore.

Quanto dura la fatigue da cancro?
La durata della fatigue è variabile. In molti casi si attenua con la fine delle terapie, ma in una quota di persone può persistere per mesi o anni, diventando un sintomo a lungo termine.

Quali sono i sintomi principali della fatigue oncologica?
Oltre alla stanchezza costante, la fatigue può includere debolezza muscolare, affanno, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria, calo della motivazione e alterazioni dell’umore.

La fatigue oncologica può essere curata?
La fatigue può essere gestita efficacemente attraverso interventi non farmacologici come attività fisica moderata, supporto psicologico, corretta gestione del riposo, oltre a trattamenti mirati agli effetti collaterali associati.

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