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Pulpite: che cos’è e come si cura la fastidiosa “infiammazione del nervo del dente”

La pulpite, detta anche “infiammazione del nervo del dente”, è un fastidioso disturbo che provoca dolore dentale – più o meno intenso a seconda della gravità – di solito causato dalla presenza di una carie, anche se esistono ulteriori possibili fattori scatenanti. Se non curata per tempo, questa problematica può portare a conseguenze come la devitalizzazione e l’estrazione del dente. Vediamo meglio quali sono i sintomi, le cause e i trattamenti della pulpite.

Che cos’è la pulpite e quali sono i suoi sintomi

La pulpite è un’infiammazione della polpa dentaria, ossia la parte interna del dente, un tessuto dalla consistenza soffice che ospita venule, arteriole, terminazioni nervose e odontoblasti (cellule da cui dipende la produzione della dentina, sostanza che si trova sotto lo smalto).

La pulpite si manifesta con dolore ai denti che può risultare più o meno intenso, intermittente o costante a seconda del caso. Tra i sintomi più comuni ci sono:

  • acuto male ai denti difficile da localizzare in un punto preciso;
  • sensazione di dente che pulsa;
  • maggiore sensibilità dentale ai cibi caldi, freddi, zuccherini e alla pressione causata dalla masticazione.
denti sensibili al freddo

klebercordeiro/istock.com

Ricordiamo che inizialmente la pulpite potrebbe anche non essere accompagnata da sintomi, e quindi passare inosservata per diverso tempo. Per questo è molto importante sottoporsi a regolari controlli dentistici: in questo modo è possibile accorgersi di eventuali infiammazioni e intervenire prima che la situazione peggiori.

Proprio a seconda della sua gravità, la pulpite può essere classificata in reversibile o irreversibile, condizioni che si manifestano con una sintomatologia diversa. Scopriamo di più in merito.

Pulpite reversibile

Si tratta del quadro meno grave e più semplice da risolvere. In questo caso, infatti, l’estensione dell’infiammazione è limitata. Il dolore si avverte quando il dente è sottoposto a sollecitazioni, come il freddo o i cibi zuccherati, e cessa subito nel momento in cui lo stimolo finisce. Se presa in questa fase, solitamente la pulpite può essere guarita facilmente.

Pulpite irreversibile

Una pulpite reversibile, se non curata, nel tempo può trasformarsi in irreversibile, situazione caratterizzata da un aggravamento dell’infiammazione che può causare, nei casi più gravi, la necrosi della polpa dentale. La pulpite irreversibile può portare anche allo sviluppo di:

In presenza di pulpite irreversibile il dolore non sparisce subito dopo che lo stimolo che lo provoca è cessato, e può comparire anche da solo, senza che il dente sia stato sollecitato. È frequente che la persona non riesca a localizzare il punto preciso da cui proviene il malessere, confondendo anche l’arcata. Quest’ultimo, inoltre, può propagarsi alla mandibola, all’orecchio e alla testa.

granuloma dentale sintomi

Africa Studio/shutterstock.com

Pulpite: da cosa è provocata?

Una delle cause più frequenti della pulpite è la presenza di una carie, ma esistono anche altre condizioni che possono determinare questo disturbo, ad esempio:

  • lesioni ai denti dovute a traumi e incidenti;
  • parodontite, malattia infiammatoria a carico dei tessuti a supporto del dente;
  • bruxismo, ossia il digrignamento dei denti durante il sonno;
  • scarsa igiene orale;
  • ripetuti interventi dentari invasivi;
  • problemi di malocclusione;
  • una scorretta masticazione.

Come si cura e si previene la pulpite?

Nei casi meno gravi, in genere, la vitalità della polpa viene mantenuta rimuovendo la carie e ricostruendo il dente. Se l’infiammazione è estesa e si parla di pulpite irreversibile, invece, può essere necessario devitalizzare il dente, dunque rimuovere la polpa, oppure togliere il dente stesso se non c’è modo di salvarlo. In presenza di infezione, al paziente possono essere prescritti degli antibiotici.

igiene orale

gerenme/istock.com

La prevenzione, tuttavia, è una delle armi più preziose per evitare di incorrere in un disturbo doloroso come la pulpite. Per farlo è necessario, innanzitutto, dedicare una particolare attenzione all’igiene orale, ricordando soprattutto di:

  • lavare i denti accuratamente dopo i pasti, prestando particolare attenzione alla pulizia quando si porta l’apparecchio;
  • spazzolarli nel modo corretto, dunque dalla gengiva verso il dente (in caso di dubbi chiedere consiglio al proprio dentista);
  • usare regolarmente il filo interdentale, importante per contrastare la formazione del tartaro;
  • cambiare lo spazzolino ogni 2-3 mesi.

In ultimo, ma non meno importante, per prevenire la pulpite è fondamentale sottoporsi a periodici check up dal dentista, grazie ai quali è possibile accorgersi per tempo di eventuali problemi e agire prima che peggiorino. Come sappiamo, però, cure e visite possono pesare sul portafoglio: proprio per questo può essere utile sottoscrivere un’assicurazione come la polizza UniSalute Dentista, che permette di usufruire gratuitamente della visita di controllo e dell’igiene orale, due step imprescindibili per preservare la salute dei denti.

E voi sapevate come si cura e previene la pulpite?

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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