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necrosi dente

Necrosi: come capire se un dente è “morto”?

La necrosi dentale si verifica quando la parte vitale del dente, ovvero la polpa, è morta. Si tratta, dunque, di una condizione irreversibile che può essere determinata da diversi fattori, ma che può essere trattata. Se il problema è individuato correttamente e prontamente da un dentista, infatti, è possibile attuare alcune strategie che possono evitare le spiacevoli conseguenze della necrosi. Vediamo, dunque, in cosa consiste, quali sono le cause, gli effetti e le buone pratiche per la prevenzione.

Necrosi dentale: quali sono i sintomi?

Un dente è considerato morto quando, al suo interno, non c’è più flusso sanguigno. In particolare, la necrosi si verifica quando i nervi e i vasi sanguigni presenti nella polpa (che, insieme a dentina e smalto, è uno dei tre strati del dente) sono danneggiati in maniera irreversibile. Non è facile accorgersi della necrosi dentale, ragion per cui spesso capita che venga individuata durante un controllo odontoiatrico periodico.

Ci sono, tuttavia, dei piccoli campanelli d’allarme che possono suggerire la presenza di un dente morto. Da un lato, il suo colore potrebbe cambiare e diventare più scuro, oppure assumere sfumature giallognole. Il dente diventa nero soltanto quando non viene trattato, una condizione da evitare con cura poiché in queste condizioni potrebbe aver già dato avvio a infezioni o altre conseguenze che vedremo in seguito.

Un secondo segnale del fatto che il dente sta morendo è la presenza di dolore. L’intensità varia da persona a persona e anche sulla base del livello della necrosi: più è avanzato, più il dolore si può fare intenso e persistente.

necrosi del dente

alfexe/istock.com

Le cause della necrosi dentale

Come abbiamo anticipato, le cause della morte di un dente possono essere diverse. In particolare, i casi più frequenti di necrosi sono successivi a una carie non curata in tempo oppure a un trauma.

Nel primo caso, la morte avviene quando la carie, che solitamente colpisce lo smalto del dente, arriva più in profondità fino a intaccare la polpa. La carie apre quello che viene descritto dagli esperti come un “canale” che permette ai germi di venire a contatto con la parte interna e delicata del dente. Inizialmente il sistema immunitario in salute reagisce all’attacco, tuttavia sottovalutare la carie e trascurarne la cura può portare alla necrosi. In alcuni casi, inoltre, una carie può trasformarsi in una pulpite, ovvero in un’infezione della polpa, che può degenerare in necrosi dentale.

Nel secondo caso, invece, è un qualsiasi trauma a provocare la morte del dente. Un colpo al viso, per esempio, può far esplodere i vasi sanguigni che si trovano nella polpa portando alla necrosi anche in tempi piuttosto brevi per cui è necessario farsi visitare prontamente dall’odontoiatra.

Conseguenze e cura della necrosi dentale

impianto dentale

CreVis2/istock.com

Un dente morto va trattato da uno specialista, poiché può provocare infezioni alla mandibola o ad altri denti. Tra le conseguenze più frequenti vanno ricordate:

Si tratta di patologie molto dolorose che possono cronicizzarsi e, quindi, dare problemi persistenti. I trattamenti vengono proposti dal dentista sulla base della diagnosi individuale. Nei casi della cisti radicolare e del granuloma apicale, per esempio, è necessaria anche una radiografia.

Individuata la necrosi e il suo livello di avanzamento, le cure possono essere differenti. Un’opzione è quella della devitalizzazione del dente, intervento chiamato anche “cura canalare”. In questo caso, vengono rimossi i tessuti morti o malati, mentre la radice e il resto del dente vengono sterilizzati.

In altri casi può essere necessario, invece, procedere con l’estrazione del dente morto e, successivamente, con la ricostruzione dentale: verrà posizionato un ponte, un impianto o un’altra struttura sostitutiva sulla base della situazione individuale.

 

La necrosi dentale, dunque, può purtroppo essere facilmente sottovalutata e portare a conseguenze anche gravi e dolorose. Per questo i dentisti suggeriscono di mantenere costantemente una corretta igiene orale e, soprattutto, di non saltare le visite di controllo annuali. Per non perderne nemmeno una e, contemporaneamente, risparmiare sui costi, UniSalute ha elaborato una polizza assicurativa individuale Dentista che include una visita di controllo annuale e l’igiene dentale gratuite. In caso di necessità, inoltre, essa copre anche alcune prestazioni gratuite fino ad un massimale di spesa e prevede sconti fino al 41% sugli altri interventi. Un risparmio concreto, che permette di evitare di trascurare piccoli problemi odontoiatrici che possono dare, poi, non pochi pensieri. Sapevate da cosa può essere causata la necrosi del dente?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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