necrosi dente

Necrosi: come capire se un dente è “morto”?

PUNTI CHIAVE

  • La necrosi dentale è la morte della polpa del dente, la sua parte interna composta da nervi e vasi sanguigni.
  • È una condizione irreversibile spesso causata da carie non trattate o da traumi.
  • Nelle fasi iniziali può evolvere senza sintomi evidenti. Con il tempo può provocare dolore, cambiamento di colore del dente e conseguenze severe come ascessi, cisti o granulomi.
  • La devitalizzazione permette di salvare il dente quando possibile; nei casi più gravi è necessario ricorrere all’estrazione e alla ricostruzione.
  • Una corretta igiene orale e visite odontoiatriche periodiche sono le misure principali per prevenire conseguenze importanti.

La necrosi dentale si verifica quando la parte vitale del dente, ovvero la polpa, muore. Si tratta, dunque, di una condizione irreversibile che può essere determinata da diversi fattori, ma che può essere trattata. Se il problema è individuato correttamente e prontamente, infatti, è possibile attuare alcune strategie che possono evitare spiacevoli conseguenze.

Vediamo, dunque, in cosa consiste una necrosi dentale, quali sono le cause, gli effetti e le buone pratiche per la prevenzione.

Necrosi dentale: che cos’è? Quali sono i sintomi?

Un dente è considerato morto quando, al suo interno, non c’è più flusso sanguigno. In particolare, la necrosi si verifica quando i nervi e i vasi sanguigni presenti nella polpa (che, insieme a dentina e smalto, è uno dei tre strati del dente) sono danneggiati in maniera irreversibile.

Come accorgersi di una necrosi? Non è facile, ragion per cui spesso capita che venga individuata durante un controllo odontoiatrico periodico.

Ci sono, tuttavia, dei piccoli campanelli d’allarme che possono suggerire la presenza di un dente morto:

  • cambiamenti nel colore: il dente può diventare più scuro o assumere sfumature giallognole. Diventa nero soltanto quando non viene trattato, una condizione da evitare con cura poiché in questo stato può aver già dato avvio a infezioni o altre conseguenze
  • dolore di intensità variabile, anche sulla base del livello della necrosi: più questo è avanzato, più il dolore si può fare intenso e persistente.

Tutelare la salute dei denti parte dalla prevenzione

Per evitare conseguenze severe come la necrosi di un dente, è necessario agire per tempo.

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Quali sono le cause della necrosi dentale?

Le cause della morte di un dente possono essere diverse, ma nella maggioranza dei casi sono riconducibili a una carie non curata in tempo oppure a un trauma.

Nel primo caso, la morte avviene quando la carie, che solitamente colpisce lo smalto del dente, arriva più in profondità fino a intaccare la polpa. Ciò significa che apre un “canale” che permette ai germi di venire a contatto con la parte interna e delicata del dente. Inizialmente il sistema immunitario in salute reagisce all’attacco, con il tempo però, se si trascura la carie, il dente può andare incontro a necrosi. In alcuni casi, inoltre, una carie può trasformarsi in una pulpite, ovvero in un’infezione della polpa che può degenerare in necrosi dentale.

Nel secondo caso, invece, è un qualsiasi trauma a provocare la morte del dente. Un colpo al viso, per esempio, può far esplodere i vasi sanguigni che si trovano nella polpa portando alla necrosi anche in tempi piuttosto brevi.

Cosa succede se un dente va in necrosi?

Un dente morto va trattato da uno specialista, poiché può provocare infezioni alla mandibola o ad altri denti. Tra le conseguenze più frequenti vanno ricordate:

Si tratta di patologie molto dolorose che possono cronicizzarsi e, quindi, dare problemi persistenti.

Come si cura una necrosi?

I trattamenti vengono proposti dal dentista sulla base della diagnosi individuale. Nei casi della cisti radicolare e del granuloma apicale, per esempio, è necessaria anche una radiografia.

Individuata la necrosi e il suo livello di avanzamento, le cure possono essere differenti.

Un’opzione è quella della devitalizzazione del dente o cura canalare. In questo caso, vengono rimossi i tessuti morti o malati, mentre la radice e il resto del dente vengono sterilizzati.

In altri casi può essere necessario, invece, procedere con l’estrazione del dente morto e, successivamente, con la ricostruzione dentale: verrà posizionato un ponte, un impianto o un’altra struttura sostitutiva sulla base della situazione individuale.

Il modo per scongiurare le conseguenze, anche severe, della necrosi dentale è una corretta igiene orale e visite di controllo annuali.

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Come capire se un dente è in necrosi?

Nelle prime fasi la necrosi può non dare sintomi evidenti, motivo per cui spesso viene scoperta durante visite di controllo. Con il tempo, possono comparire dolore e cambiamento di colore del dente (che tende a scurirsi).

La necrosi fa male?

Un dente necrotico può non essere doloroso all’inizio. Il dolore tende a comparire quando si sviluppano infezioni come un ascesso o un’infiammazione dell’apice della radice.

Il dente diventa sempre nero?

No, il dente diventa molto scuro (fino al nero) solo quando la necrosi è avanzata e non trattata. Il cambiamento di colore iniziale può essere più lieve, con sfumature giallognole.

La necrosi dentale si può prevenire?

Sì. Le misure principali sono igiene orale quotidiana accurata, trattamento tempestivo delle carie e visite di controllo annuali.

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