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Parodontite

Parodontite: le cause, i sintomi e le terapie più efficaci

Tutti noi siamo stati dal dentista almeno una volta nella nostra vita, anche solo per curare una carie o per effettuare la consueta pulizia dei denti. Di sicuro il nostro odontoiatra di fiducia ci ha spiegato l’importanza di una corretta igiene quotidiana sin dall’infanzia, per prevenire le più comuni patologie che possono affliggere il cavo orale; esistono però alcune infezioni che più di altre possono essere scongiurate attraverso abitudini igieniche scrupolose e controlli professionali più frequenti. Tra queste troviamo la parodontite.

Comunemente conosciuta anche con il termine di piorrea, la parodontite è un’infezione batterica che danneggia i tessuti parodontali (letteralmente, quelli “intorno al dente”) e che può avere fasi acute e conseguenze importanti. Numerose sono però le modalità di prevenzione e cura: proviamo quindi ad analizzarle, partendo proprio dalla genesi di questa patologia.

All’origine della parodontite: le cause

Parodontite infezione

 

Sia che siamo già dei pazienti cosiddetti ”parodontali” sia che desideriamo soltanto approfondire un sintomo sospetto, probabilmente sappiamo già che la salute dei nostri denti dipende da quella degli elementi strutturali che li sostengono. Più precisamente, alla base del nostro sorriso troviamo strati di:

  • tessuto osseo
  • tessuto epiteliale
  • tessuto connettivo

Queste tre componenti formano rispettivamente l’osso, le gengive e i legamenti che costituiscono il parodonto, cioè la struttura direttamente interessata da questa patologia di origine batterica.

Esiste uno spazio, quello tra le gengive e i denti, che i dentisti chiamano “ampiezza biologica” e che, in condizioni normali, misura circa 3 millimetri. Quando questo spazio si allunga, aumentando le sue dimensioni, offre la possibilità a svariati batteri di insinuarsi in quella che si definisce tasca parodontale.

Possiamo quindi già intuire come la presenza di microrganismi sia direttamente proporzionale all’ampiezza della tasca parodontale, ma cosa succede ai batteri quando ristagnano all’interno di questi spazi?

In assenza di ossigeno, i batteri sono costretti a ricercarlo nelle basi a cui sono ancorati: è per questo motivo che i microrganismi iniziano a corrodere le strutture del parodonto, in particolare l’osso, favorendo così un processo di deterioramento che indebolisce progressivamente il sostegno del dei nostri denti.

Le basi genetiche della parodontite…

Parodontite radiografia

 

Quando ci viene diagnosticata una patologia a livello dei tessuti connettivi, siamo spesso portati a chiedere al nostro medico se essa possa essere di derivazione genetica. L’osservazione dei pazienti parodontali ha fatto certamente rilevare una componente ereditaria nello sviluppo delle malattie infettive del cavo orale: in altre parole, se un nostro parente prossimo è affetto da parodontite, esiste per noi una maggiore probabilità di svilupparla a nostra volta. Tuttavia, è importante sottolineare che il corredo genetico incide solo nei termini di una predisposizione: di fatto, la parodontite è un’infezione batterica, e come tale la sua origine non è esclusivamente ereditaria, bensì causata principalmente dall’azione corrosiva della placca e del tartaro.

… e le cause indotte da un’igiene orale insufficiente

Igiene orale

 

Se dimentichiamo spesso di utilizzare il filo interdentale, non necessariamente svilupperemo una gengivite o una parodontite; tuttavia, è stato evidenziato come l’origine delle infezioni del cavo orale sia quasi sempre batterica, e prevenibile in molti casi attraverso:

L’attenzione ai sintomi è la prima forma di cura

Mal di denti

Forse conosciamo la parodontite attraverso un nostro amico o un familiare, oppure ci siamo imbattuti in campagne di sensibilizzazione sull’argomento presso il nostro ambulatorio di fiducia. In ogni caso, avremo notato che l’attenzione viene posta quasi sempre sulla sintomatologia che, nel caso di questa malattia, è tanto peculiare quanto di difficile valutazione da parte del soggetto che ne soffre.

In altre parole, la maggior parte dei pazienti sottovaluta i sintomi della parodontite, almeno inizialmente. Spesso, inoltre, li attribuisce erroneamente ad altre patologie (come afte, stomatiti o carie) e tende quindi a curarli in modo improprio, magari trovando un sollievo temporaneo e rimandando quindi la visita dal dentista.

Fortunatamente, oggi sappiamo quali sono i sintomi a cui prestare particolare attenzione, perché caratteristici dell’infezione batterica del parodonto. Proviamo a darne una panoramica, partendo dai più lievi e procedendo via via verso i più invalidanti:

  • alito cattivo
  • sapore acre in bocca
  • abbassamento gengivale
  • mobilità dentale
  • arrossamento delle gengive
  • infiammazione delle mucose
  • sanguinamento gengivale

Naturalmente, tali sintomi non sono esclusivi di una parodontite in fase cronica; tuttavia, potrebbero indicare la presenza di una gengivite al primo stadio o essere l’anteprima di un’infezione batterica. Devono quindi essere valutati subito da un professionista, per evitare di prendere i primi provvedimenti nella fase acuta della malattia.

Parodontite: quale percorso terapeutico?

 

Pulizia dei denti professionale

Le soluzioni cliniche più in linea con il nostro caso ci vengono suggerite dal dentista, generalmente nel momento stesso in cui formula la diagnosi di parodontite. La cura prevede infatti una combinazione di terapia farmacologica e di interventi chirurgici; sebbene le scelte siano peculiari dei singoli casi, proviamo di seguito a isolare alcune tappe frequenti nel percorso terapeutico dei pazienti parodontali:

  • l’igiene orale professionale assume cadenza trimestrale
  • il grado di mobilità dei denti viene stabilito su una scala da 1 a 5
  • si misura regolarmente l’ampiezza delle tasche parodontali
  • si prescrive l’utilizzo di antinfiammatori nelle fasi più acute

Quanto all’aspetto chirurgico, è importante sottolineare che i metodi operatori sono numerosi e spesso integrabili tra loro, e che la durata e il costo degli interventi è direttamente proporzionale allo stadio della malattia. Ai fini della cura, il paziente può sottoporsi a:

  • sonda parodontale
  • radiografia
  • levigatura delle radici dentali
  • curettage (raschiamento) gengivale
  • laser
  • innesti ossei

Si tratta di pratiche eseguite frequentemente negli studi dentistici, che solo in qualche caso prevedono anche un breve ricovero.

Prevenzione attiva, giorno dopo giorno

Italiani dentista

Generalmente al paziente parodontale è richiesto quindi un notevole investimento di risorse, a fronte però di miglioramenti anche molto significativi. Oltre a pianificare il percorso di cura insieme al proprio odontoiatra, infatti, una diagnosi di parodontite implica una revisione complessiva della propria routine, al fine di mantenere le nuove condizioni igieniche orali e impedire così un eventuale nuovo attacco dei batteri.

Soprattutto, è importante mantenersi in contatto costante con il proprio studio odontoiatrico di fiducia, al fine di valutare con precisione i sintomi tipici di un’infiammazione batterica da parodontite.

Insomma, prendersi cura dei propri denti è un vero e proprio impegno. Tuttavia, anche quando i nostri propositi sono dei migliori, siamo limitati dalla fretta, dalle tempistiche di appuntamento e dai costi spesso proibitivi per l’accesso a cure odontoiatriche all’avanguardia.

Proprio per questi motivi molti pazienti scelgono di sottoscrivere una polizza che copra le spese del dentista, anche per le loro famiglie, e che magari agevoli anche la fase di prenotazione e gestione delle scadenze relative alla salute orale.

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Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

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