Quando la pressione arteriosa scende sotto i 90/60 mmHg si parla di ipotensione, condizione spesso benigna ma da osservare. Tra le cause: disidratazione, caldo, gravidanza, stress, farmaci e patologie sottostanti; clinicamente si distinguono le forme ortostatica, neuro-mediata e grave (da shock). I sintomi più frequenti sono capogiri, spossatezza, sudorazione fredda, pallore e disturbi della vista. Nell’episodio acuto serve sdraiarsi con le gambe sollevate e reintegrare liquidi. Una valutazione medica è necessaria se il calo è improvviso, severo o sintomatico.
Un capogiro improvviso quando ci si alza dal divano, la vista che si annebbia in una giornata calda, le energie che mancano: sono tutti segnali che indicano un calo pressorio, un disturbo frequente e benigno, ma da non sottovalutare. La pressione bassa è una condizione di comune esperienza: in molti casi si tratta di un fenomeno passeggero dovuto a fattori fisiologici e ambientali, talvolta, però, può nascondere cause sottostanti da indagare.
In questo articolo ne approfondiamo cause, sintomi, rimedi pratici e quando consultare il medico.
Quali sono le cause della pressione bassa?
La pressione bassa, o ipotensione, è una condizione che si verifica quando i valori pressori scendono al di sotto di 90/60 mmHg. Può essere dovuta a molteplici cause, di natura molto diversa tra loro: fisiologiche, ambientali o legate a specifiche patologie.
Tra le cause più frequenti troviamo:
- condizioni fisiologiche, come il sonno, il risveglio o particolari fasi della vita come la gravidanza
- fattori ambientali, in particolare le alte temperature, che favoriscono la vasodilatazione
- disidratazione, dovuta a scarsa assunzione di liquidi o a perdite eccessive (sudorazione intensa, vomito, diarrea o uso di diuretici)
- stress e affaticamento, che influenzano la regolazione della pressione arteriosa
- patologie o condizioni cliniche, come alcune malattie cardiovascolari, endocrine o neurologiche
- farmaci, tra cui antipertensivi e diuretici, che possono ridurre in modo significativo i valori pressori come effetto collaterale.
Dal punto di vista clinico, si distinguono tre principali forme di ipotensione:
- ipotensione ortostatica: si manifesta passando rapidamente dalla posizione sdraiata o seduta a quella in piedi ed è spesso legata a disidratazione o a una ridotta capacità di adattare la pressione ai cambi di postura; esiste anche una variante postprandiale, che si verifica dopo i pasti
- ipotensione neuro-mediata: dovuta a un’alterazione della comunicazione tra sistema nervoso e cuore, con regolazione non corretta della pressione arteriosa
- ipotensione grave (da shock): conseguenza di condizioni come shock settico, cardiogeno o vasodilatatorio. In questi casi la pressione si abbassa in modo importante, compromettendo l’ossigenazione degli organi vitali e richiedendo un intervento medico immediato.

I cali pressori si manifestano con mal di testa, capogiro, vista annebbiata, stanchezza e difficoltà di concentrazione.
Pressione bassa: quali sono i sintomi?
La pressione bassa si manifesta con un generale calo delle forze e un senso di stanchezza. Quando il sangue arriva al cervello in quantità insufficiente compaiono manifestazioni legate alla ridotta ossigenazione cerebrale, che spesso si presentano in modo improvviso e tendono a risolversi sedendosi o sdraiandosi. In particolare, i sintomi dell’ipotensione sono:
- capogiri
- spossatezza
- difficoltà di concentrazione
- sudorazione fredda
- pallore
- vomito
- vertigini
- sonnolenza
- vista annebbiata.
A questi segnali possono associarsi nausea, palpitazioni, sensazione di testa leggera e, nei casi più severi, svenimento (sincope). I sintomi tendono a essere più marcati al passaggio in stazione eretta o in ambienti caldi e affollati. Non tutti compaiono insieme: spesso si presentano isolati. Con il caldo, chi soffre di questo disturbo deve fare molta attenzione per non rischiare spiacevoli conseguenze, come cadute, rischiose in particolare per anziani e donne in gravidanza, tra i soggetti maggiormente colpiti dal disturbo.
Valori di pressione bassi non rappresentano necessariamente un problema se non si associano a sintomi. L’ipotensione diventa rilevante quando si associa a disturbi che incidono sulla qualità della vita quotidiana.
Quando la pressione è bassa, cosa si deve fare?
Quando la pressione bassa si manifesta in modo improvviso, alcune azioni semplici aiutano a riportare i valori entro limiti accettabili e a ridurre i sintomi in pochi minuti. La priorità è favorire il ritorno del sangue al cuore e al cervello.
In caso di episodio acuto è utile:
- sdraiarsi o sedersi subito, sollevando le gambe oltre il livello del cuore per favorire il ritorno venoso
- allentare cinture, colletti o indumenti stretti che ostacolano la circolazione
- bere acqua a piccoli sorsi, eventualmente con un pizzico di sale o bevande reidratanti
- consumare un alimento zuccherato se il calo è legato a un abbassamento della glicemia
- evitare di rimettersi in piedi rapidamente fino al pieno recupero della stabilità.
Sul medio periodo, alcune accortezze quotidiane riducono la frequenza degli episodi:
- mantenere un’idratazione costante (almeno 1,5-2 litri al giorno)
- seguire un’alimentazione adeguata e bilanciata
- preferire pasti piccoli e frequenti
- moderare l’alcol
- alzarsi con calma
- indossare calze a compressione graduata in caso di ipotensione ortostatica diagnosticata.
Una valutazione medica diventa prioritaria se il calo è brusco, ripetuto o accompagnato da segni come dolore toracico, confusione mentale o difficoltà respiratorie.
Quanto deve essere la pressione bassa per preoccuparsi?
La pressione bassa diventa motivo di preoccupazione quando i valori si associano a sintomi rilevanti, quando il calo è improvviso o quando interessa soggetti vulnerabili. Sul piano numerico, l’ipotensione si classifica in tre gradi: lieve intorno a 90/60 mmHg, intermedia con valori più bassi e severa quando la sistolica scende sotto i 50 mmHg e la diastolica sotto i 33 mmHg.
Una forma lieve e asintomatica non richiede in genere trattamento. I campanelli d’allarme che invece rendono opportuno un controllo medico sono:
- sincope (svenimento) o episodi ripetuti di pre-sincope
- dolore al petto o difficoltà respiratorie associate al calo
- confusione mentale, soprattutto nelle persone anziane
- febbre alta concomitante
- capogiri persistenti che limitano le attività quotidiane
- pelle fredda, umida e respirazione accelerata, possibili segnali di shock.
Anche un’ipotensione cronica sintomatica merita un approfondimento, perché può nascondere disfunzioni endocrine, cardiache o neurologiche. Negli anziani, in particolare, le cadute legate al calo pressorio rappresentano un rischio concreto di fratture.
Per monitorare con costanza la salute cardiovascolare e accedere a visite specialistiche, esami di prevenzione ed elettrocardiogramma, possono rivelarsi utili percorsi strutturati come le soluzioni UniSalute Per Te, pensate per un controllo periodico dello stato di salute a tariffe agevolate.
Scopri ora come le soluzioni UniSalute Per Te possono aiutarti a prenderti cura della tua salute

In caso di calo pressorio, è importante evitare di alzarsi rapidamente e bere acqua in piccoli sorsi.
Le domande più frequenti dei pazienti
.Quali sono i valori della pressione che indicano ipotensione?
Si considera ipotensione una condizione in cui la pressione sistolica a riposo è uguale o inferiore a 90 mmHg e la diastolica è uguale o inferiore a 60 mmHg.
Perché la pressione si abbassa improvvisamente?
Un calo improvviso può avere cause occasionali come disidratazione, caldo afoso, alzarsi rapidamente, un pasto abbondante o una forte emozione. In altri casi può essere legato all’assunzione di farmaci quali antipertensivi, diuretici o antidepressivi, oppure segnalare condizioni più serie come emorragie interne, reazioni allergiche gravi o problemi cardiaci.
Quando la pressione bassa è pericolosa?
La pressione bassa diventa pericolosa quando provoca sincope con rischio di cadute e traumi, quando si accompagna a dolore toracico, confusione mentale, febbre alta o difficoltà respiratorie, oppure quando il calo è così marcato da compromettere l’ossigenazione degli organi. Anche un brusco abbassamento al passaggio in posizione eretta richiede una valutazione medica, soprattutto nelle persone anziane per il maggior rischio di cadute e in chi ha patologie cardiovascolari preesistenti.
Cosa fare quando si ha un improvviso calo di pressione?
La prima cosa è mettersi in posizione sicura per evitare cadute: sdraiarsi e sollevare le gambe sopra il livello del cuore aiuta il ritorno venoso e favorisce il ripristino della pressione arteriosa. Subito dopo è utile allentare indumenti stretti e bere acqua a piccoli sorsi, eventualmente con un pizzico di sale. Se i sintomi non passano entro pochi minuti o si ripresentano frequentemente, è bene rivolgersi a un medico per una valutazione approfondita


Nessun commento