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Cos’è la distrofia muscolare di Duchenne e come si manifesta

Quando si parla di distrofia muscolare di Duchenne si fa riferimento a una patologia rara, di carattere genetico. In particolare, intacca il tessuto muscolare sin dalla prima infanzia, determinando una progressiva debolezza e provocando, nel corso del tempo, anche complicanze di tipo respiratorio e cardiaco. Da anni la ricerca è impegnata per individuare una cura definitiva a questa malattia, ma ad oggi, purtroppo, non esiste ancora una terapia risolutiva. Tuttavia, grazie alla diagnosi e alle terapie, negli ultimi anni l’aspettativa di vita è raddoppiata e la qualità di vita migliorata.

Scopriamo quindi di più sui sintomi e i trattamenti della distrofia muscolare di Duchenne.

Che cos’è e da cosa è causata la distrofia muscolare di Duchenne

La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una malattia rara di tipo neuromuscolare che porta a una progressiva degenerazione dei muscoli, determinando, di conseguenza, una perdita della forza e della capacità di muoversi autonomamente. È causata da alterazioni sul gene della distrofina, che si trova sul cromosoma X, proteina che ha il compito di proteggere la membrana delle cellule dalle sollecitazioni causate dal movimento dei muscoli. In presenza di tali alterazioni, i muscoli non riescono più a tollerare queste sollecitazioni, andando incontro a degenerazione.

La distrofia muscolare di Becker, invece, rappresenta una forma meno grave della stessa malattia. In quella di Duchenne, infatti, si verifica una totale assenza di distrofina, mentre in quella di Becker la distrofina è quantitativamente o qualitativamente inferiore rispetto al normale.

Come si trasmette la distrofia muscolare di Duchenne

I sintomi di questa patologia, che vedremo meglio fra poco, in genere si manifestano solo nei maschi e raramente nelle femmine, che invece sono portatrici sane. Come spiega l’Ospedale Bambino Gesù, si stima che la sua frequenza sia di un maschio ogni 5 mila nati vivi. La tendenza ad apparire solo negli individui di sesso maschile è dovuta al fatto che essi possiedono un cromosoma X e uno Y, mentre le donne due cromosomi X. Nelle femmine, quindi, la sintomatologia tende a non presentarsi perché l’esistenza di un secondo cromosoma X, dove il gene non è alterato, permette di compensare le funzioni di quello mutato.

distrofia muscola duchenne

Hailshadow/gettyimages.it

Se la madre è portatrice sana, i figli maschi hanno il 50% di possibilità di ereditare il cromosoma X con il gene modificato, mentre le figlie femmine hanno il 50% di possibilità di diventare, esse stesse, portatrici sane. Un’altra malattia genetica rara, che, come questa, colpisce in modo diverso gli uomini e le donne, è una specifica forma di albinismo, quello oculare.

Tuttavia, anche se è una malattia genetica, non sempre la distrofia muscolare di Duchenne ha origine ereditaria. In circa un terzo dei casi, infatti, la mamma non è portatrice del gene mutato e la patologia è dovuta a un’alterazione che si è verificata per la prima volta nel bambino, ma non è presente in altri membri della famiglia.

Distrofia muscolare di Duchenne: i sintomi

I primi sintomi della distrofia muscolare di Duchenne, che variano da persona a persona, compaiono nella prima infanzia, in genere intorno ai 3 anni di età. Di solito il bambino impara a camminare in ritardo rispetto ai coetanei, inoltre:

  • mostra difficoltà a saltare, correre, salire le scale, alzarsi da terra (tipica è la “manovra di Gowers” per sollevarsi, dove il bambino usa le braccia per compensare la minore forza degli arti inferiori), tutte manifestazioni dovute alla debolezza muscolare che peggiora nel tempo;
  • spesso sviluppa un ingrossamento dei polpacci;
  • cammina in punta di piedi;
  • mostra un’andatura anserina, dunque dondolante;
  • di frequente ha difficoltà di linguaggio e, in alcuni casi, presenta un deficit cognitivo.

Col tempo tendono a verificarsi altre problematiche come la scoliosi e, generalmente, intorno ai 12-14 anni, il paziente perde la capacità di deambulare e deve cominciare ad avvalersi della sedia a rotelle. Successivamente, il danno muscolare coinvolge anche gli arti superiori, il cuore e i muscoli respiratori. Frequentemente, intorno ai 20 anni, i pazienti necessitano di un supporto per la respirazione e di farmaci per lo scompenso cardiaco.

ditrofia muscolare

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Nella distrofia muscolare di Becker, invece, i sintomi tendono a essere più lievi e l’evoluzione della malattia meno grave, anche se cambia da caso a caso. Tutto dipende dal livello di distrofina presente: in base a questo si verificano casi di distrofia di Becker più o meno importanti.

Come si diagnostica la distrofia muscolare di Duchenne

Spesso la malattia viene scoperta quando i genitori si rivolgono al medico perché insospettiti da alcuni segnali come la difficoltà del bambino a camminare, ad alzarsi, a saltare.

Esami clinici e di laboratorio permettono di fare opportune valutazioni. Un aumento nel sangue del quantitativo di creatinchinasi (o creatinfosfochinasi), ad esempio, è indice di un danno muscolare, ma non indica necessariamente la presenza di questa malattia. Per confermare la diagnosi di distrofia muscolare di Duchenne serve un test genetico e, se necessario, una biopsia molecolare. Quest’ultima, essendo invasiva (prevede il prelievo di un piccolo frammento di muscolo), viene utilizzata solo in casi specifici e consente di conoscere il quantitativo di distrofina presente.

Cure e trattamenti per la distrofia muscolare di Duchenne

Attualmente, purtroppo, non esistono cure capaci di arrestare la degenerazione dei muscoli e quindi di guarire il paziente dalla distrofia muscolare di Duchenne. La terapia si basa su trattamenti che permettono di gestire i sintomi e le complicanze causate dalla patologia, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti che, come abbiamo detto, negli ultimi anni è raddoppiata. Si tratta di un approccio multidisciplinare che coinvolge, dunque, ambiti professionali diversi come, ad esempio, neurologia, fisioterapia, ortopedia, cardiologia.

duchenne malattia

Domepitipat/gettyimages.it

La cura a base di cortisone rappresenta, ad oggi, lo standard di riferimento e ha la funzione di rallentare l’avanzamento della malattia. Sono inoltre indicati l’uso di terapie fisiche e di farmaci per prevenire altre problematiche associate alla patologia, come quelle cardiache.

Da anni il mondo della ricerca sta studiando con l’obiettivo di individuare un trattamento risolutivo per la distrofia muscolare di Duchenne ed esistono molteplici strategie terapeutiche in via di sviluppo. Ad esempio, per i casi in cui la distrofia è causata da uno specifico difetto genetico chiamato “mutazioni nonsenso” (che riguarda il 10% delle persone con questa malattia), in Europa è stato approvato l’utilizzo della molecola ataluren, che ha lo scopo di permettere la produzione di una proteina di distrofina funzionante.

Lo scopo dell’exon skipping, invece, un altro approccio oggetto di studio, è quello di tramutare una mutazione grave (causa della distrofia muscolare di Duchenne) in una mutazione più lieve (quella di Becker). Un’ulteriore strada al vaglio della ricerca è poi la terapia genica che ha l’obiettivo di riattivare la produzione di distrofina trasferendo nel tessuto muscolare una versione ridotta del gene usando come vettore un virus modificato (virus adeno-associato). Inoltre, ci sono diversi studi finalizzati a individuare nuovi trattamenti farmacologici.

Conoscevate la distrofia muscolare di Duchenne e come si manifesta?

 

Fonti:

osservatoriomalattierare.it
ospedalebambinogesu.it
rarediseases.info.nih.gov

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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