Animale domestico: caneBenessereMamma e bambinoOsservatorio UnisaluteRagazza si allaccia le scarpe da corsaCoppia Terza EtàWelfare Aziendale Unisalute
mal d'orecchio bambini

Mal d’orecchie in estate nei bambini: come curare la famosa otite del nuotatore

Estate, tempo di bagni al mare e giornate in piscina: immersioni, tuffi, capriole e giochi d’acqua sono all’ordine del giorno, specialmente per i più piccoli.

Quando ci si immerge in acqua frequentemente può succedere – specialmente ai più piccoli – di sviluppare un fastidioso mal d’orecchie, detto anche “otite del nuotatore”, ed è una tipologia di infiammazione che colpisce la cute del condotto uditivo esterno.

L’otite del nuotatore è una delle cause più frequenti di mal d’orecchio estivo per i bambini: oggi vediamo meglio di cosa si tratta, scoprendo anche altre tipologie di otiti, per capire al meglio come distinguerle e come intervenire per il benessere dei nostri figli.

La struttura dell’orecchio

Per comprendere al meglio come e perché l’orecchio si infiamma, è importante conoscere la struttura di questo apparato, formato da tre aree:

  • orecchio esterno, che comprende il padiglione auricolare e il condotto uditivo, canale che dal padiglione giunge fino all’interno del cranio. Alla fine dell’orecchio esterno è situata con la membrana del timpano, che vibra percependo i suoni;
  • orecchio medio, ovvero la cavità di piccole dimensioni collocata dietro al timpano e collegata direttamente al naso;
  • orecchio interno, la cavità più profonda, inserita direttamente nelle ossa del cranio. Vi è contenuto l’organo che regola l’equilibrio, e proprio qui avviene la trasformazione delle vibrazioni del timpano in suoni e rumori, che vengono “letti” dal nostro cervello.

L’otite, quindi, può interessare queste tre zone, ed essere a sua volta esterna, media oppure interna. Come vedremo meglio tra poco, le cause di queste tipologie di infiammazione sono differenti e, proprio per questo, devono anche essere trattate in modo diverso.

visita orecchio bambini

GCShutter/gettyimages.it

Otite esterna, detta anche “otite del nuotatore”

Come accennato, l’infiammazione del condotto uditivo più esterno viene chiamata anche otite del nuotatore, proprio perché le sue origini vengono principalmente dall’incontro con germi, batteri e funghi che risiedono nell’acqua.

In estate, a causa dei frequenti bagni e tuffi, sia al mare che in piscina, questi microrganismi entrano in contatto con le orecchie, e di conseguenza  con la cute all’interno del condotto. A questo punto, specialmente se la pelle presenta già una piccola lesione o una lieve dermatite o irritazione, i batteri possono annidarsi e proliferare, provocando quindi un’infiammazione.

Altre cause dell’otite esterna

È importante sapere che, seppur in misura minore, l’otite esterna può essere provocata anche da altri fattori, come ad esempio i tappi per le orecchie che, se non sono puliti o se vengono indossati troppo a lungo, possono favorire la proliferazione batterica descritta in precedenza.

Otite esterna: come riconoscere i sintomi?

Quali sintomi sono quindi riconducibili alla presenza di questo tipo di infiammazione? Vediamoli insieme:

  • prurito all’orecchio, a cui fa seguito la comparsa del dolore, che è spesso molto forte, e si acutizza anche solo sfiorando il padiglione auricolare;
  • percezione ovattata dei suoni;
  • talvolta può essere presente sangue o pus che fuoriesce dal condotto uditivo, dovuto alla secrezione di liquido nelle zone infiammate e abrase.

Generalmente, è importante sapere che il dolore può manifestarsi anche in modo improvviso, specialmente nei bambini, che magari non sono stati in grado di riconoscere o comunicare la presenza di prurito nell’orecchio.

Il pediatra, facendo un esame del condotto esterno con un otoscopio, sarà in grado di diagnosticare rapidamente l’otite del nuotatore.

otite bambini

Natasha Zakharova/gettyimages.it

Curare l’otite del nuotatore nei bambini

L’otite esterna, pur essendo molto dolorosa, non deve destare preoccupazioni perché – appunto – è una forma infiammatoria superficiale, che si risolve con l’applicazione di farmaci a livello locale e con l’aiuto di antidolorifici. Ciò che è fondamentale è non sottovalutare i sintomi e rivolgersi immediatamente al pediatra o all’otorino, per evitare che la patologia degeneri causando problemi più seri.

Generalmente, per curare l’otite del nuotatore nei più piccoli vengono somministrati:

  • antibiotici a livello localizzato, per esempio in crema o in gocce, per agire direttamente sulla proliferazione batterica o fungina
  • antifungini
  • cortisone 
  • anestetici in gocce
  • antidolorifico, come paracetamolo o ibuprofene, per alleviare il dolore.

Come accennato, l’otite esterna si risolve in pochi giorni: l’indicazione da osservare con attenzione – e la raccomandazione per preservare la salute dei bambini che manifestano questa infiammazione – è di non immergere più la testa in acqua per almeno una settimana.

Se invece l’infezione non si allevia, probabilmente il medico prescriverà un antibiotico da assumere per bocca, e sarà fondamentale monitorare il decorso per evitare che il quadro infiammatorio peggiori.

Otite media e otite interna: come riconoscerle?

L’otite può colpire sia gli adulti che i bambini anche a livello più profondo. Può infatti trattarsi di otite media oppure interna che, come vedremo, sono patologie più complesse, perché coinvolgono le zone più profonde dell’orecchio, ed è importante saperle riconoscere.

Otite media: come si verifica e a cosa fare attenzione?

Se si sviluppa un’otite media viene colpita la zona del timpano, area dell’orecchio in diretta comunicazione con il naso e le vie respiratorie. Questa tipologia di otite si verifica quando i batteri e i virus presenti, appunto, nell’apparato respiratorio, passano nelle tube di Eustachio che si trovano nell’orecchio. Specialmente nei più piccoli, questa condizione si verifica soprattutto nel periodo invernale e scolastico, quando i bambini sono infatti particolarmente soggetti a raffreddori e mal di gola.

Generalmente, l’otite media si cura con l’antibiotico per via orale – e non locale come per l’otite del nuotatore – e guarisce in pochi giorni: anche in questo caso, la raccomandazione è di non sottovalutare sintomi quali dolore all’orecchio e percezione dei suoni ovattata, segnali che è in corso un’infiammazione che, se non correttamente trattata, può degenerare in un’otite più profonda.

Infatti, questa tipologia di otite trascurata può provocare la perforazione del timpano: qualora si verifichi questa spiacevole condizione, si nota un sanguinamento dall’orecchio, un sensibile calo dell’udito e si avverte un forte dolore. Il timpano perforato, nella maggioranza dei casi, si rimargina spontaneamente in circa due mesi, ma è comunque fondamentale fare riferimento a uno specialista per seguire il decorso della malattia e monitorare il processo di guarigione.

peakSTOCK/gettyimages.it

Otite interna, detta anche labirintite

Questo tipo di infiammazione colpisce gli organi di senso presenti nella parte più interna dell’orecchio, che regolano l’udito e l’equilibrio. L’otite interna, detta anche labirintite, può dare forti disturbi, perché si manifesta con sintomi come:

  • forte senso di vertigine
  • confusione
  • difficoltà di equilibrio
  • acufene
  • violenti giramenti di testa
  • nausea
  • perdita dell’udito.

Questa patologia si presenta, in genere, in concomitanza di altri disturbi, come ad esempio infezioni batteriche o virali, meningite, violente reazioni allergiche, estremo stress.  Inoltre, è fondamentale sapere che può essere un conseguenza della degenerazione dell’otite media. Per accertare la presenza di questo tipo di otite, si effettuano esami diagnostici come elettronistagmografia, un test di coltura batterica, e se necessaria anche una TAC e una risonanza magnetica.

La cura per l’otite interna prevede la somministrazione di antivirali e antibiotici, eventualmente accompagnati anche da corticosteroidi per contrastare l’infiammazione e antiemetici per ridurre la nausea provocata dalle vertigini.

Mal d’orecchio estivo nei bambini: come comprendere di che tipo di otite si tratta?

Come abbiamo visto, un mal d’orecchi estivo nei più piccoli può avere molteplici cause, ed eventualmente può essere riconducibile a diverse tipologie di otite.

In generale, per comprendere di che tipo di infiammazione si tratta, raccomandiamo di:

  • osservare con attenzione il quadro generale di salute del bambino, valutando se ci sono altre patologie o problematiche in corso, e cercare di comunicare con lui per comprendere che tipo di sintomi ha.
  • Fare attenzione a segnali di dolore, irrequietezza e lamentele, con i quali un bambino, specialmente se molto piccolo, può cercare di comunicare il dolore oppure il prurito all’orecchio.
  • Per verificare la presenza di dolore in bambini che ancora non parlano, si può toccare leggermente il padiglione auricolare, e osservare se lamentano dolore: in questo caso potremmo trovarci davanti a un’otite esterna, più probabile se il piccolo si sta immergendo spesso in acqua, oppure media, evento più frequente in caso di irritazione anche alle vie respiratorie.
  • È sempre e comunque fortemente sconsigliata l’autodiagnosi: il nostro consiglio è di contattare il pediatra o l’otorino con tempestività, affinché effettui la diagnosi il prima possibile per iniziare la corretta cura.

Consigli per prevenire l’otite del nuotatore in estate

Nel periodo estivo, specialmente per i bambini, è quasi impossibile evitare di tuffarsi in acqua e giocare in piscina: come fare, quindi, per cercare di prevenire l’otite del nuotatore? 

prevenire otite nuotatore

fotostorm/gettyimages.it

È possibile mettere in pratica alcuni accorgimenti:

  • dopo bagni, tuffi e capriole acquatiche è sempre bene sciacquare le orecchie dei piccoli sotto l’acqua corrente;
  • è poi fondamentale asciugarle con un asciugamano pulito, cercando di tamponare il più possibile anche all’interno;
  • si può poi risciacquare il condotto uditivo con 5 millilitri di acqua borica al 3%, inserita tramite una siringa senza ago, e lasciando poi che la soluzione penetri all’interno dell’orecchio per pulire la cute, riducendo quindi la probabilità che si sviluppino infezioni che possono provocare l’otite del nuotatore.

Durante l’estate, specialmente durante le vacanze, è possibile incorrere in problematiche come quella appena descritta: come abbiamo visto l’intervento rapido è fondamentale, per evitare che la situazione peggiori. Proprio per questo, può essere utile sapere che esistono polizze assicurative come Protezione Famiglia Ragazzi di UniSalute che prevede servizi come “Il pediatra risponde”, opportunità che consente di contattare telefonicamente uno specialista per chiedere informazioni e risolvere dubbi sulla salute dei più piccoli.

E voi, conoscevate questa opportunità?

 

Fonti

uppa.it
msdmanuals.com

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

COMMENTA