Animale domestico: cane Benessere Mamma e bambino Osservatorio Unisalute Ragazza si allaccia le scarpe da corsa Coppia Terza Età Welfare Aziendale Unisalute
ernia lombare

Quali sono i sintomi dell’ernia lombare, come diagnosticarla e come curarla?

L’esperienza del dolore lombare è comune a molti di noi nel momento in cui soffriamo di mal di schiena sporadico o prolungato. Si tratta di un disturbo che non conosce età: diffuso principalmente tra gli adulti, si riscontra anche nei più giovani e tra gli anziani, principalmente a causa delle numerose patologie alla sua origine. Tra queste, l’ernia del disco è una delle diagnosi più frequenti per un mal di schiena invalidante, che impedisce talvolta persino i movimenti più semplici. Ma quali sono i sintomi dell’ernia del disco lombare e quali opzioni terapeutiche sono disponibili oggi? Scopritelo insieme a noi in questo articolo.

Mal di schiena invalidante: può dipendere dall’ernia discale lombare?
ernia discale

Sebbene il mal di schiena non sia necessariamente sintomo di una  patologia grave, esso non deve essere trascurato. È necessario anzi approfondirne le dinamiche e le circostanze, per chiarirne le origini e valutare le possibili conseguenze sulla nostra salute.

Cominciamo quindi con il chiederci quali sono le cause più comuni del mal di schiena. Occorre intanto distinguere tra i fattori scatenanti il dolore, a loro volta originati dai fattori primari diversi a seconda del profilo patologico del mal di schiena. Tra i fattori primari più comunemente riscontrati dal medico in fase di anamnesi troviamo per lo più:

  • posture scorrette;
  • movimenti impropri;
  • sforzi eccessivi;
  • invecchiamento e disidratazione dei tessuti cartilaginei.

Uno o più tra questi fattori primari può determinare, nel corso della nostra vita, un’ernia discale lombare: si tratta di una circostanza patologica a carico della colonna vertebrale che è spesso indicata come fattore scatenante all’origine del mal di schiena.

Dischi lombari: qual è la loro funzione?

dischi lombari ernia

Di certo tutti noi conosciamo l’importanza delle vertebre all’interno del nostro sistema muscolo-scheletrico; si sottostima spesso, tuttavia, la crucialità dei dischi, ossia delle pastiglie ovali di cartilagine composti da un anello e da un nucleo e situati tra una vertebra e l’altra. La funzione dei dischi è quella di ammortizzare il lavoro dei muscoli e di offrire alle vertebre una protezione dagli urti e dai traumi.

Quando il nostro medico parla di ernia discale lombare, si riferisce dunque a una protrusione (fuoriuscita) minima o importante del tessuto cartilagineo che costituisce i dischi dal nucleo del disco stesso. Proprio i dischi lombari sono i più soggetti a degenerazione per via della loro posizione all’altezza di vertebre, come quelle lombari, su cui versa l’intero carico dei movimenti della colonna vertebrale.

In caso di ernia discale lombare la fuoriuscita del nucleo del disco comporta una mancata ammortizzazione tra le vertebre e il conseguente irradiamento del dolore lungo numerosi fasci nervosi: è per questo motivo che, come vedremo, le conseguenze non riguardano unicamente la schiena, ma anche i glutei, il bacino, le gambe e i piedi.

Le cause dell’ernia lombare: alcune cattive abitudini da evitare

postura scorretta

Eccetto che per alcuni casi di predisposizione all’invecchiamento discale precoce, abbiamo visto come la maggior parte dei casi di ernia lombare sia da ricondurre a posture scorretta.

Partendo dalla notevole incidenza delle malattie connesse a schemi di movimento errati o nocivi, nel dicembre 2017 il Ministero della Salute ha stilato alcune linee guida relative all’importanza di una corretta postura. Ma c’è di più: esisterebbe una correlazione diretta tra alcune professioni e i disturbi muscolo-scheletrici, un dato che ancora una volta sottolinea l’importanza di evitare uno stile di vita inadeguato, anche nel corso della giornata lavorativa. Tra i responsabili di una postura scorretta sono indicati infatti anche la sedentarietà, il sovrappeso, l’obesità e lo stress.

Co il termine postura infatti non si fa riferimento unicamente alla posizione adottata sulla sedia da lavoro, bensì all’intero complesso dei nostri movimenti durante le attività quotidiane. Ecco perché sollevare pesi senza l’ausilio della muscolatura degli arti inferiori è rischioso quanto rimanere a lungo in piedi e  dormire su un materasso scomodo equivale a fare sport senza la consapevolezza dei rischi: si tratta di comportamenti che concorrono alla degenerazione dei tessuti discali.

Proprio a queste nostre abitudini farà riferimento il medico nella prima fase dell’accertamento; in parallelo, inoltre, il terapeuta procederà a uno studio dei sintomi, partendo proprio da quelli che ci portano a sospettare di avere un’ernia lombare.

L’ernia del disco lombare: i sintomi

risonanza magnetica ernia

Come è facile intuire, l’inquadramento sintomatico delle ernie può risultare complesso proprio per via del suo esordio: il mal di schiena, comune a molte altre patologie dell’apparato muscolo-scheletrico. Sebbene, in sede diagnostica, sarà quindi necessario verificare il danno discale attraverso una risonanza magnetica, in generale possiamo dire che il paziente a consulto per sospetta ernia lombare riferisce per lo più  i seguenti episodi sintomatici:

  • fastidio persistente nella parte bassa della schiena;
  • dolore acuto a carico della schiena, del gluteo e della gamba, fino al piede;
  • ridotta sensibilità in parti di uno o di entrambi gli arti inferiori;
  • dolore localizzato nella zona inguinale;
  • disturbi della minzione.

Ma come si perviene di seguito a una diagnosi certa di ernia lombare?  Il medico analizzerà con cura anche la nostra postura e l’eventuale compromissione della fisiologica curvatura della colonna vertebrale; valuterà la risposta nervosa dei muscoli alla stimolazione; eseguirà, se necessario, un esame neurologico e chiarirà l’eventuale presenza di un’ernia discale lombare, solitamente situata tra la quinta vertebra lombare e la prima vertebra sacrale.

Nei casi in cui la sintomatologia sia ambigua, il nostro medico ci proporrà molto probabilmente di sottoporci a un esame ai raggi X o ad una risonanza magnetica: si tratta di esami di diagnostica per immagini che consentono di visualizzare inequivocabilmente la riduzione di spazio tra le vertebre e l’eventuale danneggiamento dei tessuti, conducendo quindi a una diagnosi diretta di ernia del disco lombare.

In cura per ernia lombare: cosa c’è da sapere

kinesiologia

Fatta eccezione per i casi in cui la compromissione discale richieda un intervento chirurgico, il trattamento dell’ernia lombare è per lo più di tipo conservativo: consiste, cioè, in una serie di pratiche farmacologiche e fisioterapiche somministrate in base al danno neurologico e al grado di tolleranza del paziente.

Tra i farmaci solitamente prescritti troviamo in primo luogo quelli antidolorifici e antinfiammatori, utili soprattutto a trattare la fase del dolore acuto, mentre cortisonici e miorilassanti vengono talvolta somministrati parallelamente per favorire il ripristino della funzionalità muscolare.

Quanto alla fisioterapia, essa rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di cura conservativo; una serie di esercizi specifici eseguiti, almeno all’inizio, sotto il controllo di un professionista, svolgono un ruolo di primo piano nella fase di riequilibrio articolare.

Inoltre, è fondamentale acquisire una disciplina che, una volta concluso il percorso di cura, realizzi di fatto la conservazione dei risultati: in altre parole, mantenere un’attività fisica controllata è altrettanto importante ai fini di eliminare i fattori di rischio discale, quali postura scorretta e sovrappeso. A tal proposito, esistono anche percorsi di educazione al movimento: la kinesiologia (alla lettera “discorso sul movimento”), ad esempio, consente al paziente di affinare le capacità psicomotorie e di ripristinare un equilibrio posturale ottimale da conservare soprattutto al termine della cura, come consapevolezza motoria.

Opportunità di prevenzione e monitoraggio

Tra le caratteristiche del mal di schiena, la più nota è forse quella di comparire all’improvviso, cogliendoci impreparati e spingendoci a ricorrere all’assunzione di terapie che alleviano il dolore ma non sempre risolvono il problema. Se abbiamo ricevuto una diagnosi di ernia lombare, dobbiamo quindi porre particolare attenzione non solo ai movimenti che compiamo, ma anche alle nostre abitudini di vita, e provare a modificarle in maniera graduale ma costante.

In quest’ottica, un consulto fisioterapico è molto utile durante e soprattutto dopo la diagnosi: solo un esperto, infatti, può offrire un supporto concreto alla terapia del dolore e fornirci i consigli di educazione alla prevenzione di episodi successivi.

Se a preoccuparci sono i costi, è bene sapere che in Italia esistono alcune vantaggiose opzioni assicurative: Fisioterapia di UniSalute, ad esempio, oltre a coprire i trattamenti fisioterapici a fini riabilitativi nei migliori centri pubblici e privati, si occupa di corrispondere il costo della prestazione per gli utenti convenzionati e di rimborsare i ticket sanitari direttamente alle strutture sanitarie.

Avete mai sofferto di mal di schiena dovuto a ernia lombare? Parlateci della vostra esperienza.

 

Fonti:

– salute.gov.it

Chiara Iaquinta
Chiara Iaquinta vive e lavora a Bologna. Da diversi anni collabora con diverse testate online occupandosi, per alcune di esse, di salute e benessere della persona. Per il blog InSalute, scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute

COMMENTA