Capire come leggere gli esami del sangue può aiutare a orientarsi tra i principali valori riportati nel referto, anche se l’interpretazione finale spetta al medico curante. Il prelievo ematico è un esame semplice e rapido che permette di monitorare parametri fondamentali come emocromo, glicemia, colesterolo e trigliceridi, utili per valutare il proprio stato di salute e individuare precocemente eventuali alterazioni. Per ottenere risultati attendibili è importante presentarsi a digiuno, seguire le indicazioni del medico su eventuali farmaci assunti e adottare alcuni accorgimenti comportamentali nei giorni precedenti.
Una delle buone pratiche di prevenzione e salute è quella di monitorare con costanza il livello delle sostanze presenti nel sangue. Ciò è possibile grazie alle analisi del sangue, suggerite dal medico di famiglia e gratuite per tutti i donatori.
Si tratta di un esame semplice, veloce e poco invasivo, che restituisce un referto ricco di informazioni che il medico saprà interpretare. Capita a molti, però, di leggere il referto appena ricevuto e di restare disorientati di fronte a parole e simboli non facili da interpretare. Può essere utile, dunque, una piccola guida per una prima lettura del referto che può aiutarci ad essere più consapevoli del nostro stato di salute.
Esami del sangue: quando farli?
È il medico di famiglia a prescrivere gli esami del sangue, rilasciando un’impegnativa che permette di recarsi presso il centro più vicino e sottoporsi a un prelievo ematico. La frequenza con cui eseguire questi controlli e la tipologia di valori da includere nell’indagine varia in base a fattori quali:
- età
- presenza di patologie e rischio cardiovascolare
- attività sportiva praticata
- assunzione di farmaci.
In assenza di motivi che raccomandino una cadenza più ravvicinata, si consiglia di ripeterli almeno una volta l’anno.
Perché non si può mangiare prima delle analisi del sangue?
Il prelievo del sangue è un esame semplice e non doloroso che richiede, tuttavia, una preparazione ad hoc. In primo luogo, è necessario presentarsi in laboratorio a digiuno per le 8 ore precedenti, incluso caffè, alcol, tè e altre sostanze eccitanti: la ragione risiede nel fatto che una lieve disidratazione permette un aumento delle sostanze circolanti e, dunque, un’analisi più accurata. Si consiglia, inoltre, di evitare nei giorni precedenti una dieta eccessivamente grassa o ricca di zuccheri semplici che potrebbe alterare i risultati, ma anche di compiere eccessivi sforzi sportivi, oppure di frequentare sauna e bagno turco.
Si può bere acqua prima delle analisi del sangue?
Non ci sono divieti sul bere acqua prima delle analisi del sangue. È possibile farlo senza problemi, a meno che il medico curante non abbia dato indicazioni differenti.
Assumere medicine prima delle analisi: sì o no?
Chi segue una terapia deve confrontarsi con il proprio medico che saprà indicare se i farmaci assunti possono interferire o meno con il prelievo.

Jovanmandic/istock.com
Come leggere gli esami del sangue?
Il referto del prelievo ematico viene consegnato in formato cartaceo oppure per via telematica al paziente che, a sua volta, lo porterà al medico curante per ricevere una corretta interpretazione dei dati e indicazioni riguardo ad eventuali accertamenti o terapie da intraprendere. Conoscere i principali parametri riportati nell’esame, tuttavia, può aiutare a orientarsi meglio tra i valori e a comprendere più chiaramente le spiegazioni del medico. Analizziamo meglio allora le voci più comuni.
Esame emocromocitometrico
La prima sezione di un esame ematochimico analizza le cellule presenti nel sangue, ovvero la quantità di:
- globuli rossi, che hanno la funzione di trasportare ossigeno e anidride carbonica (sigla RBC)
- globuli bianchi, che contribuiscono alla difesa dell’organismo dalle infezioni (sigla LUC)
- piastrine, responsabili della coagulazione
- emoglobina nel sangue, ovvero la proteina che, all’interno dei globuli rossi, ha la funzione specifica di trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti (sigla HGB).
L’ematocrito, indicato con la sigla HTC, indica il volume totale di globuli rossi in termini percentuali rispetto al sangue intero. Questo valore è utile per comprendere la presenza di un eventuale stato di disidratazione oppure l’anemia.
Un altro valore che si trova generalmente a seguito dell’ematocrito è l’MCV, ovvero il volume corpuscolare medio dei globuli rossi.
In questa sezione sono presenti anche altre sigle che rappresentano:
- MCHC: concentrazione emoglobinica corpuscolare media
- RDW: ampiezza di distribuzione eritrocitaria
- MCH: contenuto emoglobinico corpuscolare medio.
Formula leucocitaria
Oltre ai dati generali, nel referto è presente anche la percentuale dei tipi di globuli bianchi, ovvero granulociti neutrofili, eosinofili e basofili, monociti e linfociti. Sul referto il dato è espresso in termini percentuali ed è accompagnato dalla dicitura completa, oppure ciascuna tipologia è rappresentata da una sigla che sintetizza il nome, ad esempio, NEUT per i neutrofili.
Glicemia
Un altro elemento indicato sul referto di un prelievo è il livello della glicemia, ovvero la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio rappresenta la principale fonte di energia per l’organismo, ma se presente in livelli troppo elevati può favorire nel tempo complicanze anche serie, soprattutto a carico dell’apparato cardiocircolatorio, dei reni, della vista e del sistema nervoso. Monitorarne l’andamento permette quindi di individuare precocemente eventuali alterazioni del metabolismo zuccherino.
Colesterolo e trigliceridi
Un’ultima sezione fondamentale del referto è quella dedicata al profilo lipidico, che comprende colesterolo e trigliceridi. Il colesterolo è un grasso naturalmente presente nelle cellule dell’organismo, la cui misurazione permette di valutare lo stato lipemico complessivo. L’esame riporta tre valori distinti: il colesterolo totale e le sue due frazioni, HDL e LDL.
Le due frazioni hanno ruoli molto diversi:
- il colesterolo HDL (che sta per High Density Lipoproteins), noto come “colesterolo buono”, contribuisce a proteggere cuore e vasi sanguigni rispetto alla comparsa di patologie cardiovascolari
- il colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins), al contrario, è definito “cattivo” perché, se presente in eccesso, favorisce la formazione di placche nelle arterie e aumenta il rischio di aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari.
Il quadro lipemico dell’organismo è completato dall’analisi dei trigliceridi, sostanze grasse che, come il colesterolo, possono essere prodotte dal fegato oppure introdotte attraverso la dieta. Anche in questo caso, l’aumento dei trigliceridi nel sangue rappresenta un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari.
Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te

Le domande più frequenti dei pazienti
Come si legge un referto degli esami del sangue?
Per leggere un referto è utile procedere sezione per sezione, partendo dai valori principali: emocromo, glicemia, colesterolo e trigliceridi. Occorre verificare se i valori rientrano nei range di riferimento indicati a fianco, ricordando che eventuali scostamenti devono essere sempre interpretati dal medico, che conosce il quadro clinico completo.
Cosa significa se un valore è fuori dai range di riferimento?
Non sempre un valore alterato indica una patologia. Può dipendere da dieta, idratazione, farmaci o attività fisica. Sarà il medico a valutare il quadro complessivo e a decidere se servono approfondimenti.
È possibile fare gli esami del sangue senza essere a digiuno?
Per alcuni parametri sì, ma per la maggior parte il digiuno è necessario per ottenere valori attendibili. È sempre bene seguire le indicazioni del medico o del laboratorio.
Perché è importante confrontare i valori con gli esami precedenti?
Osservare l’andamento nel tempo permette di individuare eventuali variazioni occorse.


Nessun commento