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Andropausa: cos’è, a quale età si manifesta e come?

L’andropausa è una condizione clinica maschile dovuta a un calo progressivo dell’ormone testosterone, durante la quale diminuiscono le capacità riproduttive dell’uomo.

Mentre per la donna la menopausa insorge con certezza verso la mezza età, per l’uomo la situazione è un po’ diversa: i maschi rimangono infatti potenzialmente sempre fertili, con un naturale calo della potenzialità riproduttiva nella terza età.

Per comprendere cos’è l’andropausa, quindi, dobbiamo per prima cosa tenere presente che non è una malattia, ma un processo fisiologico che si può manifestare con variabilità.

Vediamo insieme quali sono i suoi sintomi e in che modo trattare eventuali disturbi ad essa correlati.

Andropausa, cos’è e cosa comporta questo processo fisiologico

L’andropausa è un fenomeno graduale, che non interessa necessariamente tutti gli uomini e che non si manifesta ad un’età ben definita. Il suo sviluppo è dovuto ad un calo della produzione degli ormoni che regolano gli impulsi e le attività riproduttive maschili, detti androgeni. In particolare, gli ormoni che regolano questa condizione sono:
testosterone, prodotto dai testicoli

  • diidrotestosterone, deidroepiandrosterone, androstenedione, tipologie di testosterone prodotte rispettivamente dal surrene, dalla cute e dal fegato.

Per definire correttamente cos’è l’andropausa, è bene distinguere questa condizione in:

  • PADAM, acronimo di Partial Androgen Deficiency in Aging Male, ovvero parziale carenza di androgeni in maschi anziani;
  • ADAM, Androgen Deficiency in Aging Male, che indica la totale assenza di androgeni.

Vediamo ora in cosa consiste il calo degli ormoni androgeni, in particolare del testosterone.

andropausa sintomi

Qual è il ruolo del testosterone nell’andropausa?

Come accennato precedentemente, il testosterone è un ormone steroideo del gruppo androgeno, prodotto per il 95% dalle cellule di Leydig, che si trovano nei testicoli, e per il 5% nelle declinazioni diidrotestosterone, deidroepiandrosterone, androstenedione prodotte da surrene, cute e fegato.

Le cellule di Leydig producono testosterone perché ricevono a loro volta un impulso dall’ipofisi anteriore, ghiandola che si trova nel cervello, e che emette un ormone luteinizzante (LH) che regola l’attività degli organi riproduttivi.

Il testosterone è importante perché, nel corso della vita del maschio, contribuisce allo sviluppo dei genitali esterni e della peluria sul corpo, influenza l’incremento o il calo della libido, e regola anche lo sviluppo della massa muscolare.

L’ormone LH subisce un calo con l’invecchiamento, provocando la diminuzione del testosterone, con ripercussioni sia sull’attività sessuale che sullo stato fisico generale.

Il calo del testosterone, definito anche ipoadrogenemia, è il principale indicatore del processo dell’andropausa: a seconda che esso sia totale o parziale, si può verificare una condizione di PADAM o di ADAM.

Ma se l’andropausa non è individuabile in un momento specifico della vita, a che età si può presentare? Vediamolo insieme.

età andropausa

A che età si manifesta l’andropausa?

Il livello di testosterone inizia a calare circa dai 25-30 anni di età, e i suoi livelli possono completamente essere dimezzati intorno ai 70-80.

A partire dai 40 anni, infatti, questo ormone subisce una diminuzione di almeno l’1% ogni anno.

Alcuni studi citati dalla Società Italiana di Andrologia indicano che un uomo di 55 anni in buona salute ha valori di testosterone molto più bassi rispetto a un quarantenne, e un uomo di circa 80 anni ha valori simili a quelli dei bambini, quindi minimi.

Possiamo dire allora che l’andropausa si manifesta tendenzialmente tra i 50 e i 60 anni di età e può avere diversi risvolti sia fisici che psicologici. Approfondiamo ora quali sono i sintomi che accompagnano questo processo, per comprendere anche come affrontarli con tranquillità.

I sintomi dell’andropausa

L’andropausa ha implicazioni dal punto di vista sessuale, fisico e metabolico: la condizione generale può portare a uno stato di malessere diffuso, ed è quindi importante riconoscere in tempo le avvisaglie.

Sfera sessuale

Nel processo dell’andropausa, le manifestazioni più evidenti riguardano la sfera sessuale, in particolare:

  • calo dell’interesse sessuale nei confronti del partner e verso la sessualità in generale
  • le erezioni, anche quelle involontarie al risveglio, sono modeste
  • diminuzione della potenza dell’eiaculazione e della portata dell’eiaculato
  • riduzione o assenza dell’orgasmo
  • il periodo refrattario che intercorre tra un’eiaculazione e una nuova erezione può durare anche più di 24 ore.

Implicazioni fisiche

È importante sapere che una ridotta secrezione di testosterone ha implicazioni anche su altri aspetti dell’organismo, tra cui:

  • grasso che si deposita sui fianchi, sulle natiche e sull’addome, con aumento di peso anche di 5-10 kg
  • riduzione della massa magra e indebolimento della forza muscolare
  • aumento della massa grassa con localizzazione sull’addome
  • riduzione della peluria corporea
  • alterazioni cutanee
  • riduzione della dimensione dei testicoli
  • crescita della ghiandola mammaria (ginecomastia), spesso in modo asimmetrico.

andropausa visita

Condizioni metaboliche

Da non sottovalutare sono poi le implicazioni metaboliche che la diminuzione del testosterone in andropausa comporta. Tra queste, segnaliamo:

  • aumento del colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”
  • conseguente rischio di patologie cardiovascolari e di sviluppo della sindrome metabolica, dovuta anche all’aumento di peso;
  • riduzione della densità minerale ossea, fino a episodi di osteoporosi;
  • alterazioni dell’umore, carenza di energia, insonnia, che possono essere diretta conseguenza di uno stato di malessere fisico generale.

Come si effettua la diagnosi

Per valutare se il paziente è in fase di andropausa, il medico andrologo effettuerà una serie di considerazioni, parlando innanzitutto con il paziente e effettuando un’anamnesi accurata.

Dopodiché, si può procedere con analisi cliniche:

  • dosaggio del testosterone
  • dosaggio degli ormoni dell’ipofisi che veicolano il testosterone
  • dosaggio della proteina SHBG che veicola il testosterone nel sangue
  • ecocolordoppler dei testicoli /del pene

I risultati di queste indagini possono confermare se l’andropausa è avviata e in che stadio si trova.

sessualità e terza età

Jacob Lund/shutterstock.com

 

Andropausa, quali rimedi?

Ora che abbiamo compreso meglio cos’è l’andropausa e che, come detto, non è una malattia e non va quindi curata, vediamo come si si può intervenire.

Alcune terapie a base di testosterone, dette terapie sostitutive, reintegrano i livelli dell’ormone, incidendo positivamente sulla sfera sessuale, in ambito fisico e metabolico.

Questo tipo di trattamento è indicato, ma è bene non abusarne: introdurre nell’organismo un ormone che non viene più prodotto per vie naturali, infatti, può comportare un disequilibrio generale.

Si possono poi assumere integratori alimentari, che aiutano soprattutto il fisico a rimanere in forma riducendo la formazione di massa grassa: anche in questo caso, è sempre consigliata la supervisione di un medico.

Sempre consigliata l’attività fisica, accompagnata da una dieta sana, che permette al corpo di rimanere in forma e alla mente di restare attiva con l’avanzare degli anni.
Da non sottovalutare, poi, soluzioni che possono alleviare le preoccupazioni di questo momento delle vita, ad esempio, polizze sanitarie che provvedono alle esigenze della terza età, come quella di UniSalute pensata per gli Over 65, che supporta il paziente e la sua famiglia in caso di interventi chirurgici e infortuni. Sicuramente, un grande aiuto per affrontare l’invecchiamento con serenità.
Avete mai pensato a una soluzione di questo tipo?

 

Fonti

Siu.it – Società Italiana di Urologia
Siams.it – Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

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