L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune cronica che causa infiammazione delle articolazioni e, se non trattata precocemente, può causare danni permanenti e interessare anche altri organi. I sintomi più comuni sono dolore, rigidità mattutina e gonfiore articolare, soprattutto a carico di mani e piedi. La diagnosi si basa su una valutazione clinica, esami del sangue e accertamenti tramite esami di imaging. Sebbene non esista una cura definitiva, farmaci, fisioterapia e uno stile di vita sano consentono di controllare la malattia e rallentarne la progressione.
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria autoimmune cronica che colpisce le articolazioni, provocando reumatismi, dolori diffusi e difficoltà nel movimento. Tra le malattie osteoarticolari, è la più seria in termini di danni strutturali permanenti alle articolazioni e complicanze; se combinata ad altre patologie, presenta inoltre un rischio di mortalità.
Si tratta, quindi di una problematica seria, da conoscere e trattare con attenzione.
Scopriamone allora le cause e i sintomi, per poi approfondire le cure e le misure di prevenzione che è possibile adottare.

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Cos’è l’artrite reumatoide?
L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria autoimmune che interessa le articolazioni e i tessuti epidermici, polmonari, oculari e i vasi sanguigni.
Come accade per altre patologie autoimmuni, il sistema immunitario inizia ad attaccare i tessuti sani: in questo caso viene colpita la membrana sinoviale che ricopre le capsule articolari. Una volta “bersagliata” dagli anticorpi, questa membrana inizia ad ispessirsi, espandendosi fino a distruggere la cartilagine e, nei casi più gravi, arriva a danneggiare ossa, tendini e legamenti, vasi sanguigni, sierose, muscoli, polmoni, reni, cuore, sistema nervoso centrale e periferico e apparato visivo.
Questa progressione può comportare lo sviluppo di altre problematiche, anche gravi, la condizione di invalidità, una grande difficoltà dei movimenti e un dolore cronico di chi ne soffre da tempo.
Cosa può provocare l’artrite reumatoide?
Come per altre malattie auutoimmuni, la causa primaria che scatena l’artrite reumatoide non è nota. Può giocare un ruolo la predisposizione genetica che, unita a possibili eventi scatenanti – infiammazioni, altre malattie, fattori ambientali – può portare all’esordio.
In particolare, i fattori di rischio includono:
- squilibri ormonali
- agenti infettivi esterni
- fumo di sigaretta
- obesità
- cattiva alimentazione.

Come riconoscere i sintomi dell’artrite reumatoide
I principali sintomi con cui si manifesta l’artrite reumatoide comprendono:
- rigidità e dolore articolare: più intenso nelle prime ore del mattino
- deformità delle articolazioni, in particolare di mani e piedi
- tumefazioni e comparsa di edemi nelle zone articolari
- in alcuni casi, perdita di peso dovuta al processo infiammatorio cronico
- noduli reumatoidi superficiali o profondi, che colpiscono sia le articolazioni che altri organi e apparati
- ad uno stadio particolarmente avanzato della malattia, fibrosi polmonare, pleurite e pleuropericardite.
Quando c’è un sospetto di artrite reumatoide, per formulare la diagnosi si utilizza un criterio clinico per conclamare la malattia, il quale prevede che siano presenti almeno quattro tra i seguenti indicatori:
- rigidità mattutina della durata di almeno 1 ora
- artrite a 3 o più articolazioni, tra cui la mano
- noduli reumatoidi cutanei
- positività al test del fattore reumatoide
- alterazioni radiologiche.
Diagnosi: quali esami fare?
Per formulare una corretta diagnosi, è fondamentale rivolgersi al proprio medico e consultare uno specialista reumatologo, che prescriveranno alcuni test specifici:
- test del fattore reumatoide: è importante ricordare che il risultato negativo non esclude che la malattia sia in corso, poiché in alcuni casi si positivizza col tempo, via via che la malattia procede. Inoltre, la positività del fattore può essere indice anche di altre patologie, come il lupus e l’epatite C
- ricerca degli anticorpi anticitrullina, molto utili per la diagnosi precoce.
- dosaggio VES e proteina C reattiva.

Quali sono le cure per l’artrite reumatoide?
Iniziare la terapia il prima possibile e tenere sotto controllo i sintomi con una serie di accortezze rallenta il decorso della malattia e facilita il recupero.
Viene pertanto consigliata una cura che combina medicinali e controllo del proprio stile di vita, e che prevede:
- assunzione di farmaci, importanti soprattutto nella fase iniziale per controllare il dolore. Vengono somministrati principalmente cortisonici, immunosoppressori e medicine per diminuire i sintomi
- terapie fisiche e fisioterapiche con impacchi, docce calde, manipolazioni, che dovranno essere concordati insieme al medico e al fisioterapista di fiducia
- in alcuni casi, potrà essere necessario il ricorso alla chirurgia, per correggere gravi deformità articolari
- esercizio fisico con la frequenza e intensità che il paziente riesce a tollerare
- controllo dell’alimentazione: è indicata una dieta bilanciata e ricca di vitamina C, vitamina E, selenio, betacarotene, omega 3, prediligendo quindi frutta, verdura e pesce. Sono invece sconsigliate le carni rosse.
Artrite reumatoide: prevenzione
La prevenzione della malattia segue le stesse indicazioni delle cure per rallentare il decorso: seguire i criteri della dieta mediterranea e praticare esercizio fisico costante è fondamentale per aiutare il proprio corpo a mantenersi in salute, specialmente se sono già presenti altre malattie autoimmuni, per esempio il diabete, o condizioni che possono portare a una degenerazione generale delle condizioni di salute, come ipertensione, osteoporosi e colesterolo alto.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i sintomi dell’artrite reumatoide?
I sintomi più frequenti comprendono rigidità articolare, soprattutto al mattino, dolore e gonfiore delle articolazioni, deformità di mani e piedi nei casi più avanzati, affaticamento e, talvolta, perdita di peso e comparsa di noduli reumatoidi.
Come si diagnostica l’artrite reumatoide?
La diagnosi viene effettuata dal medico e dal reumatologo attraverso la valutazione dei sintomi, l’esame obiettivo, esami del sangue e, quando necessario, esami di diagnostica per immagini.
Quali sono i valori del sangue che indicano l’artrite reumatoide?
Per la diagnosi, il medico valuta diversi esami, tra cui il fattore reumatoide (FR) e gli anticorpi anti-citrullina (anti-CCP), particolarmente utili nelle fasi iniziali della malattia. Vengono inoltre dosati gli indici di infiammazione, come VES e proteina C reattiva (PCR), che possono risultare elevati. Tuttavia, questi esami devono sempre essere interpretati insieme ai sintomi, alla visita clinica e, se necessario, agli accertamenti strumentali, perché valori alterati possono essere presenti anche in altre condizioni e un risultato negativo non esclude la malattia.
L’artrite reumatoide si può curare?
Non esiste una cura definitiva, ma una diagnosi precoce e un trattamento adeguato permettono di controllare i sintomi, limitare il danno alle articolazioni e migliorare la qualità di vita. La terapia può includere farmaci, fisioterapia, attività fisica e una corretta alimentazione.

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