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Vitiligine (mancanza di melanina): come riconoscerla e curarla

 

Con il termine vitiligine si fa riferimento a una condizione della pelle per cui, a causa della mancanza di melanina, si formano delle macchie chiare. Non è ancora noto che cosa la provochi, anche se si pensa a fattori autoimmuni e, sebbene esistano diversi trattamenti utili per ripristinare il colore originario della cute, si tratta di una patologia che oggi non ha ancora una cura definitiva e che può causare un forte disagio psicologico in chi ne soffre. Scopriamo di più sulla vitiligine, sui suoi sintomi e sulle terapie oggi disponibili.

Che cos’è la vitiligine

La vitiligine è una malattia cutanea che determina la comparsa di chiazze di colore chiaro. Questo accade perché i melanociti – le cellule che producono melanina, la sostanza che determina il colore di pelle, capelli e occhi – muoiono o smettono di funzionare. Questa condizione interessa circa l’1% della popolazione mondiale, senza particolare distinzione tra i sessi, e può colpire tutte le etnie – nelle persone con pelle scura tende a notarsi di più – e a qualsiasi età, anche se generalmente si manifesta entro i 30 anni. Fortunatamente, non è una malattia contagiosa o dolorosa.

vitiligine mani

kali9/gettyimages.it

Cause della vitiligine: quali sono i fattori scatenanti?

Come abbiamo detto, la comparsa sulla pelle di chiazze bianche o di colore chiaro (depigmentazione) è dovuta al fatto che le cellule responsabili della produzione di melanina muoiono o smettono di funzionare. L’origine della malattia è ancora sconosciuta e non sono stati trovati fattori scatenanti certi. Si sospettano, tuttavia, le seguenti cause:

  • un disturbo del sistema immunitario: significa che l’organismo, come forma di difesa, attacca per sbaglio i propri tessuti (tra l’altro, in circa il 20% dei casi, la vitiligine è associata ad altre malattie autoimmuni come il diabete di tipo I, la tiroidite di Hashimoto, l’anemia perniciosa).
  • L’ereditarietà: tende a esserci una maggiore frequenza di questa malattia tra le persone appartenenti alla stessa famiglia.
  • Eventi come scottature solari, traumi cutanei di vario genere, contatto con sostanze chimiche.
  • Cause metaboliche: si pensa che chi soffre di vitiligine possa presentare dei problemi del metabolismo o delle ghiandole endocrine che determinano uno stress ossidativo che porta a un accumulo di radicali liberi e di perossido di idrogeno che influirebbe sulla melanina.

Sintomi e tipologie di vitiligine: come si manifesta la malattia

La vitiligine provoca la perdita, a chiazze, del colore della pelle. Tra le zone più colpite dalla depigmentazione ci sono:

  • le mani
  • il viso, soprattutto il contorno degli occhi e della bocca
  • i genitali
  • l’inguine
  • le ascelle.

La perdita di colore può interessare anche le mucose all’interno della bocca e del naso, nonché i capelli, le ciglia, le sopracciglia e la barba, che possono sbiancarsi o ingrigirsi prima del tempo.

Questa malattia, di solito, si manifesta in modo diverso in base al soggetto, quindi con macchie più o meno grandi ed estese. Queste possono progredire e diffondersi nel corso del tempo, tendono a essere permanenti e, in certi casi, provocano la sensazione di prurito.

vitiligine

kali9/gettyimages.it

I tipi di vitiligine

In base alla sua estensione, si distinguono due tipologie di vitiligine:

  • la vitiligine segmentale (detta anche “unilaterale” o “localizzata”) interessa un lato o una parte del corpo, come un braccio o una gamba. Non è simmetrica, quindi la stessa macchia non si manifesta in due parti corrispondenti (ad esempio, sia sul ginocchio destro sia sul sinistro), e rappresenta la forma meno comune. È più diffusa nei bambini.
  • La vitiligine non segmentale (chiamata anche “bilaterale” o “generalizzata”), dove le chiazze, invece, appaiono su entrambi i lati del corpo in modo simmetrico. Si tratta del tipo più frequente.

Oltre a questi due tipi, c’è anche la vitiligine universale, che compare quando la depigmentazione interessa quasi tutte le aree del corpo.

Complicanze e impatto psicologico della vitiligine

Tra le complicazioni che la vitiligine può causare ci sono le scottature, dato che la pelle è priva di melanociti che proteggono dal sole grazie alla produzione di melanina, problemi agli occhi e ipoacusia (parziale perdita dell’udito). Questo perché i melanociti non si trovano solo sulla cute, ma anche nell’occhio e nell’orecchio.

Non dimentichiamo, poi, il disagio sociale e psicologico che la malattia può causare, soprattutto nei bambini e negli adolescenti. La vitiligine, infatti, incide molto sulla propria immagine, per cui la persona si sente spesso in imbarazzo in mezzo agli altri. Se necessario, quindi, un percorso terapeutico può essere utile per ritrovare l’autostima e vivere meglio le relazioni interpersonali.

vitiligine

FG Trade/gettyimages.it

Come si diagnostica questa malattia

La diagnosi solitamente si basa sullo studio della storia clinica del paziente e su una visita accurata. Il medico potrebbe domandare alla persona se ha dei familiari con vitiligine, se soffre di malattie autoimmuni o se ha subito dei danni alla pelle, come scottature e ferite. Il professionista potrebbe anche prescrivere degli esami del sangue per controllare se il soggetto è affetto da patologie autoimmuni associate alla vitiligine, verificare la salute del pancreas e della tiroide.

Per la diagnosi della vitiligine esiste anche uno strumento specifico, chiamato lampada di Wood. Si tratta di una lampada che emette raggi ultravioletti e che consente al professionista di distinguere più facilmente le macchie dovute a questa patologia da quelle causate da altri problemi della pelle.

Una chiazza di colore chiaro, infatti, non è sempre sinonimo di vitiligine, ma può derivare da altre condizioni come la pitiriasi versicolor, disturbo causato da un fungo che provoca depigmentazione. C’è poi la pityriasis alba, piuttosto comune nei bambini, che porta alla formazione di macchie biancastre, e il nevo acromico, una macchia bianca, di solito congenita. Senza dimenticare che anche la fase cicatriziale in seguito a punture di insetto o impetigine, ad esempio, può determinare chiazze di questo tipo.

Quali sono le cure per la vitiligine?

Ad oggi non esiste una cura definitiva contro la vitiligine, sebbene siano disponibili diverse tipologie di trattamento finalizzate a ripristinare il colore naturale della pelle. Queste ultime vanno discusse con il proprio dermatologo, in quanto la scelta dell’opzione più adeguata dipende da diversi fattori come, ad esempio, l’età del paziente, l’estensione della patologia, la presenza di altre malattie associate alla vitiligine.

È importante sapere che la risposta al trattamento può variare da persona a persona. Spesso si tende ad abbinare approcci diversi per ottenere risultati migliori, come la combinazione di fototerapia e farmaci, ma anche in questi casi i risultati potrebbero non durare, inoltre non hanno la capacità di fermare la progressione della malattia.

Non sempre si decide di utilizzare delle cure, ma, soprattutto se le macchie non sono particolarmente grandi ed estese, si sceglie di nasconderle con il camouflage, ad esempio, utilizzando cosmetici in grado di coprire inestetismi di questo tipo. Chi ha la pelle chiara, inoltre, dovrà principalmente evitare di esporsi al sole per far sì che le chiazze risultino quasi invisibili. A tal proposito, le persone con vitiligine devono sempre proteggersi usando creme solari con protezione adeguata, quindi 50 o maggiore, perché, come detto, sono fortemente a rischio di scottature.

Non dimentichiamo, poi, l’importanza della vitamina D, il cui quantitativo potrebbe diminuire data la minore esposizione alla luce del sole: per questo, come suggerisce l’Istituto Superiore di Sanità, potrebbe essere utile introdurre un supplemento nella dieta, da valutare ovviamente con il proprio medico.

Dopo questa panoramica generale, vediamo quali sono le principali cure usate per la vitiligine, dai trattamenti farmacologici fino alla chirurgia.

I farmaci da applicare sulla pelle

Alcuni farmaci utilizzati sulla pelle possono aiutare a ripristinarne il colore. Tra questi ci sono i corticosteroidi a uso topico, che negli adulti possono essere usati quando:

  • la protezione dal sole e l’uso del trucco non bastano per nascondere le macchie;
  • se la vitiligine bilaterale colpisce meno del 10% del corpo;
  • non è in corso una gravidanza.
vitiligine crema

Henadzi Pechan/gettyimages.it

Il paziente, inoltre, deve essere consapevole dei possibili effetti collaterali di questo tipo di farmaco, tra cui l’assottigliamento della pelle e la comparsa di striature. I modi, i tempi e le quantità da applicare andranno valutati attentamente insieme al medico.

Come spiega l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il cortisone locale rappresenta il trattamento di prima scelta anche nei bambini, naturalmente sempre nelle modalità e nei quantitativi prescritti dallo specialista.

Un’alternativa ai corticosteroidi sono i farmaci immunosoppressori come Tacrolimus e Pimecrolimus. Comunemente usati anche per trattare l’eczema atopico, questi ultimi vanno sempre messi sulla pelle e possono essere utilizzati sia negli adulti che nei bambini.

Trattare la vitiligine con la fototerapia

Un’altra cura usata per la vitiligine è la fototerapia, in genere suggerita ad adulti e bambini quando le terapie locali sopracitate non hanno sortito gli effetti sperati e la malattia sta causando un notevole impatto sulla vita del paziente. Risulta efficace soprattutto se abbinata ai trattamenti farmacologici e consiste nell’esposizione della pelle ai raggi UVA o UVB per mezzo di una lampada apposita.

Esiste poi un’applicazione chiamata PUVA che prevede l’utilizzo dei raggi ultravioletti in combinazione con l’uso di psoralene, un composto di origine vegetale con azione fotosensibilizzante che può essere applicato sulla pelle o assunto per bocca.

Affidarsi alla depigmentazione

La depigmentazione può essere suggerita ai pazienti adulti quando la vitiligine riguarda più della metà del corpo. Consiste nell’applicare sulla pelle sana un agente depigmentante a base di idrochinone che permette di uniformare gradualmente il colore di tutte le parti del corpo (dunque schiarendo anche le aree non colpite dalla vitiligine). I risultati del trattamento sono in genere permanenti e come possibili effetti collaterali possono verificarsi arrossamento, prurito e bruciore.

Trattare la vitiligine con il trapianto di pelle

La chirurgia è una soluzione indicata esclusivamente per gli adulti e consiste in un trapianto di pelle: si effettua infatti l’innesto di una parte di pelle sana, prelevata da una zona del corpo non colpita dalla malattia, nell’area danneggiata dalla vitiligine. Questa opzione è indicata solo se le macchie non sono aumentate o non sono peggiorate nell’ultimo anno, oppure se a causare la patologia non è stato un danno alla pelle.

Esistono diverse procedure di tipo chirurgico e un’alternativa al metodo citato può essere il prelievo di una parte di pelle sana da cui vengono estratti i melanociti, i quali saranno trapiantati nella zona affetta da vitiligine. È bene sapere che tra gli effetti collaterali della chirurgia c’è la possibile formazione di cicatrici.

Si stanno studiando anche dei rimedi alternativi per curare la vitiligine, ma, come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, attualmente non ci sono prove che questo o altri rimedi erboristici siano davvero efficaci. Inoltre, l’ISS mette in guardia dall’utilizzo di tali rimedi naturali in contemporanea con i farmaci, in quanto potrebbero creare delle reazioni imprevedibili o diminuire la funzionalità delle cure.

Concludendo, come abbiamo visto la vitiligine non è una malattia contagiosa o che provoca particolari danni all’organismo. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione alla propria pelle per evitare, ad esempio, spiacevoli scottature che, in casi estremi, possono anche portare a conseguenze gravi e tardive. In particolare, ricordiamo di esporsi al sole con le dovute protezioni e di sottoporsi periodicamente alla mappatura dei nei, strumento importantissimo nella prevenzione del melanoma cutaneo. Qualora dovessimo notare delle aree della pelle che perdono colore, possiamo rivolgerci al nostro medico di famiglia o al dermatologo di fiducia per capire se si tratti di vitiligine o di un disturbo di altro genere.

 

Fonti:

issalute.it
mayoclinic.org
aad.org
ospedalebambinogesu.it

 

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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