PUNTI CHIAVE
- I bisogni degli anziani possono essere fisiologici, come alimentarsi, dormire e curare l’igiene, e non fisiologici, come sentirsi al sicuro, mantenere relazioni e conservare la propria autonomia.
- Con l’età possono ridursi appetito e sete e può diventare faticoso fare la spesa o cucinare: garantire un’alimentazione e un’idratazione adeguate previene malnutrizione e disidratazione.
- Nell’igiene personale conta offrire un aiuto rispettoso della riservatezza, mentre un movimento regolare e adatto alle capacità contrasta la perdita di forza e il rischio di cadute.
- La maggior parte delle cadute avviene in casa: eliminare ostacoli, migliorare l’illuminazione e installare maniglioni rende la casa più sicura.
- Quando si assumono più farmaci, un elenco aggiornato e il portapillole aiutano a gestire le terapie senza dimenticanze, doppie assunzioni o interazioni.
- Mantenere la socialità e la possibilità di spostarsi, anche con trasporti sociali o sanitari, contrasta la solitudine e facilita l’accesso alle cure.
- Per far fronte a questi bisogni serve un’assistenza organizzata e condivisa tra familiari, medico di famiglia e servizi di assistenza domiciliare.
Con l’avanzare dell’età, le esigenze di una persona cambiano: la salute richiede controlli più frequenti, la casa può diventare meno sicura e alcune attività quotidiane – dalla spesa agli spostamenti – più impegnative. Spesso è la famiglia a farsi carico di questi cambiamenti, a volte senza un’organizzazione precisa. Avere chiari quali sono i principali bisogni degli anziani, invece, aiuta a gestire al meglio la quotidianità. Scopriamo quali sono le misure per costruire un’assistenza sostenibile, sia per chi la riceve sia per chi la offre.
Quali sono i bisogni di una persona anziana?
I bisogni degli anziani comprendono tutte le necessità che devono essere soddisfatte per garantire salute, benessere e una buona qualità della vita. Si possono distinguere in bisogni fisiologici, legati alla sopravvivenza e al mantenimento delle funzioni vitali – come alimentarsi, idratarsi, dormire, curare l’igiene personale e muoversi – e bisogni non fisiologici, che riguardano la dimensione psicologica e sociale, come sentirsi al sicuro, mantenere relazioni affettive, coltivare i propri interessi e conservare il più possibile la propria autonomia.
Queste esigenze variano molto da persona a persona e possono cambiare nel tempo, anche rapidamente dopo una malattia o un ricovero. Per questo è importante considerare non soltanto le condizioni di salute, ma anche le abitudini, le preferenze e il contesto di vita dell’anziano, così da individuare le forme di supporto più adatte.
Alimentazione e idratazione
Con l’età, alimentarsi in modo adeguato può diventare più difficile. La riduzione dell’appetito e della percezione della sete, eventuali problemi di masticazione e le difficoltà nel fare la spesa o preparare i pasti possono portare a mangiare e bere meno del necessario. Anche vivere da soli può incidere sulla regolarità e sulla varietà dell’alimentazione.
Queste condizioni aumentano il rischio di malnutrizione, che può causare perdita di peso e massa muscolare, debolezza e maggiore vulnerabilità alle infezioni, e di disidratazione, che può provocare stanchezza, confusione e complicanze renali. Per prevenirle è importante garantire un’alimentazione equilibrata e un’idratazione adeguata, assicurandosi che la persona abbia a disposizione pasti vari e nutrienti e acqua durante tutta la giornata. Quando necessario, caregiver familiari o servizi di assistenza esterna possono offrire supporto nel fare la spesa e nella preparazione dei pasti e monitorare l’assunzione di cibo e liquidi.
Igiene
Anche la cura dell’igiene personale merita particolare attenzione. Fare il bagno o la doccia, lavarsi, vestirsi e prendersi cura della propria pelle possono diventare attività difficili in presenza di problemi di mobilità o limitazioni fisiche. Quando necessario, è utile predisporre un ambiente sicuro e accessibile e offrire un aiuto rispettoso dei tempi e della riservatezza della persona, incoraggiandola a svolgere autonomamente tutte le attività che è ancora in grado di gestire.
Movimento
Il movimento è un altro elemento essenziale per preservare l’autonomia. Con l’invecchiamento, infatti, la massa muscolare e l’equilibrio possono diminuire, rendendo più difficili gesti quotidiani come alzarsi da una sedia, salire le scale o camminare. Mantenersi attivi durante la terza età, compatibilmente con le proprie condizioni di salute, aiuta a contrastare la perdita di forza, conservare la mobilità e ridurre il rischio di cadute.
Anche attività semplici, come camminare, fare esercizi di mobilizzazione o di ginnastica dolce, possono contribuire al benessere fisico. Il tipo e l’intensità dell’attività vanno naturalmente adattati alle capacità individuali, con il supporto di un istruttore esperto o di un fisioterapista.
Sicurezza domestica
La casa è il luogo in cui avviene la maggior parte delle cadute, uno degli eventi più temuti nella terza età per le possibili conseguenze, come le fratture. La progressiva riduzione della mobilità e dell’equilibrio può rendere pericolosi anche ambienti familiari, soprattutto in presenza di ostacoli o superfici scivolose. Alcuni accorgimenti aiutano a ridurre i rischi:
- eliminare tappeti, fili elettrici e oggetti che possono far inciampare
- garantire una buona illuminazione, anche notturna, nei percorsi tra camera e bagno
- installare maniglioni e tappetini antiscivolo in bagno e nella doccia
- sistemare gli oggetti di uso quotidiano a un’altezza facilmente raggiungibile
- valutare sistemi di teleassistenza o di chiamata d’emergenza per chi vive da solo.
Adattare gli spazi domestici significa non soltanto prevenire gli incidenti, ma anche rendere più semplice lo svolgimento delle attività quotidiane, favorendo la permanenza dell’anziano nella propria abitazione.
Terapie farmacologiche
Molte persone anziane assumono più farmaci contemporaneamente, spesso per la presenza di patologie croniche. Una gestione attenta delle terapie è importante per evitare dimenticanze, doppie assunzioni e possibili interazioni. Può essere utile tenere un elenco aggiornato dei medicinali, utilizzare portapillole settimanali e rivedere periodicamente la cura insieme al medico.
A questo si aggiunge la necessità di programmare visite ed esami di controllo, rispettando le indicazioni degli specialisti e monitorando eventuali cambiamenti delle condizioni di salute. Un’organizzazione condivisa con i familiari e il personale d’assistenza può facilitare la gestione degli appuntamenti e garantire una maggiore continuità delle cure.
Socialità
I bisogni di una persona anziana non riguardano soltanto la salute fisica. Eventi come il pensionamento, la perdita del partner o di amici e le difficoltà negli spostamenti possono ridurre le occasioni di incontro e i contatti sociali. La solitudine non è solo un disagio emotivo: si associa a un maggior rischio di depressione, declino cognitivo e peggioramento della salute generale.
Mantenere relazioni con familiari, amici e vicini, partecipare ad attività di gruppo – nei centri anziani, nelle associazioni, attraverso il volontariato o corsi dedicati – e coltivare interessi personali aiuta a sentirsi parte attiva della comunità. Anche piccoli gesti, come una telefonata regolare o una visita, possono contribuire a contrastare l’isolamento e a preservare il benessere psicologico.
Trasporti
La possibilità di spostarsi in autonomia è strettamente legata alla qualità della vita e alla partecipazione sociale. Raggiungere negozi, farmacie, ambulatori e luoghi di incontro permette, infatti, di continuare a gestire le proprie necessità e mantenere le relazioni con gli altri.
Quando guidare diventa difficile o i mezzi pubblici sono poco accessibili, è utile organizzare per tempo soluzioni alternative: l’accompagnamento da parte di familiari, vicini o assistenti, i servizi di trasporto sociale offerti dai Comuni e da associazioni di volontariato oppure i trasporti sanitari per visite ed esami. Prendere in carico questo aspetto pianificando gli spostamenti aiuta a evitare che le difficoltà pratiche si trasformino in un ostacolo all’accesso alle cure e alla vita sociale.
Come far fronte ai bisogni degli anziani?
Rispondere ai bisogni di una persona anziana è più semplice quando l’assistenza è organizzata e condivisa. Il punto di partenza è una valutazione della situazione, in modo da avere chiaro:
- cosa la persona riesce a fare da sola
- in quali attività ha bisogno di aiuto
- quali risorse possono essere sfruttate.
Sulla base di queste informazioni è possibile definire un piano di assistenza e distribuire gli impegni tra le persone coinvolte. Quando più familiari sono coinvolti, è utile definire ruoli e compiti: chi accompagna alle visite, chi si occupa della spesa e dei farmaci, chi gestisce le pratiche amministrative. Un calendario condiviso degli appuntamenti e un’archiviazione puntuale di referti, terapie e contatti utili aiutano a evitare dimenticanze e sovrapposizioni. È importante coinvolgere la persona anziana nelle decisioni, rispettandone le preferenze e valorizzando le capacità che ha mantenuto.
Per organizzare il supporto sanitario, il medico di famiglia rappresenta il primo riferimento. Può monitorare le condizioni di salute, indicare eventuali approfondimenti specialistici e orientare verso i servizi territoriali più adatti. In presenza di una condizione di non autosufficienza, per esempio, può essere necessario attivare l’assistenza domiciliare integrata (ADI), la forma di assistenza domiciliare per anziani e persone fragili che porta a casa prestazioni mediche, infermieristiche e riabilitative. In genere la richiesta prende l’avvio dalla richiesta del medico di famiglia e passa dall’ASL di appartenenza, dove un’équipe valuta i bisogni della persona e definisce un piano di assistenza individuale.
Esistono infine servizi di assistenza domiciliare sia messi a disposizione dai Comuni sia privati per sostenere l’anziano nelle attività quotidiane. Un supporto decisivo soprattutto quando le necessità richiedono una presenza più continuativa. Integrare l’aiuto dei familiari con quello di servizi e figure professionali permette di costruire una rete di sostegno più stabile e di alleggerire il carico assistenziale.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Quali sono i bisogni principali di una persona anziana?
Riguardano la salute e l’autonomia nelle attività quotidiane, la sicurezza della casa, l’alimentazione e la gestione dei farmaci, le relazioni sociali e la possibilità di spostarsi. Le priorità variano da persona a persona e possono cambiare nel tempo.
Come si attiva l’assistenza domiciliare per un anziano?
Il medico di famiglia può inviare una richiesta apposita all’ASL di appartenenza. Un’équipe valuta i bisogni della persona e definisce un piano di assistenza; le modalità possono variare da regione a regione.
Come rendere la casa più sicura per una persona anziana?
È utile eliminare tappeti e ostacoli, migliorare l’illuminazione, installare maniglioni e tappetini antiscivolo in bagno e tenere gli oggetti di uso quotidiano a portata di mano. Per chi vive da solo, può essere utile un sistema di teleassistenza.
Come capire se un anziano ha bisogno di assistenza?
Alcuni segnali sono la difficoltà a svolgere le attività quotidiane, cadute frequenti, perdita di peso, trascuratezza nella cura di sé o della casa, errori nell’assunzione dei farmaci e tendenza all’isolamento. In questi casi è utile parlarne con il medico di famiglia.
L’impegno di InSalute per un’informazione chiara e affidabile
InSalute è il blog di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol, leader nella sanità integrativa. Racconta salute, prevenzione e benessere con un approccio chiaro, accessibile e fondato su fonti autorevoli e risponde ai bisogni reali. UniSalute si avvale inoltre di un Comitato Medico Scientifico multidisciplinare, organo consultivo dedicato alla ricerca e all’informazione scientifica.

Nessun commento