PUNTI CHIAVE
- La causa più frequente di vomito nei bambini è la gastroenterite virale, spesso accompagnata da diarrea e febbre lieve.
- La prima misura di trattamento è un’adeguata idratazione: offrire piccole quantità di liquidi a intervalli frequenti. In caso di vomito intenso, si può ricorrere a sali di reidratazione orale.
- La disidratazione è la complicanza più frequente, si manifesta con bocca e pelle secca, occhi o fontanella infossati, assenza di lacrime, urine scure o assenza di urine per più di 6-8 ore, debolezza.
- È necessario contattare il pediatra o recarsi al pronto soccorso se i sintomi non migliorano entro 24 ore, compaiono dopo un trauma o si associano a febbre alta o dolore addominale intenso, oppure quando il bambino vomita sangue o bile, ha meno di tre mesi, appare indebolito o non urina.
Il vomito nel bambino è un evento che mette spesso in apprensione i genitori, soprattutto quando si ripete o quando non è chiaro cosa lo abbia scatenato. In queste circostanze, richiedere un consulto pediatrico può aiutare a inquadrare gli episodi e, soprattutto, a ricevere indicazioni per intervenire nell’immediato in modo efficace. Scopriamone di più.
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Quali sono le cause più frequenti di vomito nei bambini?
Il vomito, ossia la fuoriuscita del contenuto gastrico dalla bocca, a causa della contrazione involontaria dei muscoli addominali e del diaframma, è un meccanismo di difesa molto frequente in età pediatrica. Può essere correlato a cause diverse:
- infettive: sono le più comuni. Tra queste, la gastroenterite virale, un’infiammazione di stomaco e intestino che può provocare diarrea, febbre e dolore addominale. In genere, i sintomi si risolvono nell’arco di 24-48 ore, se vengono reintegrati adeguatamente i liquidi persi. Il vomito può comparire anche in presenza di infezioni che interessano altri organi, come infezioni urinarie, del sistema nervoso centrale o polmonite
- anatomiche: alcune anomalie congenite si manifestano nei primi mesi di vita. Un vomito abbondante, a getto e ricorrente dopo i pasti può far sospettare una stenosi ipertrofica del piloro. Tra le possibili cause rientra anche l’invaginazione intestinale
- gastrointestinali e infiammatorie: tra le altre possibili cause figurano reflusso gastroesofageo, celiachia, intolleranze alimentari e malattie infiammatorie croniche intestinali
- metaboliche ed endocrine: può essere associato ad alcuni disturbi congeniti del metabolismo, che si manifestano soprattutto nel primo anno di vita con irritabilità, convulsioni, alterazioni a livello muscolare e stato sonnolento, oppure alla chetoacidosi diabetica, complicanza del diabete
- neurologiche: le condizioni che determinano un aumento della pressione all’interno del cranio, come meningiti, encefaliti, idrocefalo ed emorragie, possono provocare episodi di vomito
- psicoemotive: in età scolare, il vomito può comparire al mattino o in concomitanza con l’entrata a scuola; durante l’adolescenza può essere correlata a disturbi del comportamento alimentare.
Cosa si può dare ai bambini per il vomito?
Nella gestione del vomito, la priorità è evitare la disidratazione. Ecco alcune misure utili:
- fare bere il bambino a piccoli sorsi
- ricorrere a sali di reidratazione orale: contengono la proporzione corretta di sali minerali e glucosio per compensare le perdite causate dal vomito. Possono essere indicati se gli episodi sono numerosi e l’acqua non è sufficiente a ripristinare l’equilibrio
- reintrodurre i cibi solidi gradualmente: finché il vomito è attivo, insistere con il cibo è controproducente: lo stomaco è irritato e tende a espellerlo. Quando il bambino inizia a tollerare i liquidi, si può proporre qualcosa di leggero, come riso bollito, crackers, fette biscottate, patate bollite, banana
- utilizzare farmaci antiemetici solo su indicazione medica.
Quando preoccuparsi se un bambino vomita?
Nella maggior parte dei casi il vomito nei bambini è autolimitante e si risolve senza interventi specifici. Ci sono però segnali che richiedono attenzione, perché possono indicare uno stato di disidratazione, la complicanza più frequente del vomito nei più piccoli. Gli indicatori principali sono:
- bocca e labbra secche
- assenza di lacrime quando il bambino piange
- urine molto scure o assenza di urine per più di 6-8 ore
- occhi infossati, fontanella infossata nei lattanti
- bambino molto sonnolento o difficile da svegliare.
Come chiariscono le linee guida pediatriche, è opportuno contattare il pediatra o il pronto soccorso se:
- il vomito non migliora entro 24 ore
- l’episodio compare dopo una caduta o un trauma alla testa
- il vomito contiene sangue o bile (di colore verdastro)
- compaiono febbre alta o dolore addominale improvviso e molto intenso
- il bambino ha meno di tre mesi
- il bambino è debole e prostrato, incapace di trattenere liquidi, o non urina.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
Cosa dare da mangiare a un bambino che ha vomitato?
Nelle prime ore la priorità è garantire la tolleranza dei liquidi: offrire acqua (ed eventualmente sali di reidratazione orale) in piccoli sorsi frequenti, con quantità crescenti man mano che il bambino li tollera. Quando non vomita da almeno 4-6 ore e i liquidi vengono mantenuti, si può proporre qualcosa di leggero: riso in bianco, crackers, banana, pane tostato.
Quanto può durare il vomito da gastroenterite nei bambini?
La gastroenterite virale è la causa più frequente di vomito nei bambini. Il vomito tende a essere il sintomo più acuto nelle prime 12-24 ore, poi si attenua; può accompagnarsi a diarrea, che in genere dura qualche giorno in più. Se il vomito non si riduce entro 24 ore (o entro 6-8 ore nei lattanti piccoli) è opportuno contattare il pediatra per escludere altre cause o per valutare il rischio di disidratazione.
Come riconoscere la disidratazione nel bambino?
I segnali da osservare sono: bocca e labbra secche, assenza di lacrime quando il bambino piange, urine molto scure o assenza di urine per più di 6-8 ore, occhi infossati, fontanella infossata nei lattanti, cute che rientra lentamente se pizzicata, bambino molto debole, sonnolento o difficile da svegliare.
Quando il vomito del bambino è un’emergenza?
Alcune situazioni richiedono una valutazione al pronto soccorso: vomito con presenza di sangue o bile, dolore addominale improvviso e molto intenso, vomito insorto dopo una caduta o un trauma alla testa, bambino sotto i 3 mesi con febbre alta associata a vomito, bambino che non risponde agli stimoli o che fatica a svegliarsi.
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