PUNTI CHIAVE
- La bronchiolite è un’infezione a carico dei bronchioli, le piccole vie aeree dei polmoni. Colpisce soprattutto i bambini entro i 6 mesi di vita, ma può interessare anche lattanti più grandi.
- La causa è virale. Il patogeno più coinvolto è il virus respiratorio sinciziale (RSV), seguito da altri virus come coronavirus, rinovirus, adenovirus, metapneumovirus, virus influenzali e parainfluenzali.
- I sintomi evolvono in pochi giorni da un semplice naso che cola a tosse intensa, respiro affannoso e difficoltà ad alimentarsi. I segnali caratteristici da riconoscere sono: respiro accelerato, fischio espiratorio (sibilo), rientramenti della gabbia toracica e difficoltà a succhiare o a mangiare.
- La gestione è principalmente di supporto: lavaggi nasali, idratazione e monitoraggio dei parametri respiratori. Gli antibiotici non sono indicati perché la causa è virale.
- Cianosi, apnee, bambino molto sonnolento o difficile da svegliare sono segnali d’emergenza che richiedono un accesso immediato al pronto soccorso.
Il bambino ha il naso che cola da qualche giorno, poi la tosse è aumentata e il respiro sembra più affannoso del solito? Nei lattanti e nei bambini piccoli questi segnali possono indicare una bronchiolite, l’infezione respiratoria più comune nei primi due anni di vita. Si tratta di una condizione che è importante riconoscere per tempo, per evitare che possa evolvere rapidamente e dare luogo a complicanze. Una valutazione pediatrica è il primo passo per ricevere indicazioni su come comportarsi e assicurare al piccolo le cure più efficaci.
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Che cos’è la bronchiolite?
La bronchiolite è un’infezione acuta delle vie respiratorie inferiori che colpisce i bronchioli – le ramificazioni più sottili dell’albero bronchiale – provocandone l’infiammazione e il gonfiore.
È l’infezione respiratoria delle basse vie aeree più comune nella prima infanzia e una delle principali cause di ricovero ospedaliero nei lattanti. Nei bambini piccoli, infatti, i bronchioli hanno un diametro ridotto: anche un’infiammazione modesta può ostruirli, rendendo la respirazione faticosa.
La categoria più colpita sono i bambini entro i 6 mesi di vita, ma possono esserne interessati anche bambini fino ai due anni. L’andamento è stagionale: i casi aumentano nei mesi autunnali e invernali con un picco nei periodi più freddi, tra novembre e marzo.
Nella maggior parte dei bambini sani e nati a termine, la bronchiolite segue un decorso benigno e si risolve in una o due settimane. In alcuni bambini, tuttavia, i sintomi possono peggiorare rapidamente e richiedere una valutazione medica.
Da cosa è causata la bronchiolite?
La causa più frequente è il virus respiratorio sinciziale (RSV). Possono causare bronchiolite anche altri virus come rinovirus, coronavirus, metapneumovirus umano, virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus.
Il contagio avviene per via aerea, tramite le goccioline respiratorie prodotte da starnuti e colpi di tosse, e per contatto diretto con superfici contaminate.
A maggior rischio di decorso severo sono i bambini:
- prematuri
- sotto i tre mesi di vita
- con cardiopatie congenite o malattie polmonari croniche
- immunodepressi.
Che sintomi dà la bronchiolite?
I sintomi della bronchiolite compaiono in modo progressivo, nell’arco di alcuni giorni, e cambiano carattere man mano che l’infezione scende verso le vie respiratorie inferiori.
Inizialmente, l’infezione assomiglia a un comune raffreddore:
- naso che cola
- naso chiuso
- starnuti
- tosse lieve
- febbricola.
Nei giorni successivi, i sintomi evolvono in:
- tosse più intensa
- respirazione accelerata
- fischio espiratorio, un suono acuto prodotto dall’aria che fatica ad attraversare i bronchioli infiammati
- rientramenti della gabbia toracica durante la respirazione tra le costole, sotto lo sterno o sopra le clavicole, segnale di sforzo respiratorio aumentato
- difficoltà ad alimentarsi: il bambino fatica a succhiare e deglutire mentre respira con affanno.
Come si cura la bronchiolite?
Non esiste un trattamento antivirale specifico per la bronchiolite: la terapia è principalmente di supporto e mira ad alleviare i sintomi, mantenere una buona idratazione e monitorare la funzione respiratoria.
Le cure domiciliari includono:
- lavaggi nasali: liberare le narici prima dei pasti e del sonno aiuta il bambino a respirare e a succhiare con meno fatica
- aerosol con soluzione ipertonica per sciogliere il catarro
- idratazione: nei lattanti è importante mantenere le poppate frequenti. Se il bambino fatica a succhiare a lungo per il respiro affannoso, è utile frazionare i pasti in sessioni più brevi e ravvicinate.
Gli antibiotici non sono indicati, dal momento che la bronchiolite ha natura virale. Qualora il pediatra lo ritenga opportuno, possono essere impiegati broncodilatatori per facilitare la respirazione.
In caso di ricovero ospedaliero, il trattamento prevede:
- monitoraggio della saturazione di ossigeno
- apporto di liquidi e, se necessario, alimentazione endovena
- somministrazione di ossigeno supplementare quando necessario e – nei casi più gravi – supporto ventilatorio.
Quando la bronchiolite è pericolosa?
Nella maggior parte dei bambini sani, la bronchiolite si risolve senza complicanze.
Ci sono però segnali che indicano un peggioramento e che richiedono una valutazione medica tempestiva. Il bambino:
- respira in modo accelerato
- mostra rientramenti toracici visibili
- non riesce ad alimentarsi: rifiuta il seno o il biberon, oppure beve meno della metà del solito
- presenta segni di disidratazione: bocca secca, assenza di lacrime e urina nelle ultime 8 ore
- ha la febbre alta
- peggiora progressivamente nelle 24-48 ore successive all’esordio dei sintomi.
È importante recarsi al pronto soccorso se:
- la pelle o le labbra assumono una colorazione bluastra (cianosi)
- compaiono pause nella respirazione (apnee)
- il bambino è molto sonnolento, difficile da svegliare o non risponde agli stimoli
- il respiro è molto affannoso
- il bambino ha meno di 6 settimane di vita o appartiene a una delle categorie a rischio.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
La bronchiolite è contagiosa?
Sì, la bronchiolite trasmette per via aerea attraverso le goccioline respiratorie prodotte da starnuti e colpi di tosse, e per contatto diretto con superfici o mani contaminate. Il virus responsabile (nella maggior parte dei casi l’RSV) può sopravvivere sulle superfici per diverse ore.
Quanto dura la bronchiolite nei bambini?
La bronchiolite dura in genere da una a due settimane. I sintomi più intensi – respiro affannoso, fischio espiratorio, difficoltà ad alimentarsi – tendono a raggiungere il picco tra il terzo e il quinto giorno per poi migliorare progressivamente. La tosse può persistere anche due o tre settimane dopo la fase acuta.
Come distinguere la bronchiolite da un semplice raffreddore?
Nelle fasi iniziali i sintomi sono simili: naso che cola, starnuti, tosse lieve e a volte febbricole. La bronchiolite si distingue quando la tosse si intensifica e compaiono segnali di coinvolgimento delle vie respiratorie inferiori: respiro più rapido del normale, fischio espiratorio, rientramenti della gabbia toracica e difficoltà ad alimentarsi.
La bronchiolite può lasciare conseguenze?
Nella maggior parte dei bambini la bronchiolite guarisce senza conseguenze a lungo termine. In alcuni casi, tuttavia, soprattutto nei bambini con fattori di rischio o che hanno avuto una forma severa, si può osservare nei mesi successivi una maggiore reattività delle vie aeree, con episodi di tosse e respiro sibilante in risposta a infezioni virali o altri stimoli.
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