Come proteggere i bambini dalle punture di insetti

Le punture di insetti, soprattutto per i bambini, sono uno degli inconvenienti più spiacevoli della bella stagione. Possono causare gonfiore, arrossamento e prurito, ma anche, più raramente, scatenare reazioni allergiche ed esporre al rischio di malattie gravi. In questo articolo scopriremo come prevenire le punture degli insetti più diffusi, approfondendo le buone pratiche da adottare, a casa e all’aperto per tenere lontano zanzare, api, vespe, calabroni e zecche, ed evitare che infastidiscano i bambini. Approfondiremo, inoltre, quali sono le conseguenze e i principali pericoli legati a questi piccoli incidenti, come intervenire dopo una puntura o un morso e quando preoccuparsi e richiedere l’intervento del medico.

Punture di zanzare: le soluzioni per proteggere i più piccoli

Le zanzare sono gli insetti più comuni in città. Fastidiose e molto aggressive, tendono a pungere soprattutto al mattino presto e al tramonto, specie nelle zone calde e umide. Non sono velenose, pungono per nutrirsi e, per agire indisturbate, iniettano una sostanza anestetica che ha un effetto irritante. Tipicamente, dopo la puntura di una zanzara la pelle appare arrossata e gonfia, con il classico pomfo che causa prurito.
In alcuni casi i bambini possono avere un’ipersensibilità ai componenti della saliva delle zanzare e manifestare reazioni più intense ed estese. Succede soprattutto a quelli molto piccoli, che non hanno ancora avuto il tempo di sviluppare una tolleranza a queste sostanze. È quindi importante proteggerli da questi incontri spiacevoli: ecco i consigli pratici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Consigli pratici per prevenire le punture di zanzara

La prima regola per prevenire le punture delle zanzare è cercare di limitare la diffusione di questi insetti con semplici accorgimenti. È utile soprattutto evitare i ristagni d’acqua in balconi, cortili e orti, dove vengono depositate le uova. In particolare, è bene prestare attenzione a:

  • eliminare i sottovasi delle piante oppure fare in modo che l’acqua non si accumuli al loro interno;
  • non lasciare acqua all’interno di secchi e annaffiatoi;
  • svuotare periodicamente le ciotole che gli animali domestici usano per bere;
  • coprire cisterne e altri contenitori in cui possa raccogliersi l’acqua piovana.

Purtroppo, pur con tutte le precauzioni che possiamo adottare per evitare che le zanzare proliferino nelle nostre case e nei nostri giardini, è impossibile liberarcene completamente. È quindi importante fare ricorso a una serie di misure di prevenzione per proteggere i bambini dalle punture. Ecco qualche raccomandazione utile da seguire, a casa e all’aperto:

  • posizionare zanzariere alle finestre e davanti alla carrozzina o alla culla dei neonati, in modo da lasciar passare l’aria ma non le zanzare;
  • utilizzare apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi oppure fornelletti a piastrina, spirali a base di piretrina, un composto di origine naturale estratto dai fiori di Piretro, che per gli insetti è tossico, o candele di citronella per limitare l’ingresso delle zanzare in casa, avendo cura di tenere sempre le finestre aperte per assicurare il ricircolo d’aria ed evitare che queste sostanze possano avere effetti irritanti;
  • regolare la temperatura interna degli ambienti in modo che non sia troppo elevata, perché il freddo contribuisce a rendere le zanzare meno attive;
  • far indossare il più possibile ai bambini magliette con maniche lunghe, pantaloni lunghi, calzini e scarpe chiuse, in particolare durante passeggiate in campagna o, comunque, nell’erba alta;
  • prediligere gli indumenti chiari, evitando quelli dai colori molto accesi o brillanti, che possono attirare le zanzare;
  • evitare i profumi e usare prodotti per il corpo senza profumazione, come detergenti e creme solari privi di odore.

Capuski/gettyimages.it

Repellenti: quando usarli e come sceglierli in base all’età

Come ricorda la Società Italiana di Pediatria, nei neonati e fino ai 6 mesi di età è consigliabile non utilizzare alcun prodotto repellente per evitare che venga assorbito dalla pelle. Per proteggere i bambini, meglio affidarsi a barriere fisiche come zanzariere e indumenti appropriati che coprano braccia e gambe.
Tra i 6 mesi e i 2 anni è possibile ricorrere a repellenti naturali a base di geranio, citronella, eucalipto, salvia o calendula, verificando in etichetta che il loro utilizzo sia adatto ai bambini di questa fascia di età.
Dopo i 2 anni, si può iniziare a fare ricorso a repellenti chimici a base di icaridina (KBR) e dietiltoluamide (DEET), che sono tra i prodotti più efficaci, scegliendoli nella concentrazione di principio attivo idonea, ovvero non superiore al 10% per bambini fino ai 12 anni, compresa tra il 10% e il 20% dopo i 12 anni.

In tutti i casi, raccomanda l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è importante usare i repellenti con moderazione, solo quando è strettamente necessario, preferendo il più possibile prodotti a base di estratti vegetali e privi di sostanze chimiche ed evitando di applicarli sulle mani, perché il bambino potrebbe ingerirli portandole alla bocca, soprattutto se è molto piccolo.
È fondamentale anche utilizzare prodotti registrati, cioè testati dal Ministero della Salute: questo accorgimento dà la certezza che siano sicuri, sia per l’uomo che per l’ambiente. Fondamentale è anche usarli sempre secondo le modalità riportate in etichetta. In caso di dubbi o domande, è consigliabile rivolgersi al pediatra per essere guidati nell’impiego corretto di questi prodotti.

Come proteggere i bambini dalle punture di api, vespe e calabroni

In estate aumenta anche il rischio di essere punti da api, vespe e calabroni. Al contrario delle zanzare, questi insetti rilasciano un veleno che provoca un’infiammazione locale più forte e un gonfiore più esteso, accompagnato da arrossamento e dolore. Tipicamente, al centro della zona gonfia e arrossata c’è un’area bianca in cui sono visibili il segno del pungiglione o il pungiglione stesso, che può restare nella pelle dopo la puntura. Nei bambini allergici può verificarsi anche una reazione anafilattica con orticaria e angioedema, ovvero un’eruzione cutanea caratterizzata da pomfi e prurito associata a gonfiore localizzato su volto e labbra. Nei casi più gravi, che per fortuna sono piuttosto rari, la risposta allergica può essere non locale ma sistemica e causare problematiche più gravi come difficoltà respiratorie e disturbi gastrointestinali.

Per proteggere i bambini valgono le stesse raccomandazioni utili contro le zanzare, insieme ad altri accorgimenti specifici per tenere lontani gli imenotteri, l’ordine a cui appartengono api, vespe e calabroni. Ecco i consigli della Società Italiana di Pediatria per ridurre il pericolo di punture:

  • far indossare ai bambini abiti bianchi, evitando quelli di colore nero o molto vivace, da cui questi insetti sono attratti;
  • assicurarsi che non camminino scalzi nei prati;
  • raccomandare loro di non avvicinarsi a fiori molto profumati o frutta matura, che attirano gli imenotteri;
  • durante picnic e pranzi all’aperto, non lasciare in giro cibi e bevande;
  • non far bere ai bambini bibite zuccherate direttamente dalla lattina, perché gli insetti potrebbero entrare all’interno attirati dal sapore dolce;
  • tenere ben chiuse le pattumiere;
  • se vicino alla propria casa ci sono nidi di vespe o alveari, evitare di avvicinarsi e contattare personale specializzato per farli rimuovere;
  • non viaggiare in auto con i finestrini aperti, che potrebbero favorire l’ingresso di api, vespe e calabroni nell’abitacolo;
  • in presenza di imenotteri, tranquillizzare i bambini in modo che restino calmi e non si agitino, e allontanarsi lentamente con loro.

sanjeri/gettyimages.it

Come evitare i morsi delle zecche

La bella stagione espone i più piccini anche al pericolo delle zecche, che a differenza di zanzare e imenotteri non volano e non pungono, ma possono mordere la pelle e restarvi attaccate per giorni, con conseguenze anche gravi. Tra le complicanze più temibili del morso della zecca ci sono alcune malattie infettive come la malattia di Lyme (che è causata dal batterio Borrelia e può interessare diversi organi, con sintomi come eritema, febbre, dolori articolari, danni neurologici e infiammazioni cardiache) e l’encefalite da zecche, una patologia virale che colpisce il sistema nervoso centrale e si manifesta con febbre improvvisa, convulsioni, difficoltà a parlare e a muoversi. Si tratta di patologie che fortunatamente è possibile prevenire con semplici accorgimenti, utili per tenere lontani questi insetti ed evitare le conseguenze dei loro morsi.

Anche per proteggere i bambini dalle punture di zecche valgono le raccomandazioni che abbiamo già indicato, Un’altra buona abitudine da adottare, soprattutto dopo una gita in campagna o in montagna, controllare i vestiti e il corpo per verificare che non ci siano zecche, prestando particolare attenzione alle pieghe della pelle, dove questi insetti possono facilmente annidarsi.

Punture di insetti nei bambini: come trattarle

E se, nonostante tutte le attenzioni, il nostro bambino viene punto o morso? Il trattamento delle punture di insetto dipende dal tipo e dall’intensità della reazione.

Cosa fare in caso di punture di zanzara

Le punture delle zanzare, come abbiamo visto, provocano di norma sintomi come gonfiore, arrossamento e prurito. In questi casi, ricordano gli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù, se la reazione è modesta, è sufficiente utilizzare una crema antinfiammatoria non steroidea, su consiglio del pediatra, mentre se l’infiammazione è più intensa può essere utile usare creme al cortisone o antistaminici per bocca nella fase acuta, sempre sotto stretto controllo medico. Meglio, invece, evitare gli antistaminici da applicare localmente, perché sono sensibilizzanti: possono, cioè, favorire una reazione anomala della pelle al sole e causare irritazione. È anche utile educare il bambino a non grattarsi, sia per non acuire prurito e rossore, sia per prevenire escoriazioni della pelle che potrebbero favorire l’ingresso dei batteri e causare infezioni.

Morsa Images/gettyimages.it

Punture di api, vespe e calabroni: quali sono i rimedi e quando preoccuparsi

In caso di puntura di api, vespe o calabroni, è fondamentale estrarre subito il pungiglione con delle pinzette, se è rimasto nella pelle. Se la reazione infiammatoria è contenuta, è sufficiente applicare sulla zona colpita del ghiaccio ed eventualmente, in caso di dolore e arrossamento intensi, una crema cortisonica.
Se invece la puntura causa una risposta allergica grave, con sintomi come problemi respiratori, vomito, diarrea o perdita di coscienza, è importantissimo chiedere immediatamente l’intervento di un medico, accompagnando il bambino al pronto soccorso più vicino per le terapie più appropriate. In seguito, è consigliabile far visitare il piccolo da un allergologo, che approfondirà l’episodio allergico e consiglierà cosa fare in caso di nuove punture.

Come comportarsi se il bambino è stato morso da una zecca

Dopo un morso di zecca, la prima operazione da fare è rimuovere con attenzione l’insetto dalla pelle, preferibilmente chiedendo l’aiuto di un medico per essere sicuri di procedere nel modo giusto. L’altro consiglio importante è monitorare il bambino nelle settimane successive: se dovesse manifestare sintomi come febbre, dolori articolari, mal di testa o se sulla pelle dovesse comparire una macchia rotonda arrossata che si allarga in cerchi concentrici, tipico segnale di un’infezione da zecche, è bene rivolgersi subito al pediatra.

Come abbiamo visto, per i bambini le punture di insetti sono un inconveniente comune e, per fortuna, nella maggior parte dei casi non grave. Possono però causare sintomi molto fastidiosi e, raramente, anche qualche pericolo.

 

FONTI:

ospedalebambinogesu.it

sip.it

policlinico.mi.it

sanraffaele.it

iss.it 


Immagine in evidenza di Kyryl Gorlov/gettyimages.it

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