PUNTI CHIAVE
- La celiachia nei bambini è una malattia autoimmune provocata dall’ingestione di glutine che provoca un’infiammazione cronica dell’intestino tenue.
- I segnali più frequenti includono mal di pancia ricorrente, diarrea, gonfiore addominale e scarso accrescimento; nei bambini più grandi possono prevalere sintomi extraintestinali come stanchezza, cefalea e ritardo nella crescita.
- La celiachia può comparire a qualsiasi età dopo l’introduzione del glutine, ma i picchi di diagnosi si registrano tra i 6 mesi e i 2 anni e tra i 4 e i 6 anni.
- La diagnosi si basa su esami del sangue specifici e biopsia intestinale; il medico di riferimento è il gastroenterologo.
- L’unica terapia è la dieta priva di glutine rigorosa e permanente, che consente la remissione completa dei sintomi e la normalizzazione della mucosa intestinale nel tempo.
Mal di pancia e diarrea cronica, un bambino che cresce meno del previsto: quando questi segnali si presentano insieme o in modo persistente, è opportuno approfondire il quadro. Una tra le possibili cause all’origine di questi sintomi è infatti la celiachia, una patologia autoimmune che, se non diagnosticata e trattata, può avere conseguenze rilevanti sulla salute dei piccoli. In questi casi, una visita gastroenterologica permette di avviare il percorso diagnostico corretto e di agire per tempo.
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Quali sono i primi sintomi della celiachia nei bambini?
I sintomi della celiachia nei bambini possono interessare sia l’apparato gastrointestinale sia altri sistemi e apparati dell’organismo.
Nei bambini piccoli il quadro tipico comprende:
- diarrea cronica o feci molli e maleodoranti
- gonfiore e distensione addominale
- scarso aumento di peso o perdita di peso
- irritabilità marcata
- riduzione dell’appetito
- in alcuni casi, nausea e vomito ricorrenti.
Nei bambini in cui la patologia insorge dopo i 2-3 anni di vita, i sintomi gastrointestinali possono essere più lievi, mentre prendono spazio manifestazioni extraintestinali come:
- ritardo nella crescita
- pubertà ritardata
- mal di pancia ricorrente
- anemia sideropenica che non risponde alla terapia con ferro
In alcuni pazienti, può insorgere una variante della celiachia caratterizzata da dermatite erpetiforme, un’eruzione cutanea vescicolare pruriginosa localizzata prevalentemente su gomiti, ginocchia e glutei.
Esiste anche una forma silente, in cui la mucosa intestinale è danneggiata ma i sintomi sono assenti o così sfumati da non essere riconosciuti. È per questo che in presenza di fattori di rischio è indicato eseguire un controllo anche in assenza di disturbi evidenti.
A che età si manifesta la celiachia nei bambini?
La celiachia può comparire a qualsiasi età dopo l’introduzione del glutine nella dieta, ma esistono periodi in cui la diagnosi è più frequente.
Il primo picco si registra tra i 6 mesi e i 2 anni, in corrispondenza dell’introduzione dei cereali con glutine nello svezzamento. Il secondo si colloca tra i 4 e i 6 anni. Esistono però casi di esordio tardivo, anche in adolescenza, in cui i sintomi compaiono in modo graduale e possono passare inosservati per mesi o anni.
La predisposizione genetica è un fattore determinante: la celiachia è associata a specifici aplotipi del sistema HLA – in particolare HLA-DQ2 e HLA-DQ8 – presenti in circa il 30% della popolazione generale, ma la malattia si sviluppa solo in una parte di questi soggetti. Il rischio è più elevato nei bambini con un familiare di primo grado celiaco, nei soggetti con diabete di tipo 1 e in chi ha la sindrome di Down o di Turner.
Come si diagnostica la celiachia nei bambini?
La diagnosi della celiachia viene posta da uno specialista gastroenterologo.
Il primo passo è un esame del sangue che misura gli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale di classe IgA (anti-tTG IgA), considerati il marcatore più sensibile e specifico. Contestualmente si dosa il livello totale di IgA nel sangue: nei bambini con deficit selettivo di IgA – una condizione non rara – questo anticorpo risulta falsamente negativo, e in quel caso si ricorre agli anticorpi anti-gliadina deamidata di classe IgG. È fondamentale che il bambino continui a consumare glutine fino al momento degli esami: una dieta già modificata può alterare i risultati e rendere la diagnosi più difficile.
Se gli anticorpi risultano elevati, il gastroenterologo prescrive generalmente la biopsia duodenale, eseguita in endoscopia, che valuta il danno alla mucosa intestinale. In casi selezionati, come riporta l’Associazione Italiana Celiachia, le attuali linee guida europee consentono una diagnosi senza biopsia, quando gli anticorpi anti-tTG IgA superano di dieci volte il limite superiore della norma e si associano a positività degli anticorpi anti-endomisio (EMA).
Come si cura la celiachia?
L’unica terapia efficace per la celiachia è la dieta priva di glutine, rigorosa e permanente.
Questo significa eliminare completamente dalla dieta tutti gli alimenti che contengono grano, farro, kamut, orzo, segale e i loro derivati. La dieta deve tenere conto anche delle contaminazioni crociate: alimenti naturalmente privi di glutine devono essere preparati e conservati in ambienti separati da quelli in cui si maneggia il glutine.
Con una dieta rigorosa, i sintomi migliorano in genere nell’arco di settimane e la mucosa intestinale si normalizza in uno o due anni. Il follow-up specialistico è parte integrante della gestione. Le linee guida raccomandano un primo controllo a 3-6 mesi dalla diagnosi, poi ogni 6 mesi fino alla normalizzazione degli anticorpi anti-transglutaminasi, e successivamente ogni 12-24 mesi. Durante ogni visita il medico:
- valuta l’andamento dei sintomi
- monitora la crescita
- verifica i titoli anticorpali
- controlla il rientro nella norma dei parametri biochimici alterati alla diagnosi: emocromo, ferro, vitamina B12, vitamina D e ALT e, se necessario, richiede il dosaggio del TSH.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
La celiachia si guarisce con il tempo?
No, la celiachia è una condizione permanente: la predisposizione genetica non scompare e la reazione al glutine persiste per tutta la vita. Con la dieta priva di glutine rigorosa, tuttavia, i sintomi scompaiono e la mucosa intestinale si normalizza.
Il bambino celiaco può seguire una dieta normale a scuola?
Sì, con le opportune accortezze. Le scuole sono tenute a garantire pasti adeguati ai bambini con celiachia certificata. È necessario comunicare la diagnosi all’istituto scolastico con la documentazione medica e concordare le modalità di preparazione del pasto per evitare contaminazioni crociate.
Qual è la differenza tra celiachia e intolleranza al glutine non celiaca?
La celiachia è una malattia autoimmune che causa un danno strutturale alla mucosa intestinale, diagnosticabile con esami specifici. L’intolleranza al glutine non celiaca produce sintomi simili ma non causa danno intestinale misurabile né è associata agli autoanticorpi tipici della celiachia.
Quanto tempo ci vuole per avere una diagnosi di celiachia?
Con gli esami del sangue appropriati e il coinvolgimento tempestivo del gastroenterologo pediatrico, il percorso diagnostico può essere completato in poche settimane.
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