L’infiammazione cronica è una risposta immunitaria che permane nel tempo e può essere alla base di numerose patologie di natura articolare, muscolare, intestinale, cutanea. A differenza dell’infiammazione acuta, ha sintomi più sfumati (dolore ricorrente, rigidità, affaticamento, gonfiore) e può accompagnare il paziente per mesi o anni. La gestione richiede un approccio personalizzato che può includere farmaci antinfiammatori, trattamenti fisioterapici, integrazione mirata e interventi sullo stile di vita (alimentazione, movimento, gestione dello stress).
L’infiammazione cronica è una condizione persistente che può accompagnare diverse malattie. A differenza dell’infiammazione acuta, circoscritta a un periodo ben delimitato, può protrarsi per mesi o anni, amplificando dolori articolari, disturbi muscolari o problemi metabolici. Specialmente nel caso di patologie che coinvolgono muscoli, articolazioni e cute, in alcuni periodi dell’anno, come l’inverno, i sintomi possono diventare ancora più evidenti.
Ma a cosa è dovuta e a quali patologie è associata? Come può essere trattata?
Cosa si intende per infiammazione cronica?
L’infiammazione o flogosi è un meccanismo di difesa che il sistema immunitario mette in atto per proteggere l’organismo da agenti esterni considerati dannosi. È detta cronica quando lo stimolo infiammatorio persiste nel tempo, l’organismo cioè continua a rilasciare mediatori dell’infiammazione anche in assenza di una reale minaccia.
Quali sono le malattie infiammatorie croniche?
L’infiammazione cronica è un meccanismo alla base di numerose condizioni che possono interessare articolazioni, muscoli, intestino, cute.
Tra le malattie infiammatorie croniche più comuni rientrano:
- patologie reumatiche: artrosi e artrite reumatoide sono tra le forme più note, provocano dolore, rigidità e limitazione dei movimenti
- tendiniti e borsiti: infiammazioni che interessano tendini e borse sierose, talvolta legate a sovraccarico o a microtraumi ripetuti
- malattie cutanee: patologie come sclerodermia e psoriasi si contraddistinguono per un’infiammazione cronica dovuta a un’alterata risposta del sistema immunitario
- malattie infiammatorie intestinali: morbo di Crohn e colite ulcerosa sono condizioni caratterizzate da un’infiammazione persistente del tratto gastrointestinale, con fasi di riacutizzazione e fasi di remissione.

Tra le malattie infiammatorie croniche più comuni ci sono le patologie a carico delle articolazioni.
Infiammazione cronica: sintomi
A differenza dell’infiammazione acuta, che recede nel giro di alcuni giorni e ha sintomi ben definiti, quella cronica provoca manifestazioni più sfumate, talvolta non immediatamente riconducibili a un’unica causa.
Tra i segnali più comuni rientrano:
- dolore diffuso o ricorrente
- rigidità articolare o muscolare
- gonfiore localizzato
- affaticamento persistente
- riduzione della mobilità
- disturbi digestivi
- maggiore sensibilità al dolore
- peggioramento di condizioni infiammatorie già presenti.
Infiammazione cronica e freddo
Molte patologie infiammatorie croniche tendono a riacutizzarsi nei periodi freddi, con un aumento della rigidità, del dolore o di altri disturbi correlati. Il freddo, infatti, può influire sulla circolazione, sulla tensione muscolare e sulla sensibilità dei tessuti, rendendo più evidenti sintomi già presenti.
Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle malattie reumatiche. Molti pazienti accusano un peggioramento dei sintomi quando le temperature diminuiscono: il freddo può aumentare la rigidità e la sensazione dolorosa, soprattutto nelle forme che coinvolgono ginocchia, mani o piedi.
Anche alcune condizioni dermatologiche, come la psoriasi, possono peggiorare in inverno. La ridotta esposizione alla luce solare, l’aria più secca e le basse temperature possono infatti contribuire a un aumento della secchezza cutanea e alla comparsa o intensificazione delle caratteristiche placche, rendendo più complessa la gestione quotidiana della malattia.
Come togliere l’infiammazione cronica?
Il trattamento dell’infiammazione cronica va modulato in relazione alla causa scatenante. Tra le opzioni terapeutiche possono esserci:
- antinfiammatori per attenuare dolore e gonfiore
- farmaci specifici in caso di patologie come artrite, artrosi o malattie autoimmuni
- integratori come vitamina D o omega 3
- fisioterapia e terapie fisiche: massoterapia, ginnastica, stretching, laser, tecarterapia o altre metodiche strumentali possono aiutare a ridurre la rigidità, migliorare il microcircolo e sostenere la funzionalità articolare.
Possono contribuire al percorso terapeutico anche modifiche dello stile di vita capaci di contenere i fattori di rischio che predispongono all’infiammazione. Tra gli accorgimenti più efficaci troviamo:
- attività fisica regolare, adeguata alle condizioni di salute del paziente
- mantenimento di un peso corporeo adeguato
- alimentazione equilibrata
- limitazione di fumo e alcol
- miglioramento della qualità del sonno
- gestione dello stress.
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La fisioterapia è tra le metodiche che possono aiutare a combattere l’infiammazione cronica, riducendo la rigidità, migliorando la circolazione e sostenendo la funzionalità articolare.
Le domande più frequenti dei pazienti
Qual è la differenza tra infiammazione cronica e acuta?
L’infiammazione acuta è una risposta circoscritta e temporanea. La forma cronica è invece persistente, meno evidente e spesso associata a malattie che richiedono una gestione nel lungo periodo.
L’alimentazione può aiutare a ridurre l’infiammazione?
Sì, un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali integrali e fonti di omega 3 – e povera di zuccheri aggiunti, cibi ultraprocessati e grassi saturi – può supportare il controllo dell’infiammazione.
È utile fare attività fisica in caso di infiammazione cronica?
L’esercizio regolare aiuta a migliorare la funzionalità articolare, ridurre la rigidità e controllare il peso, con benefici sull’infiammazione. L’intensità va sempre adattata alla condizione clinica.
Lo stress può peggiorare l’infiammazione?
Sì, lo stress altera la risposta immunitaria e può incrementare la produzione di mediatori infiammatori. Tecniche di rilassamento e un adeguato ritmo sonno-veglia aiutano a contenerlo.


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