La salute del cuore nelle donne passa dalla presa in carico dei fattori di rischio cardiovascolare specifici del sesso femminile. Tra questi fattori vi sono in particolare squilibri ormonali, malattie ginecologiche, patologie in gravidanza, menopausa, stress e stili di vita poco salutari. La prevenzione implica controlli regolari, alimentazione equilibrata, attività fisica e una maggiore consapevolezza dei segnali d’allarme.
La salute del cuore nelle donne è un tema ancora spesso sottovalutato. Si tende a pensare che le malattie cardiovascolari siano un problema prevalentemente maschile, ma i dati raccontano una realtà diversa: in alcune fasce anagrafiche, in particolare dopo i 65 anni d’età, colpiscono le donne in misura superiore degli uomini. Non solo: costituiscono la prima causa di morte femminile in Europa.
A rendere la situazione complessa è il fatto che i sintomi femminili di disturbi cardiaci possono essere atipici o meno evidenti, e le diagnosi di conseguenza tardive. Per questo motivo, è decisivo conoscere i fattori di rischio specifici e adottare strategie di prevenzione mirate. Ecco tutto quel che c’è da sapere.
Quali sono i fattori di rischio cardiovascolare specifici per le donne?
Nelle donne, l’esposizione al rischio cardiovascolare combina fattori di rischio comuni a entrambi i sessi – alcuni dei quali particolarmente rilevanti nelle donne – e fattori di rischio tipicamente femminili.
Tra i fattori comuni a uomini e donne vi sono:
- fattori noti come ipertensione, diabete, dislipidemia, iperuricemia, alimentazione sregolata, consumo di alcol, abitudine al fumo, sedentarietà, sovrappeso
- comorbilità con malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, emicrania, disturbi del sonno, alimentari (più diffusi nella popolazione femminile) e psicologici come disturbi dell’umore e stress cronico (anch’essi più frequenti nelle donne)
- fattori culturali socioeconomici come situazioni di svantaggio economico, abusi e violenze: aspetti che pesano in modo determinante sulle donne, considerate le dinamiche di disparità di cui sono ancora vittime.
Tra gli elementi tipicamente femminili vi sono aspetti legati al profilo ormonale e alla storia ostetrico-ginecologica, come:
- patologie ginecologiche (endometriosi, fibromi, ovaio policistico, ecc.)
- uso di contraccettivi ormonali: soprattutto se associato a fumo o familiarità per malattie cardiache, può aumentare il rischio trombotico
- storia di infertilità e aborti
- gravidanza e complicanze gestazionali, come preeclampsia, ipertensione o diabete gestazionale, che possono lasciare un’impronta duratura sull’apparato cardiovascolare
- disturbi legati alla menopausa, tra cui il calo degli estrogeni che, riducendo la naturale protezione esercitata dagli ormoni sui vasi sanguigni, favorisce l’insorgenza di ipertensione e aterosclerosi.
Un ulteriore elemento critico è la scarsa consapevolezza del rischio cardiovascolare: come anticipato, complice la credenza che i disturbi cardiaci coinvolgano perlopiù gli uomini, molte donne sottovalutano i sintomi o li interpretano come disturbi passeggeri, ritardando la diagnosi e il trattamento.

Dopo i 65 anni le malattie cardiache colpiscono le donne in misura superiore degli uomini.
Quali sono i sintomi di problemi cardiaci nelle donne?
I sintomi di un problema cardiaco nelle donne sono spesso diversi da quelli osservati negli uomini. Per esempio, mentre nell’uomo l’attacco cardiaco si manifesta in genere con il classico dolore acuto al petto irradiato al braccio sinistro, nelle donne i segnali possono essere più sfumati e atipici:
- dolore o fastidio al petto, che può essere lieve, diffuso o localizzato in modo diverso (ad esempio nella schiena, nella mandibola o nel collo)
- fiato corto o difficoltà respiratoria anche a riposo o dopo uno sforzo minimo
- nausea, sudorazione fredda e senso di debolezza, spesso interpretati come disturbi gastrointestinali o ansia
- dolore alla schiena, alle spalle o alle braccia
- stanchezza persistente o insolita, che può durare giorni o settimane prima di un evento cardiaco acuto.
Le differenze con i sintomi tipicamente associati all’infarto portano molte donne a non riconoscere subito un problema di salute al cuore, ritardando la richiesta di aiuto. Per questo è fondamentale investire su campagne di divulgazione e prevenzione.
Salute del cuore nelle donne: come fare prevenzione
Prendersi cura del cuore significa adottare comportamenti e abitudini che lo proteggano nel tempo. La prevenzione è il modo più efficace per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e mantenere il benessere generale. Ecco alcune regole fondamentali:
- sottoporsi a controlli periodici: monitorare pressione, colesterolo, glicemia e peso corporeo per individuare precocemente eventuali alterazioni
- seguire un’alimentazione equilibrata: privilegiare frutta, verdura, cereali integrali, legumi e pesce, limitando grassi saturi, zuccheri e sale
- fare attività fisica regolare per mantenere il cuore in salute e controllare il peso
- adottare strategie di gestione dello stress: tecniche di rilassamento, meditazione o yoga aiutano a mantenere stabile la pressione e ridurre la tensione emotiva
- evitare il fumo e limitare il consumo di alcol: entrambi danneggiano i vasi sanguigni e accelerano i processi aterosclerotici.
Infine, è essenziale promuovere una maggiore consapevolezza del rischio cardiovascolare nelle donne: riconoscere i segnali precoci, parlarne con il proprio medico e non sottovalutare i disturbi, anche lievi, può fare la differenza nella prevenzione delle malattie cardiache. In ottica preventiva del rischio cardiovascolare nella donna gioca un ruolo centrale la medicina di genere, poiché permette di sviluppare percorsi diagnostici e terapeutici più mirati, capaci di tenere conto delle specificità biologiche e cliniche femminili.
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Mantenere uno stile di vita sano è il primo passo per prevenire le malattie cardiache.
Le domande più frequenti dei pazienti
Perché il rischio cardiovascolare è diverso tra uomini e donne?
Le differenze dipendono da fattori ormonali, biologici e sociali. Gli estrogeni proteggono il cuore fino alla menopausa, mentre nelle donne sintomi e decorso delle malattie cardiovascolari possono manifestarsi in modo atipico, rendendo la diagnosi più difficile.
Quali segnali devono far sospettare un problema cardiaco?
Oltre al classico dolore toracico, nelle donne possono comparire stanchezza insolita, fiato corto, nausea, sudorazione fredda o dolore diffuso a schiena e mandibola. Riconoscere questi sintomi e intervenire tempestivamente è fondamentale.
Come si può prevenire una malattia cardiovascolare?
Uno stile di vita sano è il primo passo: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, controllo di pressione, colesterolo e glicemia, gestione dello stress e astensione dal fumo. È importante anche sottoporsi a controlli periodici, soprattutto dopo i 40 anni.
Che ruolo ha la medicina di genere nella salute del cuore?
La medicina di genere studia come le differenze biologiche e ormonali tra uomini e donne influenzino l’insorgenza e l’evoluzione delle malattie. Applicarla alla cardiologia significa migliorare prevenzione, diagnosi e cure per garantire a ogni donna un percorso di salute più personalizzato ed efficace.


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