visita medica donna

Laparoscopia per i calcoli della colecisti: come si svolge e quali vantaggi offre


La laparoscopia è una tecnica di chirurgia mininvasiva che permette di trattare numerose patologie addominali, tra cui la calcolosi della colecisti. Garantisce minori cicatrici, un decorso post-operatorio più rapido e un dolore ridotto rispetto alla chirurgia tradizionale. L’intervento di colecistectomia in laparoscopia dura in media 30-45 minuti e consente spesso la dimissione entro 24 ore. È indicato soprattutto nei casi di calcolosi sintomatica, ma può essere preso in considerazione anche per pazienti asintomatici per prevenire complicanze. I rischi sono contenuti e simili a quelli della chirurgia addominale tradizionale. La ripresa delle attività quotidiane è solitamente molto rapida, nell’arco di pochi giorni.

La chirurgia mininvasiva si è diffusa grazie ai suoi numerosi vantaggi: oggi la laparoscopia è infatti una tecnica che permette di eseguire diversi interventi, anche complessi, con ottimi risultati. Ad esempio, è molto utilizzata per risolvere la calcolosi biliare o della colecisti con ridotti tempi di ospedalizzazione.

A parlarcene è il dottor Paolo Mercantini, docente dell’Università La Sapienza di Roma, specialista in chirurgia generale e chirurgia mininvasiva laparoscopica e robotica addominale presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea e la Casa di Cura Sanatrix di Roma.

Mai più rimandare la tua salute

Scopri la polizza Base – Visite e sconti

Laparoscopia: che cos’è e a cosa serve?

La laparoscopia è una tecnica di chirurgia mininvasiva “in cui non si eseguono tagli chirurgici, ma si accede alla cavità addominale attraverso delle piccole incisioni, lunghe al massimo un centimetro. La prima si fa in genere a livello ombelicale: da qui, si può gonfiare l’addome con anidride carbonica ed entrare con una telecamera, che riproduce le immagini endoaddominali su uno schermo. La possibilità di fare degli ingrandimenti consente paradossalmente di vedere meglio rispetto all’occhio nudo”.

Altre piccole incisioni, di alcuni millimetri, servono per introdurre dei trocar, “termine tecnico per indicare le strutture con cui si entra nella cavità addominale. Si tratta di operatori attraverso i quali si riesce a svolgere l’intero intervento chirurgico”.

“La laparoscopia è un approccio che permette di svolgere gran parte degli interventi addominali e delle procedure diagnostiche”. Oggi può essere applicata praticamente a tutta la chirurgia addominale. “È una tecnica che permette sia di perfezionare la diagnosi, sia di svolgere la terapia, e mi riferisco in particolare a tutta la chirurgia oncologica. Le neoplasie del colon e del retto, quelle gastriche ed epatiche, ma anche le patologie pelviche femminile e addominali sono spesso trattate in laparoscopia, che comporta minor dolore post-operatorio, degenza ridotta e precoce ripresa dell’attività sociale e lavorativa. Questa chirurgia è diventata quindi l’arma principale per affrontare anche interventi molto complessi”.

Laparoscopia per la calcolosi della colecisti: procedura e vantaggi

La colecisti o cistifellea è un organo di piccole dimensioni. Si trova nella cavità addominale sotto al fegato e ad esso è collegata dai dotti biliari, in cui passa la bile, una sostanza che aiuta la digestione e l’assorbimento dei grassi e supporta altre funzioni corporee, come la peristalsi dell’intestino. La cistifellea non è un organo fondamentale, nonostante la sua utilità (serve infatti ad accumulare la bile). Per questo motivo, può essere asportato senza grosse conseguenze. È ciò che accade, in genere, quando al suo interno si formano dei calcoli, che causano dolore e infiammazione.

Quando i calcoli alla colecisti sono da operare?

“La calcolosi della colecisti non va sottovalutata, perché può esporre a complicanze gravi, che vanno evitate. Il consiglio è quello di rivolgersi a strutture dove ci sia un team con competenze specifiche per la chirurgia laparoscopica, con apparecchiature e tecnologie dedicate a svolgere questa chirurgia in serenità”.

Perché si asporta tutta la colecisti?

La calcolosi della colecisti oggi è trattata con un intervento che avviene in laparoscopia e “consiste nell’asportazione della colecisti, una sorta di sacchetto all’interno del quale si formano i calcoli. Non ha senso rimuovere solo questi ultimi, perché la patologia è legata a un’alterazione della composizione biochimica della bile, che esporrebbe quindi a una riformazione”.

colecisti

Shidlovski/gettyimages.it

Rimozione dei calcoli o della colecisti in laparoscopia: vantaggi

I vantaggi legati all’applicazione di questa tecnica sono molteplici. “Il primo e più evidente vantaggio è estetico: non praticando incisioni chirurgiche, si evitano cicatrici sull’addome del paziente. Dal punto di vista strettamente medico, invece, parliamo di decorso post-operatorio: il dolore, legato in linea di massima all’estensione del taglio chirurgico, si riduce notevolmente”.

Di conseguenza, anche i tempi dell’ospedalizzazione sono molto più corti: il paziente viene dimesso piuttosto precocemente e può riprendere l’attività sociale e lavorativa.

Oltre a questi vantaggi, “c’è la quasi totale assenza di complicanze legate alla ferita. Spesso, purtroppo, soprattutto in chirurgia addominale e intestinale, possono esserci infezioni e complicanze anche tardive, come ernie sulle incisioni, che prendono il nome di laparoceli. Da quando la laparoscopia ha preso piede, praticamente non vediamo quasi più infezioni di ferita”.

Quanto dura un intervento alla colecisti in laparoscopia?

Un intervento di colecistectomia in laparoscopia dura in media tra i 30 e i 45 minuti. “Esistono casi più semplici e casi più complessi, ma in generale entro questo intervallo di tempo si termina la procedura”.

Quanti giorni di convalescenza dopo una laparoscopia alla colecisti?

“Le dimissioni possono avvenire il giorno dopo la chirurgia o addirittura il giorno stesso: bisogna precisare che a volte è lo stesso paziente a chiedere il ricovero per una notte, perché si sente più tranquillo”.
laparoscopia

JazzIRT/gettyimages.it

Laparoscopia per esami e diagnostica

La diagnostica realizzata per mezzo di una laparoscopia si basa sull’esame ecografico effettuato dall’interno, praticando delle mini incisioni, proprio come avviene nella chirurgia. “Il primo passaggio è la visita comprensiva di un esame obiettivo, che permette di individuare segni o sintomi che fanno sospettare una calcolosi alla colecisti. L’ecografia permette poi di individuare il numero di calcoli, la dimensione e la posizione all’interno della cistifellea”.

Esistono anche altri esami, detti di secondo livello, prescritti qualora non fosse ancora chiara la presenza della patologia. “Tra questi mi sento di nominare la colangiorisonanza, che permette di localizzare benissimo i calcoli della colecisti, ma anche di individuare eventuali complicanze che coinvolgono la via biliare principale. In questo modo, si raccolgono tutte le informazioni necessarie in vista di un intervento chirurgico”.

#IlMedicoRisponde: il professor Mercantini risponde alle domande dei lettori

Abbiamo selezionato alcune tra le numerose domande arrivate sulla pagina Facebook di UniSalute, rivolte al nostro intervistato.

Quando operarsi di calcoli alla colecisti?

Oggi l’indicazione della laparoscopia è nella calcolosi della colecisti sintomatica, ovvero quando il paziente avverte coliche addominali, un dolore acuto che dura almeno 30 minuti localizzato nell’alto addome di destra. Poiché l’intervento laparoscopico è ben tollerato, spesso si trattano anche i pazienti asintomatici, che scoprono i calcoli in seguito a esami eseguiti per altri motivi. Anche le dimensioni sono importanti, perché calcoli più grandi di 3 cm possono esporre il paziente a delle complicanze piuttosto gravi, quali pancreatiti acute o colecistiti acute severe, che rendono poi il trattamento piuttosto complicato. Il consiglio è quello di affrontare precocemente questo problema, una volta diagnosticato, senza ritardare.

La laparoscopia è dolorosa? A quale tipo di anestesia è sottoposto il paziente?

L’intervento in laparoscopia riduce sensibilmente il dolore post-operatorio: è del tutto controllabile con farmaci di uso comune. L’anestesia è necessariamente generale, ma l’esposizione è veramente breve perché la laparoscopia viene completata in massimo 45 minuti.

Laparoscopia su un paziente obeso e cardiopatico: è possibile?

Si tratta di un argomento molto discusso anche in campo scientifico e nella letteratura chirurgica. Sempre più frequentemente ci si trova a dover gestire calcolosi della colecisti in pazienti cardiopatici che assumono terapie collaterali, quali farmaci antiaggreganti e anticoagulanti. L’intervento va affrontato in elezione, subito dopo la diagnosi, per arrivare nelle migliori condizioni generali. È molto importante per questi pazienti, che già hanno problemi di cuore o altre patologie, non ridursi al momento in cui subentrano complicanze severe che li portano ad accedere al pronto soccorso.

La laparoscopia ha dei rischi?

I rischi sono più meno gli stessi in tutta la chirurgia addominale e sono legati alla possibilità di lesionare gli organi vicini alla colecisti. Il modo migliore per minimizzarli è programmare l’intervento in elezione e non in urgenza. I rischi si riducono inoltre laddove ci si rivolga a un centro ad alto volume, che esegue tante colecistectomie laparoscopiche e ci sia una équipe e un chirurgo abituati a questo tipo di procedure.

Quanti giorni di riposo dopo una laparoscopia?

La ripresa della vita sociale, compresa l’attività sportiva e quella lavorativa, sono piuttosto precoci. Dopo 2-3 giorni i pazienti riprendono una vita praticamente normale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti sul post

    Nessun commento