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Work life balance: in cosa consiste e perché non può mancare in una buona strategia d’impresa?

Trovare un equilibrio tra la vita privata e quella professionale non è semplicemente un fattore cruciale nella scelta di un posto di lavoro, ma un elemento che, anche dal punto di vista aziendale, garantisce opportunità di crescita e una maggiore produttività. Non è una novità che il benessere del dipendente sia un toccasana anche per l’azienda, come dimostrano i molti studi realizzati sia in Italia che all’estero sui benefici dell’introduzione di una politica di welfare aziendale. Vediamo, allora, in cosa consiste il work life balance, quali sono le priorità dei lavoratori o aspiranti professionisti italiani e cosa può fare un’azienda per venir loro incontro, traendone un beneficio collettivo.

Work life balance: una priorità per il 77% degli italiani

InfoJobs e Gympass, due aziende che operano nel mondo della ricerca del lavoro, delle risorse umane e della ricerca, hanno intervistato nel mese di ottobre 2018 4.100 professionisti in cerca di un impiego in Italia per capire quali fossero a loro avviso le priorità nella valutazione di una proposta rispetto ad un’altra. Il 77% ha risposto: work life balance, ovvero la possibilità di conciliare una vita professionale attiva ed appagante con una vita privata altrettanto ricca di valore. Il 15% cerca uno stipendio alto, mentre il restante 8% ricerca un impiego che consenta di seguire la propria famiglia, quindi con orari lavorativi ridotti e minori responsabilità.

Entrando nel merito di cosa significhi work life balance nel concreto, gli intervistati esprimono così le loro esigenze:

  • smart working, ovvero l’opportunità di lavorare da casa oppure con orari flessibili;
  • attività sportiva convenzionata o presenza di palestre direttamente sul posto di lavoro;
  • clima positivo e stimolante tra colleghi;
  • riconoscimento per il proprio apporto all’azienda e per i risultati conseguiti;
  • consapevolezza che l’attività professionale ha una ricaduta positiva sul territorio dove si trova.

Ciò a cui non si vuole rinunciare è tempo per la famiglia, per sé e per viaggiare.

famiglie tempo libero

fizkes/shutterstock,.com

Perché l’azienda investe sul work life balance?

Dal punto di vista aziendale, sono varie le ragioni che hanno portato già molte grosse aziende e moltissime start up a muoversi in questo senso, evolvendo il concetto di ufficio in smart working, per esempio, oppure investendo in programmi di welfare aziendale orientati al benessere e ai bisogni concreti dei dipendenti.

Un’indagine coordinata sempre da Gympass Italia, questa volta insieme a Xerox, ha dato voce ad imprenditori e datori di lavoro, che confermano come il principale motivo per cui, attualmente, scelgono di investire sul work life balance in azienda è migliorare la produttività dei dipendenti e per aumentarne il coinvolgimento. Un ruolo importante è anche quello della fidelizzazione, della promozione dei valori aziendali, della riduzione dei costi legati alla salute e di un rafforzamento del brand, che diviene di conseguenza anche più attraente sul mercato per talenti e professionisti in cerca di un impiego.

smart working aziende

VGstockstudio/shutterstock.com

Come migliorare il work life balance in azienda

Conquistare un equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata è sicuramente una questione personale che ciascuno può affrontare a suo modo, tuttavia ci sono alcuni accorgimenti che l’azienda può mettere in atto e sembrano particolarmente efficaci.

Secondo la multinazionale che si occupa di risorse umane Randstad, un primo passo è proprio parlare di work life balance con i propri dipendenti, condividendo con loro e coinvolgendoli in un processo partecipato di definizione delle priorità di intervento per implementare il benessere collettivo.

In generale – osserva ancora Randstad – è importante ricordare che per stare bene ed essere produttivi non si può prescindere da un sonno di qualità e dal riposo. Sono diverse le ricerche che hanno dimostrato come idee creative o strategie di problem solving particolarmente efficaci emergono durante le pause, ecco perché incoraggiarle può essere una strategia aziendale vincente.

Inoltre chi gestisce un’attività non dovrebbe dimenticare che ricopre anche una figura d’esempio, tanto nell’impegno e nel coinvolgimento rispetto alla mission aziendale quanto nello stile di vita. Dimostrare in prima persona di avere interessi e hobby al di fuori del lavoro, praticare un’attività sportiva, ritagliarsi del tempo per la famiglia o i viaggi, incoraggiando i dipendenti a fare lo stesso è un’attività che già di per sé migliora il benessere aziendale.

Infine, quando si parla di work life balance non si può mettere in secondo piano la salute, una delle principali preoccupazioni degli italiani, sia quanto sono toccati in prima persona che quando a trovarsi in difficoltà è un familiare. Sapere di avere il supporto dell’azienda, sia economico che in termini di flessibilità, rappresenta un fattore importante di fidelizzazione e di fiducia. Introdurre in azienda programmi di prevenzione e tutela della salute, assicurativi e non, non è complicato: SiSalute, divisione di UniSalute servizi, per esempio, consente di avviare politiche di welfare aziendale sul posto di lavoro, focalizzate in ambito sanitario. Tra le proposte, Card per esami e visite a prezzi vantaggiosi presso strutture convenzionate e la possibilità di predisporre una piattaforma aziendale per gestire in maniera innovativa i flexible benefit aziendali, il tutto con la garanzia del supporto della rete sanitaria di UniSalute che si allarga su tutto il territorio italiano. Quali sono i servizi della vostra azienda che contribuiscono maggiormente a conciliare vita lavorativa e privata?

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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