Infermiera che preleva il sangue al paziente maturo presso la sua abitazione; egli ha i trigliceridi bassi e il colesterolo alto

Trigliceridi bassi: cause, sintomi e quando preoccuparsi


I trigliceridi bassi sono definiti tali quando scendono sotto i 50 mg/dL. Possono avere diverse cause, tra cui un’alimentazione povera di grassi, difficoltà di assorbimento dei nutrienti a livello intestinale, disturbi della tiroide come l’ipertiroidismo, malattie croniche, sovrallenamento sportivo o l’assunzione di alcuni farmaci. Nella maggior parte dei casi non causano sintomi e vengono scoperti casualmente. Tuttavia, se associati a disturbi persistenti (perdita di peso inspiegabile, stanchezza, diarrea cronica, dolore addominale, disturbi neurologici), meritano un approfondimento medico. Alimentazione equilibrata, stile di vita sano e controlli periodici rappresentano gli strumenti principali per mantenere un corretto equilibrio dei trigliceridi nel tempo.

Quando si parla di trigliceridi, l’attenzione si concentra quasi sempre sui valori alti, associati a un più alto rischio cardiovascolare. Eppure esiste anche il problema opposto, meno conosciuto ma comunque degno di attenzione: i trigliceridi bassi.

I trigliceridi rappresentano la principale riserva energetica dell’organismo. Funzionano come un sistema di accumulo e rilascio: immagazzinano l’energia in eccesso e la liberano quando il corpo ne ha bisogno. Un meccanismo essenziale per l’equilibrio metabolico. Ma cosa succede quando questi valori scendono troppo?

In questo articolo approfondiamo proprio questa condizione, esplorando le cause dei trigliceridi bassi, i sintomi e quando è il caso di preoccuparsi.

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Quando i trigliceridi sono bassi?

I trigliceridi sono lipidi, ovvero grassi, composti da una molecola di glicerolo legata a tre acidi grassi (da cui il nome “trigliceridi”). Il loro ruolo è fondamentale nel metabolismo energetico: quando con l’alimentazione si introducono più calorie di quelle che si consumano, il corpo converte questo surplus energetico in trigliceridi e li deposita nelle cellule adipose. Queste riserve vengono poi rilasciate nel momento in cui l’organismo necessita di energia.

Mantenere livelli di trigliceridi nella norma è quindi essenziale per il corretto funzionamento del metabolismo. Quantità eccessive possono favorire infatti l’accumulo di grasso nel sangue e contribuire allo sviluppo di disturbi cardiovascolari, mentre valori troppo bassi possono essere il segnale di un equilibrio energetico alterato o di condizioni che impediscono all’organismo di gestire correttamente i nutrienti.

Ma quando i trigliceridi sono considerati bassi? Si parla di trigliceridi bassi (ipotrigliceridemia) quando la loro concentrazione nel sangue è inferiore a 50 mg/dL.

Cause dei trigliceridi bassi

Diverse cause possono contribuire a livelli bassi di trigliceridi:

  • dieta carente di grassi o malnutrizione, a volte osservata in persone con disturbi alimentari come l’anoressia nervosa
  • malassorbimento: condizioni come la celiachia, la malattia di Crohn e la fibrosi cistica possono interferire con l’assorbimento dei nutrienti, inclusi i grassi, portando a ipotrigliceridemia
  • ipertiroidismo: una tiroide iperattiva può accelerare il metabolismo e la combustione dei trigliceridi
  • malattie croniche: malattie epatiche e renali possono influenzare la produzione e l’elaborazione dei trigliceridi
  • farmaci: alcuni farmaci, inclusi fibrati, acidi grassi omega 3 ad alte dosi e alcuni farmaci per abbassare il colesterolo, possono ridurre i livelli di trigliceridi
  • sindrome da malassorbimento: condizioni come la sindrome dell’intestino corto possono limitare l’assorbimento dei grassi
  • abetalipoproteinemia, una rara malattia genetica che impedisce la produzione di lipoproteine, cruciali per il trasporto dei trigliceridi
  • sovrallenamento: bassi livelli di trigliceridi sono rilevati talvolta negli atleti che seguono programmi di allenamento ad alta intensità.

Sintomi di trigliceridi bassi: quando preoccuparsi?

A differenza dei trigliceridi alti, che rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare, i valori bassi non sono un pericolo per la salute di cuore e arterie. In una persona sana che non lamenta disturbi particolari, non devono destare preoccupazione. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’ipotrigliceridemia non provoca sintomi e viene scoperta casualmente durante esami del sangue di routine.

In alcuni casi, tuttavia, come si è visto, valori bassi possono essere la manifestazione di condizioni sottostanti e associarsi a segnali clinici specifici. Quando questo accade, è importante non sottovalutarli e rivolgersi al medico per un approfondimento. Tra i sintomi che richiedono una valutazione troviamo:

Uomo in cucina al mattino con una tazza in mano che avverte dolore addominale, uno dei sintomi di bassi livelli di trigliceridi nel sangue

I trigliceridi bassi possono manifestarsi con sintomi quali dolore addominale e gonfiore, che richiedono un approfondimento clinico per individuare la causa sottostante.

Diagnosi e trattamento dei trigliceridi bassi

La diagnosi di ipotrigliceridemia avviene attraverso un semplice esame del sangue, il profilo lipidico o lipidogramma, che deve essere eseguito a digiuno. Questo test misura non solo i trigliceridi, ma anche il colesterolo totale, il colesterolo HDL e LDL, fornendo un quadro completo del metabolismo dei grassi.

Se viene confermata l’ipotrigliceridemia, il medico indagherà le cause sottostanti, considerando la storia medica, i sintomi e altri fattori di rischio. Il trattamento dipenderà dalla causa. Se la causa è di natura nutrizionale, come nel caso di diete eccessivamente restrittive o disturbi alimentari, l’intervento principale sarà adottare un regime alimentare equilibrato che includa un adeguato apporto di grassi sani e garantisca un sufficiente introito calorico complessivo. Quando invece l’ipotrigliceridemia è secondaria a una condizione medica sottostante, la terapia si concentrerà sulla gestione di quella patologia.

Cosa fare per mantenere livelli sani di trigliceridi?

Mantenere i trigliceridi entro valori adeguati è parte integrante della tutela della salute metabolica e cardiovascolare e passa, innanzitutto, da abitudini quotidiane consapevoli.

Ecco alcune buone pratiche da osservare:

  • seguire una dieta equilibrata consumando frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani e limitando zuccheri aggiunti, grassi saturi e trans
  • mantenere un peso sano
  • fare attività fisica regolare: almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa a settimana
  • limitare l’alcol, associato a un aumento dei trigliceridi
  • smettere di fumare: il fumo può influenzare negativamente i livelli di trigliceridi
  • gestire le condizioni mediche come diabete e ipotiroidismo, che possono avere una ricaduta sui livelli di trigliceridi.

Uno strumento fondamentale di prevenzione restano poi i controlli medici periodici, che permettono il monitoraggio dei valori nel tempo e l’individuazione precoce di eventuali squilibri. In questo quadro, un valido supporto può arrivare dalle soluzioni UniSalute Per Te, pensate per facilitare l’accesso a esami e visite specialistiche attraverso servizi a tariffe agevolate presso una rete di centri convenzionati.

 

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Uomo in cucina divertito che prepara delle verdure, tra cui peperoni, melanzane e insalata, per la prevenzione dei trigliceridi bassi attraverso una corretta alimentazione

Un’alimentazione equilibrata e ricca di verdure è fondamentale per gestire i trigliceridi bassi, migliorando il metabolismo e la salute cardiovascolare nel lungo termine.

Le domande più frequenti dei pazienti

Quando i trigliceridi sono considerati bassi?

Si parla di trigliceridi bassi, o ipotrigliceridemia, quando la loro concentrazione nel sangue è inferiore a 50 mg/dL.

I trigliceridi bassi sono pericolosi per il cuore?

No, a differenza dei trigliceridi alti, i valori bassi non rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare.

Quali sono le cause più comuni dei trigliceridi bassi?

Le cause possono includere un’alimentazione povera di grassi, condizioni di malassorbimento intestinale, ipertiroidismo, alcune malattie croniche, sovrallenamento sportivo o l’assunzione di specifici farmaci. In casi più rari, trigliceridi bassi possono dipendere da patologie genetiche.

Quali sintomi possono essere associati ai trigliceridi bassi?

Nella maggior parte dei casi non compaiono sintomi. Quando presenti, possono includere stanchezza persistente, perdita di peso inspiegabile, disturbi gastrointestinali o manifestazioni neurologiche.

Glossario informativo

Trigliceridi: tipo di grasso presente nel sangue che rappresenta la principale forma di deposito energetico del corpo.
Ipotrigliceridemia: condizione caratterizzata da livelli di trigliceridi nel sangue inferiori a 50 mg/dL.
Malassorbimento: incapacità dell’intestino di assorbire correttamente i nutrienti dal cibo.
Ipertiroidismo: condizione in cui la tiroide produce un eccesso di ormoni tiroidei.
Fibrati: classe di farmaci utilizzati per abbassare i livelli di trigliceridi nel sangue.
Sindrome dell’intestino corto: condizione in cui parte dell’intestino tenue è stata rimossa chirurgicamente o non funziona correttamente.
Abetalipoproteinemia: rara malattia genetica che impedisce la produzione di lipoproteine necessarie per il trasporto dei trigliceridi.
Lipidi: classe di molecole organiche che include grassi, oli e alcune vitamine.

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