Animale domestico: caneBenessereMamma e bambinoOsservatorio UnisaluteRagazza si allaccia le scarpe da corsaCoppia Terza EtàWelfare Aziendale Unisalute
Scintigrafia cardiaca

Come funziona la scintigrafia cardiaca e a chi è consigliata?

La scintigrafia cardiaca – detta anche tomoscintigrafia miocardica di perfusione (SPET) o scintigrafia miocardica da perfusione – è un esame diagnostico che consente di ottenere informazioni sul funzionamento del cuore. Viene effettuata quando si sospettano alcune malattie cardiovascolari, per valutare quindi la presenza o l’estensione di un danno al cuore, e il suo impatto sull’organo.

Oggi approfondiamo insieme le caratteristiche di questo procedura, per comprendere al meglio come funziona e a chi è consigliata.

A cosa serve e quando si effettua la scintigrafia del miocardio

La scintigrafia al cuore analizza il flusso sanguigno all’interno del muscolo cardiaco tramite l’iniezione di un radiofarmaco, medicinale lievemente radioattivo, a cui segue l’acquisizione delle immagini dello scorrimento del flusso grazie a un apposito macchinario.

Visita al cuore

SARINYAPINNGAM/gettyimages.it

La scintigrafia viene prescritta:

  • quando c’è il sospetto di malattia coronarica, o coronaropatia, ovvero qualsivoglia alterazione che colpisce le arterie coronarie, come l’aterosclerosi e l’angina. In caso di coronaropatia i vasi sanguigni si restringono, e il flusso sanguigno al loro interno non scorre adeguatamente: la scintigrafia potrà quindi individuare le zone in cui il cuore non è sufficientemente irrorato, e aiutare nella prevenzione di ischemie e infarti;
  • per valutare lo stato delle coronarie in pazienti già affetti da cardiopatia ischemica, ovvero la condizione in cui la malattia coronarica è già conclamata;
  • per controllare lo stato del cuore a seguito di un infarto;
  • per effettuare una valutazione preoperatoria in pazienti che devono essere sottoposti a intervento chirurgico al cuore.

Scintigrafia cardiaca: come si svolge e quanto dura

Gli specialisti coinvolti nella scintigrafia del cuore sono il cardiologo, specialista delle patologie cardiovascolari, e il medico nucleare, che tratta la branca della medicina che fa uso di radiofarmaci.

Si tratta di un esame non invasivo poiché si svolge tramite iniezione di un apposito liquido radioattivo – detto tracciante radioattivo – per via endovenosa: il liquido circola nel sangue, fino a raggiungere il cuore.

Grazie alla presenza del radiofarmaco, lo stato del miocardio potrà essere visualizzato tramite la gamma-camera a scintillazione, un macchinario che rileva la distribuzione della sostanza radioattiva iniettata e permette così di osservare – tramite la restituzione di immagini – come circola il sangue nel cuore, mostrando quindi se ci sono zone dove l’irrorazione è assente o insufficiente. La gamma-camera è composta da un lettino, sul quale il paziente si sdraia, al di sopra del quale è collocata una copertura circolare, che scorre per effettuare il rilevamento.

Gamma camera scintigrafia

baranozdemir/gettyimages.it

La scintigrafia cardiaca può essere svolta a riposo oppure sotto sforzo: sarà il cardiologo a decidere, in base alla problematica cardiaca da indagare, se sono necessarie entrambe le prove o soltanto una delle due.

Scintigrafia cardiaca a riposo e sotto sforzo: quali sono le differenze?

Se si svolge l’esame sotto sforzo, le possibilità sono due:

  • effettuare la prova da sforzo, attività fisica svolta in ambulatorio sotto controllo del medico, correndo per esempio su un tapis roulant o una cyclette.
  • Effettuare la prova con stimolo farmacologico, ovvero iniettare dei farmaci che dilatano le coronarie, simulando quindi la reazione di queste arterie dopo uno sforzo fisico. Questa seconda opzione viene privilegiata quando il paziente è anziano o impossibilitato a muoversi e non può quindi svolgere un reale sforzo fisico.

A seguito di una di queste due opzioni, si potrà procedere con l’iniezione del farmaco.

Esame cuore sotto sforzo

SerafinoMozzo/gettyimages.it

Se invece si svolge l’esame a riposo, si inietta il radiofarmaco al paziente nelle condizioni standard, senza sollecitazioni.

Sarà il cardiologo, a seconda del quadro clinico e delle condizioni generali del paziente, a decidere quale delle opzioni è la più indicata: se si opta per entrambe le prove, si svolgerà prima quella sotto sforzo e poi quella a riposo.

La procedura della scintigrafia

Vediamo ora come funziona la scintigrafia cardiaca, seguendo ogni sua fase:

  • innanzitutto, il paziente dovrà essere a digiuno dal giorno precedente, bevendo solo acqua;
  • dopo aver effettuato la prova da sforzo o dopo aver svolto l’esame a riposo (o entrambi), si inietta il radiofarmaco;
  • in seguito, il paziente sosta per un’ora in un’apposita sala mentre il radiofarmaco entra in circolo. L’attesa è necessaria perché il farmaco emette lievi radiazioni, ed è quindi opportuno non entrare in contatto con altre persone nell’immediato;
  • in questo lasso di tempo il paziente dovrà poi consumare un pasto grasso (es. succo di frutta e formaggio, oppure un dolce) per agevolare lo svuotamento della cistifellea. Questa procedura è necessaria perché la cistifellea tende a captare il radiofarmaco, e potrebbe alterare il risultato finale;
  • si procede poi con l’acquisizione delle immagini tramite gamma camera: il paziente rimuove tutti gli oggetti metallici (collane, spille, orecchini, etc..), si sdraia sul lettino dell’apparecchiatura cercando di rimanere il più fermo possibile. A questo punto vengono rilevate le immagini; se si è deciso di procedere con entrambe le prove – sia sotto sforzo che a riposo – si svolge la seconda parte dell’esame, ripetendo la stessa procedura. Tra la prima e la seconda prova trascorrono circa 3 ore;
  • una volta terminato l’esame, si possono riprendere le consuete attività, avendo cura di evitare luoghi affollati, di stare vicino a donne in gravidanza o a bambini sotto i 12 anni, in attesa di smaltire la presenza di tracciante radioattivo.

Quanto dura la scintigrafia cardiaca

Solitamente, l’esame scintigrafico dura circa 4 ore, che possono diventare 6-8 se si devono effettuare entrambe le prove: si può svolgere in una sola giornata, generalmente se si effettua una sola prova, o può anche essere suddivisa in due giornate, spesso consecutive.

La procedura elencata può variare a seconda dell’ospedale o della clinica specializzata in cui si svolge l’esame diagnostico: per avere informazioni dettagliate su modalità e tempistiche, si consiglia di rivolgersi al proprio specialista di fiducia che potrà fornire informazioni o mettere in contatto il paziente con la struttura medica di riferimento.

Scintigrafia cardiaca e radiazioni

Come abbiamo accennato, la scintigrafia è un esame che comporta il contatto con radiazioni, ed è quindi naturale chiedersi se esistano dei rischi correlati a queste esposizioni.

Scintigrafia miocardica

flik47/gettyimages.it

Le radiazioni immesse nei radiofarmaci sono molto contenute, inoltre, la ricerca sta evolvendo affinché la carica radioattiva dei farmaci sia sempre minore e, al momento, in letteratura medica non ci sono fonti che evidenziano rischi correlati alle radiazioni scintigrafiche.

Misure come sostare in un’apposita sala dopo l’iniezione del radiofarmaco e non entrare in contatto con donne in gravidanza e bambini sotto i 12 anni, dopo aver effettuato l’esame, sono precauzioni di routine, che vengono prese per tutelare al massimo i soggetti più a rischio.

In caso di gravidanza o allattamento la scintigrafia è comunque controindicata: in generale, si consiglia di fare sempre riferimento al proprio medico di fiducia, che saprà dare le indicazioni più opportune tenendo conto del quadro di salute complessivo del paziente.

La scintigrafia cardiaca è un esame fondamentale per intervenire tempestivamente in caso di disturbi cardiaci, e per monitorare la salute del cuore a seguito di problematiche e interventi. In caso di disturbi conclamati o sospetti è molto importante potersi rivolgere a un cardiologo specialista, che saprà indicare il check up migliore per valutare lo stato del paziente. Proprio per questo, può essere interessante sapere che esistono polizze assicurative come Protezione Famiglia di UniSalute, grazie alla quale si può usufruire di una visita cardiologica gratuita annuale e di esami diagnostici per la prevenzione cardiovascolare presso le strutture convenzionate.

Avete mai valutato questa possibilità?

 

Fonti:

humanitas-care.it
fondazionehumanitasricerca.it
gavazzeni.it
fondazioneveronesi.it
fisicamedica.it

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

COMMENTA