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Obesità bambini cause psicologiche

Bambini in sovrappeso: possibili cause psicologiche e come contrastarle

Il 21,3% dei bambini italiani è in sovrappeso, mentre il 9,3% è obeso: questi sono i dati più recenti, presentati nel maggio 2017, dall’osservatorio Okkio alla Salute, iniziativa del Ministero della Salute che prevede la sorveglianza e la raccolta di informazioni sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria, sul loro stato ponderale e sui progetti scolastici che favoriscono una nutrizione sana e uno stile di vita attivo.

I dati raccolti evidenziano un trend positivo: sovrappeso e obesità infantile stanno lentamente, ma costantemente diminuendo, merito di una rinnovata e costante attenzione sul tema. Anche la dimensione psicologica gioca un ruolo poco indagato, ma cruciale e per questa ragione abbiamo intervistato le dottoresse Chiara Casalini e Giulia Salardini dei Centri Medici UniSalute.

Esistono delle cause psicologiche del sovrappeso?

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Il sovrappeso rappresenta un problema associato a uno stile di vita sedentario e a una dieta poco sana, ma esistono anche conseguenze e concause di tipo psicologico. I paradigmi attuali in tema di prevenzione dell’obesità infantile sembrano indicare come sia opportuno e cruciale considerare anche le variabili emotive e relazionali implicate nella regolamentazione dei comportamenti alimentari e del peso. “Ciò che sembra importante sottolineare – spiegano le dottoresse – è che il sovrappeso e l’obesità affondano le loro radici all’interno una difficoltà dei bambini a riconoscere e gestire le proprie emozioni che talvolta placano attraverso il cibo.”

Proprio la famiglia è il primo nucleo dove un’attenzione particolare alla dimensione psicologica può fare la differenza, come abbiamo visto parlando anche di quanto sia importante mangiare con i bambini proprio per innescare alcuni meccanismi positivi, utili sia dal punto di vista della salute che dal punto di vista sociale. In altre parole le dottoresse spiegano come possono essere particolarmente dannosi quei modelli familiari in cui gli impegni quotidiani fanno sì che le reazioni emotive dei figli vengano “spente” attraverso il cibo. Mangiare, e far mangiare i bambini, diventa una specie di “coperta sul fuoco”, uno stratagemma per rispondere in maniera immediata a dei bisogni che andrebbero affrontati in maniera più efficace.

“Capita che i genitori stessi – precisano le intervistate – siano in difficoltà nel riconoscere e gestire le proprie emozioni.” Il rischio è che questa tendenza si evolva causando conseguenze come, per esempio, il sovrappeso nei bambini: “nel lungo termine, infatti, questi bambini non riescono ad apprendere modalità diverse e più funzionali di regolazione emozionale e tendono a ricercare il cibo per placare le loro emozioni.”

Come prevenire il sovrappeso dal punto di vista psicologico

obesità infantile

Proprio perché la questione è molto delicata e non semplice da individuare, è fondamentale prestare attenzione ad una serie di commenti e atteggiamenti che potrebbero essere dannosi. In particolare, dovremmo osservare l’attitudine “sociale” dei figli: “In bambini tendenti al sovrappeso dovrebbero metterci in guardia tutte le difficoltà ad intrattenere relazioni con i pari che può portare il bambino a trascorrere il suo tempo libero da solo, magari davanti alla televisione o al PC.”

Attenzione anche ai bambini “troppo bravi”, sottolineano le psicologhe e psicoteapeute, definendo così quei bambini che sono spesso silenziosi, che sembrano adattarsi ai cambiamenti senza particolare disagio e soprattutto senza richiedere l’aiuto degli adulti di riferimento. “I bambini, come gli adulti, si trovano infatti a dover affrontare quotidianamente situazioni stressanti: piccoli o grandi cambiamenti, il confronto con i coetanei, le prove scolastiche o sportive, i cambiamenti del corpo. Tutto ciò determina reazioni emotive fisiologiche utili a fronteggiare gli eventi.”

Se i genitori e, più in generale, tutti gli adulti intorno ai bambini non riescono ad individuare e dare valore all’emozione che essi provano, il risultato è che impareranno a evitarle con qualsiasi mezzo abbiano a disposizione. “In questo senso uno di quelli che ricorrono più spesso, proprio perché più naturale, è il cibo.”

Sostenere i figli, i consigli delle psicologhe

Come abbiamo visto riflettendo su come aumentare l’autostima nei bambini, l’ascolto e un dialogo attivo e costruttivo tra genitori e figli è un elemento imprescindibile per consentire a tutti di esprimere in maniera “sana” le proprie emozioni, riducendo quindi il rischio di proiettarle e sublimarle altrove o attraverso il cibo.

In secondo luogo, “è importante – spiegano le dottoresse Casalini e Salardini – offrire un modello sano pranzando insieme, mangiando porzioni adeguate di frutta e verdura ed esplorando la grande varietà di alimenti.” Ma non soltanto: i genitori non dovrebbero dare ai figli solo i cibi che preferiscono per evitare possibili discussioni, ma permettere ai ragazzi di comprendere quando sono affamati e quando sono sazi.

Dal punto di vista psicologico le protagoniste sono ancora le emozioni, che andrebbero incoraggiate ed espresse senza averne paura. “Per questo non è consigliabile impiegare il cibo come conforto nel momento in cui il bambino mostra un’emozione che lo fa soffrire, bensì in questi casi è più utile ascoltarlo, facendoci raccontare cosa sia successo prima di questa attivazione per aiutarlo a contestualizzare, e a darle un nome.” Capire, dunque, da dove arrivi un’emozione e definirla è già di per sé rassicurante.

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Come modulare l’atteggiamento secondo l’età

Mano a mano che crescono i bambini raggiungono poi fasi di maturazione, consapevolezza ed emozioni molto differenti e, per questo motivo, i genitori possono adottare degli atteggiamenti leggermente differenti per rispondere a questi cambiamenti in maniera efficace.

Con i bambini più piccoli, per esempio, è certamente utile coinvolgerli nell’acquisto o nella preparazione dei cibo, in modo che apprendano un corretto stile alimentare attraverso l’esperienza del gioco. Per i più grandi, invece, le psicologhe consigliano di cercare insieme informazioni scientificamente attendibili a sostegno di una dieta sana e di una pratica sportiva regolare.

“L’arma più potente che hanno i genitori è l’esempio – sottolineano le intervistate – e questo è valido per tutte le età e si applica sia nella scelta di un’alimentazione sana, sia nella conduzione di uno stile di vita caratterizzato da un’attività fisica regolare, sia per ciò che concerne la regolazione emotiva.” Come spiegano molto chiaramente le psicologhe, vedere un genitore che prova un’emozione e che riesce a gestirla, risollevandosi dopo il tempo necessario, è un’esperienza fondamentale per i bambini. Questo dà loro l’occasione preziosa di costruire dentro di sé l’idea che provare emozioni può essere doloroso, ma è normale ed è possibile non esserne sopraffatti.

Stile di vita, alimentazione sana, sport e un adeguato supporto psicologico sono, dunque, gli elementi chiavi affinché i bambini crescano in salute. Talvolta può essere utile in questo tutt’altro che semplice impegno un sostegno esterno da parte di esperti e specialisti: la nuova polizza assicurativa di UniSalute, Protezione Famiglia Ragazzi, pensa proprio a questo. Offre, infatti, un programma personalizzato curato dai medici convenzionati che include un percorso per migliorare l’alimentazione e l’attività motoria in ottica preventiva. Pensate che potrebbe essere utile?

 

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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