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mangiare con i genitori

Bambini e sane abitudini: perché mangiare con i genitori rende più sani e socievoli?

Scuola o asilo, nonni, piscina e chi ne ha, più ne metta: la vita di bambini, sin dai primissimi anni di vita, è ogni giorno più frenetica. E lo sanno bene i genitori che, da un lato, sono ben felici di offrire molte opportunità e stimoli ai propri figli, ma, dall’altro, mangiare con i genitori passa decisamente in secondo piano. Come se non bastasse, in molti sono convinti che l’educazione alimentare dei propri figli si ottenga principalmente abituando i piccoli di casa a mangiare sempre alla stessa ora. Tuttavia alcuni recenti studi ci suggeriscono una soluzione diversa: il segreto, infatti, è far sì che i bambini si trovino il più spesso possibile a mangiare con i genitori.

Come mai condividere i pasti è così importante? Trascorrere il tempo insieme di fronte alla colazione, al pranzo o alla cena, infatti, ci consente di trasmettere gesti corretti e abitudini sane.

Più socievoli e più sani: i bambini abituati a mangiare con i genitori

famiglia colazione

Un recente studio dell’Università di Montreal pubblicato sul Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics evidenzia come i bambini che condividono più spesso i pasti, dalla colazione alla cena, con mamma e papà sono più sani dei coetanei, ma non soltanto. Infatti dalla ricerca emerge anche il fatto che questi bimbi e ragazzini hanno meno problemi comportamentali dei coetanei.

Un gesto semplice, dunque, come del tempo trascorso a tavola insieme, ha benefici concreti sia a livello fisico che psicologico: i partecipanti alla ricerca, infatti, a 10 anni risultano più in forma, meno dipendenti dalle bibite gassate, più socievoli, meno aggressivi ed impulsivi. La domanda nasce spontanea: in che modo un pranzo condiviso può avere questi effetti sull’educazione dei figli?

Perché mangiare insieme fa bene?

Dai genitori alla società: imparare come comportarsi

Il primo elemento che ci spiega perché questa abitudine fa così bene viene illustrato sempre dai ricercatori di Montreal. Infatti, la presenza stessa di almeno un genitore durante i pasti facilita il dialogo su questioni quotidiane, ma anche di attualità, e stimola i bambini a raccontare dei problemi che possono avere a scuola e con i coetanei. Il confronto mentre ci si trova a mangiare con i genitori è prezioso perché possono offrire dei buoni consigli oppure delle soluzioni per reagire autonomamente alle situazioni di difficoltà. I ricercatori fanno riferimento ad un “insegnamento indiretto delle interazioni prosociali”, che avvengono però in un ambiente protetto dove il bambino è libero di esprimersi e ad individuare strategie positive di comunicazione che poi potrà usare anche con attori esterni.

Mangiare insieme e conquistare la propria autonomia

famiglia dieta sana

Gli psicologi, inoltre, raccomandano di consumare i pasti insieme perché questa attività, se condivisa appunto, aiuta i bambini a sviluppare in maniera autonoma alcune azioni quotidiane rilevanti. Fare la colazione, il pranzo, la merenda, la cena insieme consente al bambino di mettere in atto, più volte anche in un solo giorno, tutte le attività basiche dell’alimentarsi come, per esempio, utilizzare da solo un cucchiaio o pulirsi la bocca con un tovagliolo.

Abituarsi a mangiare insieme fa sì che l’apprendimento possa essere graduale e procedere per tentativi, attraverso l’osservazione di quanto accade intorno. Giorno dopo giorno, il bambino impara a conquistare la propria autonomia a tavola in un ambiente protetto, dove sa che trova la mamma o il papà, a cui gli psicologi consigliano di non lesinare consigli pratici e spiegazioni rassicuranti.

Una questione di salute

bambini sani

Come anticipato, mangiare insieme ai genitori ha molteplici effetti positivi sull’educazione dei bambini. Il fatto, per esempio, che i bambini che mangiano più spesso con i genitori siano più sani dei coetanei è un trend confermato anche da un’indagine condotta da Altroconsumo su 20.000 famiglie italiane. Le attività di sensibilizzazione, infatti, sembrano aver avuto i primi effetti positivi: il 79% delle persone intervistate, per esempio, assicura di avere in casa cibi salutari, mentre il 67% vieta ai bambini di portare il cibo in camera, il 79% di mangiare davanti alla tv e il 35% sceglie di coinvolgere i figli nella preparazione dei cibi.

Proprio questo elemento, unito ad una consapevolezza nella scelta e nell’abbinamento degli ingredienti da portare in tavola, sembra celare il segreto per assicurare i bambini una crescita in salute e rappresenta una valida strategia per contrastare l’obesità infantile, problema che tocca da vicino un numero sempre maggiore di famiglie. Cucinare e mangiare insieme, mescolando gioco e lezioni, permette ai genitori di trasmettere ai piccoli di casa tante piccole nozioni utili che difficilmente dimenticheranno.

Imparare giocando è anche il principio che ha portato UniSalute a collaborare con Disney per la creazione di “UniSalute Junior”, un’app gratuita che, attraverso quiz, domande e la compagnia di Topolino, Paperino, Pippo e gli altri personaggi dei cartoni, permette ai bambini di imparare come alimentarsi in maniera sana e muoversi in salute.

Un’alternativa, per chi desiderasse farsi supportare anche da un equipe di professionisti, è scegliere Protezione Famiglia Ragazzi, la polizza assicurativa sanitaria di UniSalute pensata per i più piccoli. Include servizi di consulenza come “Il pediatra risponde”, ma anche un programma di miglioramento dello stile di vita che include l’attività motoria e l’alimentazione; il tutto per garantire ai proprio figli un futuro in salute, meglio ancora se giocando anche con l’app. L’avete già provata?

 

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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