La muta è il processo fisiologico con cui il cane rinnova il manto in primavera e in autunno. Riguarda solo le razze dotate di sottopelo, mentre quelle che ne sono sprovviste ne sono escluse. Dura dalle 3 alle 7 settimane e varia in base alla razza e all’esposizione alla luce solare. In questa fase possono comparire nodi, prurito, irritazioni cutanee e talvolta forfora, segnale di una cute sofferente. Per sostenere l’animale è utile spazzolarlo con frequenza diversa a seconda del tipo di pelo, integrare l’alimentazione con omega 3 e 6, aminoacidi e proteine, e valutare con il veterinario le pastiglie al malto per agevolare l’espulsione del pelo ingerito durante il grooming. Una caduta eccessiva con zone di cute scoperte può invece indicare infezioni fungine o batteriche, allergie, sindrome di Cushing o leishmaniosi e richiede sempre il parere del veterinario.
Due volte l’anno, in primavera e in autunno, il cane compie la muta, il processo di perdita del pelo che permette al manto di rinnovarsi in vista della stagione più fredda o più calda in arrivo.
Pur essendo una fase fisiologica, può rivelarsi fastidiosa per l’animale, e talvolta può destare qualche preoccupazione anche nei proprietari, specialmente se la quantità di pelo persa è molto abbondante, o se, in concomitanza del ricambio dei peli, si presentano irritazioni alla cute.
Approfondiamo allora di cosa si tratta e quali azioni mettere in campo per affrontarla al meglio.
Tutti i cani fanno la muta?
Non tutti i cani compiono la muta: questo processo interessa solo gli esemplari che hanno sia pelo che sottopelo.
Il pelo canino, infatti, per alcune razze si distingue in due tipologie:
- giarra, ovvero il pelo esterno di copertura, che protegge dagli agenti ambientali, come freddo, pioggia e vento. È costituita da una peluria più lunga, rigida e ruvida
- borra, cioè il sottopelo, uno strato più corto e lanuginoso che ha la funzione di isolare il corpo del cane.
I cani che non hanno il sottopelo non compiono la muta, perché il loro pelo li protegge tutto l’anno: tra questi ci sono il barboncino, lo yorkshire, il border terrier, lo schnauzer, il lagotto, e altri.

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Quando è il periodo di muta dei cani?
La muta – nelle razze che la compiono – avviene in due momenti dell’anno:
- in primavera avviene un rinnovamento completo del pelo, della giarra: cade il manto invernale più pesante e cede il passo a quello estivo, che sarà più leggero e meno fitto
- in autunno, quando il pelo rado della stagione estiva lascia il posto a uno strato di sottopelo più folto, che servirà a proteggere l’animale durante il freddo invernale. Si infoltisce dunque la borra
Ciò che scatena l’inizio della muta è il fotoperiodo, ovvero l’allungarsi – o accorciarsi – delle ore di luce rispetto alle ore di buio, in concomitanza con il cambio di stagione.
Il fotoperiodo incide sull’andamento ormonale del cane, stimolando l’attività del follicolo pilifero, che si articola in tre fasi:
- anagen, la fase di crescita, in cui si producono circa 0,3 mm di peli al giorno
- catagen, la fase transitoria
- telogen, la fase di riposo in cui il follicolo pilifero si ritira fino a quando il pelo cade.
La caduta inizia dalla parte posteriore del corpo dell’animale e transita poi verso quella anteriore, in maniera graduale. È proprio questa sollecitazione del follicolo che può causare irritazioni e fastidi, a causa dei quali vediamo il nostro cane grattarsi.
Quanto tempo dura la perdita del pelo del cane?
In generale, la muta del cane può durare dalle 3 alle 7 settimane. Tempistiche e intensità variano in base:
- alla razza: tipologie di cane molto pelose – come il chow chow, il pastore tedesco, l’akita inu, e l’husky siberiano – perdono ovviamente molto manto, e hanno un tempo di ricambio più lungo.
- In conseguenza del fotoperiodo e dell’esposizione alla luce solare: un cane abituato a vivere all’aperto subirà una muta più breve e intensa rispetto a un animale che vive principalmente all’interno delle mura domestiche.
Problematiche legate alla muta: quali sono le più frequenti?
Come accennato, la muta può rivelarsi fastidiosa. Vediamo insieme quali sono i problemi più frequenti a cui gli animali possono andare incontro.
Nodi nel pelo
Il pelo che muore e poi cade può aggrovigliarsi, creando nodi molto fastidiosi, che otturano la cute canina e non le consentono di ossigenare adeguatamente. Inoltre, eventuali zecche e altri parassiti sono più difficili da individuare se il pelo è nodoso.
Pruriti e irritazioni
La ricrescita del pelo e le matasse di manto che rimangono arruffate possono irritare la cute: ecco perché l’animale tende a grattarsi, a volte anche in maniera ripetuta, durante la muta.
Forfora durante la muta del cane
La presenza della forfora sul pelo non è una condizione strettamente legata alla fase della muta, ma può verificarsi in qualsiasi momento.
Se si nota della forfora, vuol dire che la cute sta soffrendo: la causa può essere l’alimentazione non corretta, un disequilibrio ormonale, oppure la presenza di un’allergia o di un parassita.
Qualora questa condizione coincida con il periodo della muta, può essere molto fastidiosa per il cane. Per questo, è sempre importante consultare il veterinario di fiducia che saprà consigliare la terapia migliore per tutelare il benessere del pet.

Cosa fare quando il cane fa la muta?
Cosa fare, quindi, per prendersi cura del cane durante la muta? Vediamo quali sono le accortezze da tenere presente.
Spazzolare il cane
Durante il periodo della muta, il consiglio è quello di spazzolarlo frequentemente, per agevolare il ricambio del pelo, evitare la formazione di nodi, preservarlo dai parassiti e far sì che la cute rimanga ben ossigenata.
In particolare, si consiglia di effettuare lo spazzolamento:
- almeno una volta al giorno se è a pelo lungo
- almeno una volta ogni due giorni se è a pelo corto
- una o due volte a settimana se è a pelo raso.
È molto importante eseguire una corretta spazzolatura, facendo attenzione ai movimenti:
- si consiglia un primo passaggio con un cardatore, un’apposita spazzola con denti di metallo sottili e rigidi che permette di districare i nodi, staccare i peli morti, desquamare le cellule e sfoltire la lanugine del sottopelo. La cardatura va sempre compiuta in contropelo, ed è un’operazione molto utile anche nel caso sia presente forfora sul pelo del cane
- il secondo passaggio può essere fatto con la spazzola più morbida, nella direzione di crescita del pelo, per eliminare i residui, ricomporre e lucidare il manto.
La toelettatura con la spazzolatura può essere effettuata in casa o presso un centro: la scelta migliore dipenderà dalle abitudini del padrone e dalle necessità del cane.

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Prestare attenzione al momento del grooming
Il grooming è il momento in cui il cane si lecca il mantello per pulirlo. Durante la muta può ingurgitare grandi quantità di pelo, che possono causare irritazioni intestinali. Per questo, esistono in commercio pastiglie a base di malto che aiutano l’assimilazione e l’espulsione del pelo ingerito.Può essere utile somministrarle al cane in questo periodo specifico, dopo essersi confrontati con il veterinario.
Integrare l’alimentazione con i nutrienti giusti
Nella fase di muta, è importante integrare l’alimentazione dell’animale con alcuni nutrienti:
- omega 3 e omega 6, che aiutano a sostenere la perdita di pelo, consentono al manto di crescere più forte e in salute e aiutano la cute a rinforzarsi
- aminoacidi, che incidono positivamente sulla formazione di pelle e pelo
- proteine, che aiutano l’organismo a rinforzarsi, e che sono quindi particolarmente importanti durante la muta.
È bene scegliere alimenti e integratori adatti alla razza del cane e al suo stato di salute, così da supportarlo durante il periodo di ricambio del pelo.
Perdita del pelo abbondante: quando preoccuparsi?
Sia nel periodo di muta che non, la perdita di pelo può risultare eccessiva, fino a lasciare scoperte alcune zone della cute.
Se la situazione diventa preoccupante, ci si può trovare di fronte a una delle seguenti patologie:
- infezione fungina o batterica
- allergie, dermatiti, eritemi oppure orticaria
- sindrome di Cushing, malattia che provoca un’eccessiva produzione di ormoni steroidei
- leishmaniosi, malattia infettiva contagiosa causata da un parassita.
In questi casi, così come per qualunque dubbio riguardante la salute del proprio cane, è fondamentale fare riferimento al veterinario. A questo proposito può essere utile sapere che esistono soluzioni dedicate, come My Pet di UniSalute, che include una copertura per visite ed esami e permette di accedere a prestazioni veterinarie a tariffe agevolate, oltre a offrire il servizio di consulenza telefonica “Il veterinario risponde”.
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Le domande più frequenti dei pazienti
Quanto dura la muta del cane?
La muta del cane ha una durata variabile dalle 3 alle 7 settimane. La tempistica dipende da diversi fattori, in particolare dalla razza e dall’esposizione alla luce solare. I cani che vivono prevalentemente all’aperto tendono ad avere una muta più breve ma intensa, mentre quelli abituati agli ambienti domestici sperimentano un ricambio del pelo più diluito nel tempo.
Quali cani non fanno la muta?
Non perdono il pelo stagionalmente le razze prive di sottopelo, tra cui barboncino, yorkshire, border terrier, schnauzer e lagotto. In questi cani il manto svolge una funzione protettiva costante durante tutto l’anno e non necessita del ricambio.
Cosa dare al cane durante la muta?
Durante la muta è utile arricchire l’alimentazione con omega 3 e omega 6, aminoacidi e proteine, nutrienti che sostengono la salute della cute e favoriscono la ricrescita di un pelo forte. Può essere consigliata anche la somministrazione di pastiglie a base di malto, che facilitano l’espulsione del pelo ingerito durante il grooming e prevengono le irritazioni intestinali.
Come ridurre la perdita di pelo durante la muta?
La spazzolatura regolare è il rimedio più efficace per gestire la perdita di pelo. La frequenza varia in base al manto: almeno una volta al giorno per il pelo lungo, ogni due giorni per il pelo corto, una o due volte a settimana per il pelo raso.


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