fiocco rosa simbolo della lotta contro il cancro al seno

Mastectomia endoscopica: la chirurgia innovativa per il tumore al seno


La mastectomia endoscopica è una tecnica innovativa di trattamento del tumore al seno, che unisce efficacia oncologica, migliori risultati estetici e una ripresa più rapida. Questa procedura mininvasiva permette l’asportazione del tessuto mammario attraverso una piccola incisione sotto l’ascella, preservando cute e capezzolo. I vantaggi includono minor dolore post-operatorio, recupero più veloce e possibilità di ricostruzione immediata del seno, con una ricaduta positiva sulla qualità di vita delle pazienti. Tra i centri di eccellenza a praticarla in Italia c’è Villa Donatello, parte della rete sanitaria del Gruppo Unipol.

Il tumore al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne e, in alcuni casi, può rendere necessaria una mastectomia, ovvero la rimozione della mammella. Oggi, però, grazie ai progressi della ricerca scientifica, questo intervento può avvalersi di tecniche sempre più innovative, che uniscono efficacia clinica e attenzione alla qualità della vita delle pazienti.

Un esempio concreto arriva da Firenze, dove presso la clinica Villa Donatello – parte della rete sanitaria del Gruppo Unipol – è stata eseguita con successo una mastectomia endoscopica, una procedura mininvasiva che riduce dolore e cicatrici e permette un recupero più rapido. 

Scopriamo in cosa consiste, quando può essere praticata e quali sono i suoi vantaggi.

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Che cos’è la mastectomia endoscopica e quando è indicata?

La mastectomia endoscopica è una forma di chirurgia mininvasiva che consente la rimozione della ghiandola mammaria preservando l’integrità del suo rivestimento cutaneo e del complesso areola-capezzolo. Prevede, infatti, l’asportazione della mammella tramite una piccola incisione di circa 3 centimetri sotto l’ascella, utilizzando strumenti endoscopici e una telecamera ad alta definizione, che offre al chirurgo una visione ingrandita e dettagliata dell’area da operare.

Può essere praticata con due diversi scopi:

  • terapeutico, nei casi in cui sia finalizzata a rimuovere una neoplasia esistente
  • preventivo, nelle donne che presentano un rischio elevato di sviluppare un carcinoma mammario.

Il suo utilizzo, tuttavia, è specialmente indicato nelle pazienti con neoplasie in fase iniziale e seni di dimensioni medio-piccole. La sua idoneità, in ogni caso, deve essere oggetto di valutazione da parte del personale specialistico, che stabilisce per ogni situazione la procedura più sicura ed efficace.

Quali sono i vantaggi della mastectomia mininvasiva per il tumore al seno?

I vantaggi che la mastectomia endoscopica offre nel trattamento del tumore al seno sono molteplici.

  • Benefici estetici: a differenza della mastectomia tradizionale, che richiede un’ampia incisione sul seno lasciando una cicatrice visibile sul torace, l’approccio endoscopico, praticando un piccolo taglio nella zona ascellare, permette di conservare cute mammaria e capezzolo, riducendo al minimo i segni post-operatori. La cicatrice resta nascosta sotto il braccio, con un evidente vantaggio estetico.
  • Benefici clinici: la minore invasività dell’intervento minimizza i danni a carico della cute e altre potenziali complicanze chirurgiche. Si traduce così in un decorso post-operatorio più confortevole, con dolore ridotto e tempi di guarigione più brevi.
  • Benefici funzionali: subito dopo la rimozione della mammella, l’intervento può proseguire con la sua ricostruzione immediata. Utilizzando la stessa piccola incisione praticata in precedenza, il chirurgo può inserire una protesi direttamente nella sede mammaria, evitando una seconda operazione. 
  • Benefici psicologici: la possibilità di mantenere l’aspetto esteriore del seno riduce in modo significativo l’impatto emotivo dell’intervento sulla paziente che vi si sottopone, favorendo una ripresa più serena e una migliore percezione di sé.
donna con le mani giunte sul petto

Il tumore al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne.

Come l’innovazione migliora la cura del tumore al seno?

La ricerca scientifica, come quella portata avanti da AIRC, e l’evoluzione tecnologica in ambito oncologico stanno trasformando in modo radicale l’approccio terapeutico al tumore al seno. L’introduzione di tecniche come la mastectomia endoscopica è solo un esempio di come l’innovazione possa migliorare da un lato i risultati clinici, e dall’altro l’intera esperienza di cura.

L’aggiornamento tecnologico consente di strutturare trattamenti sempre più mirati e personalizzati. La chirurgia mininvasiva, supportata da una strumentazione di precisione e da sistemi di imaging avanzati, offre il grande vantaggio di limitare la ricaduta sulla qualità di vita dei pazienti, senza compromettere i risultati terapeutici. Questo approccio, che combina efficacia terapeutica e presa in carico del benessere psicofisico della paziente, rappresenta il nuovo standard nella cura del tumore mammario.

Accanto all’innovazione, resta fondamentale la diagnosi precoce, che permette di individuare la malattia in fase iniziale e aumentare le possibilità di guarigione. Esami di screening regolari e attenzione alla prevenzione restano le armi principali nella lotta contro il cancro al seno.

L’impegno di Unipol per l’innovazione medica e la prevenzione oncologica

Villa Donatello, parte del network sanitario Unipol, è uno dei pochi centri in Italia a eseguire la mastectomia endoscopica, distinguendosi come punto di riferimento nell’innovazione chirurgica oncologica per il tumore al seno. L’introduzione di questa tecnica nella pratica clinica testimonia l’impegno costante nel fornire cure d’avanguardia e percorsi di assistenza integrata, con un’attenzione particolare alla prevenzione.

La prevenzione, compresa quella in ambito oncologico, è uno dei grandi pilastri dell’attività di UniSalute, che include in tutti i propri piani sanitari collettivi check-up specifici, calibrati in base al genere e all’età e pensati per accompagnare i pazienti nella tutela della propria salute in ogni fase della vita.

 

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donna che fa autopalpazione del seno

Un aspetto cruciale della prevenzione del tumore al seno è l’autopalpazione.

Le domande più frequenti dei pazienti

Quali sono le differenze principali tra mastectomia endoscopica e mastectomia tradizionale?
Rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali, la mastectomia endoscopica segue una tecnica mininvasiva. Prevede una piccola incisione sotto l’ascella, che consente di preservare cute mammaria, areola e capezzolo, riducendo le cicatrici e l’impatto psicologico che ne deriva, e favorendo una guarigione più rapida e serena.

Chi può sottoporsi alla mastectomia endoscopica?
La tecnica endoscopica è indicata per pazienti con tumore al seno in fase iniziale e seni di dimensioni medio-piccole. La valutazione spetta comunque sempre al chirurgo senologo.

Qual è il decorso post-operatorio di una mastectomia endoscopica?
Generalmente, i tempi di recupero da mastectomia endoscopica sono più rapidi rispetto a quelli previsti nel caso di una mastectomia tradizionale. La paziente può tornare alle attività quotidiane in tempi più brevi, grazie al dolore ridotto e alla cicatrice meno estesa.

Che cos’è la ricostruzione mammaria immediata dopo una mastectomia?
Uno dei vantaggi dell’approccio endoscopico è la possibilità di eseguire la ricostruzione mammaria nello stesso intervento di mastectomia. Attraverso la stessa incisione utilizzata per l’asportazione della mammella, il chirurgo inserisce la protesi, evitando così la necessità di un secondo intervento.

La mastectomia endoscopica è disponibile in tutta Italia?
Al momento la mastectomia endoscopica è ancora poco diffusa sul territorio nazionale. Villa Donatello, a Firenze, è uno dei centri di eccellenza ad aver adottato questa metodica innovativa.

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