Il basalioma è un tumore della pelle a crescita lenta e raramente metastatico. È causato perlopiù dall’esposizione eccessiva ai raggi solari, predisposizione genetica e fattori di rischio ambientali. I sintomi più comuni includono la comparsa di piccole lesioni cutanee che non guariscono, noduli o ulcerazioni. Sebbene abbia un grado ridotto di malignità, va trattato per evitare danni ai tessuti limitrofi. La cura può basarsi su terapie locali o trattamenti chirurgici, mentre la prevenzione passa soprattutto dalla protezione solare e da controlli dermatologici regolari.
Il basalioma è una delle forme di tumore cutaneo più diffuse, specialmente nella popolazione ultracinquantenne. Pur essendo considerato a basso grado di malignità, può diventare pericoloso se trascurato, poiché può danneggiare la pelle e i tessuti sottostanti. Oggi è possibile diagnosticarlo precocemente e intervenire con terapie mirate, con alti tassi di guarigione e minimo impatto estetico. Vediamo allora in dettaglio come si caratterizza questa neoplasia, quali sono le sue cause e i suoi sintomi e le opzioni di cura e prevenzione disponibili.
Che cos’è un basalioma?
Il basalioma, o carcinoma basocellulare o carcinoma a cellule basali, è un tumore della pelle che origina dalle cellule basali, situate nello strato più profondo dell’epidermide. Rappresenta il tumore cutaneo più comune: circa l’80% dei carcinomi della pelle, esclusi i melanomi, sono basaliomi.
Quanto è pericoloso il basalioma?
A differenza di altre neoplasie cutanee come il melanoma, il basalioma cresce lentamente e tende a rimanere circoscritto alla zona in cui si sviluppa, senza quasi mai originare metastasi (l’incidenza è dello 0,003-0.5%).
Ciò non significa che sia innocuo: se trascurato, può erodere i tessuti circostanti, arrivando a interessare muscoli, cartilagini e ossa. Pertanto la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono fondamentali per garantire una completa guarigione e ridurre danni estetici e funzionali.
Basalioma: cause e fattori di rischio
Il maggiore fattore di rischio per l’insorgenza del basalioma è l’esposizione prolungata e non protetta ai raggi ultravioletti (UV). Le radiazioni, infatti, possono danneggiare il DNA delle cellule cutanee, favorendo la comparsa di alterazioni che portano alla comparsa di formazioni neoplastiche.
Altri aspetti che possono contribuire allo sviluppo di basaliomi sono:
- carnagione chiara, più vulnerabile ai danni solari
- età oltre i 50 anni: il rischio cresce con l’età, poiché i danni causati dai raggi UV si accumulano nel tempo
- familiarità: chi ha parenti che hanno avuto tumori cutanei può essere più predisposto
- genere maschile: gli uomini risultano il bersaglio principale
- esposizione a radiazioni e arsenico
- difese immunitarie indebolite, per esempio a causa di malattie croniche o terapie immunosoppressive.

La causa primaria del basalioma è l’esposizione prolungata e non protetta ai raggi solari.
Basalioma: come riconoscerlo?
Il basalioma interessa prevalentemente aree esposte al sole come viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso delle mani. Nella fase iniziale non è visibile, con il passare del tempo assume l’aspetto di una lesione cutanea, che, a seconda della forma di basalioma, può avere aspetti diversi:
- nodulare: piccolo nodulo lucido e rosato, duro al tatto
- eritematosa: eritema persistente che tende a ingrandirsi
- ulcerata: ulcera che non guarisce
- pigmentata: lesione simile a una lentiggine o a un neo
- sclerodermiforme: cicatrice irregolare
- a placche: macchia rilevata che tende a crescere.
In fase avanzata il basalioma può ingrandirsi progressivamente e infiltrare i tessuti limitrofi, causando dolore o deformazioni locali.
Come si toglie il basalioma?
Il trattamento del basalioma comprende molteplici opzioni, che il dermatologo valuta sulla base delle dimensioni, caratteristiche e della sede della lesione. I principali approcci sono:
- terapie locali: creme a base di chemioterapici topici o immunomodulatori
- escissione chirurgica: rimozione completa della formazione
- chirurgia micrografica di Mohs: tecnica che prevede la rimozione del tumore strato dopo strato e la sua analisi al microscopio. È indicata per lesioni in aree delicate come il viso, poiché assicura un migliore risultato estetico
- curettage ed elettroessiccazione: si procede al raschiamento della lesione con uno strumento apposito (curette), e si distruggono eventuali cellule tumorali residue tramite un ago elettrico. Si tratta di una tecnica indicata per basaliomi di piccole dimensioni, che impedisce tuttavia un’analisi istologica
- laserterapia: utilizza un raggio laser per distruggere il tessuto tumorale. Può lasciare cicatrici più chiare o sottili depressioni cutanee
- crioterapia: sfrutta l’applicazione di azoto liquido che congela e distrugge le cellule tumorali. Può essere impiegata nelle fasi iniziali del tumore
- terapia fotodinamica (PDT): prevede l’applicazione di un farmaco fotosensibilizzante che si accumula nelle cellule tumorali. L’area viene poi illuminata con una luce specifica, capace di attivare il farmaco e distruggere le cellule malate
- chemioterapia o radioterapia sistemica: utilizzate di rado, trovano applicazione in casi particolari, ad esempio quando il tumore ha raggiunto i linfonodi.
In alcuni casi, anche a fronte di un trattamento efficace, il basalioma può ripresentarsi, soprattutto nelle aree già colpite o nelle parti del corpo più esposte al sole. Le possibilità di recidiva sono più alte in caso di trattamento tardivo o di asportazione incompleta. Per questo motivo è fondamentale sottoporsi a controlli di follow-up, così da individuare per tempo eventuali nuove lesioni.
Prevenzione
La principale forma di prevenzione del basalioma sta nel limitare l’esposizione ai raggi UVA e UVB tramite alcune buone norme:
- utilizzare sulle zone esposte creme solari ad alto fattore di protezione, riapplicandole ogni due ore circa
- coprire la pelle con cappelli, occhiali scuri e indumenti.
- evitare le lampade abbronzanti, che aumentano il rischio di tumori cutanei.
Fondamentale, poi, sottoporsi a visite dermatologiche periodiche per monitorare la salute della pelle, ancor più se si appartiene a categorie a rischio.
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Il primo passo per prevenire il basalioma è limitare l’esposizione ai raggi UVA e UVB.
Le domande più frequenti dei pazienti
Come si riconosce un basalioma?
Il basalioma può assumere diversi aspetti e presentarsi come un nodulo lucido, una piccola ulcera o scottatura che non guarisce, o una macchia che tende a espandersi.
Quali sono le parti del corpo più colpite?
Il basalioma compare in particolare nelle zone più esposte al sole: viso, collo, orecchie, cuoio capelluto, spalle e dorso delle mani.
Chi è più a rischio di svilupparlo?
A essere più vulnerabili sono le persone con carnagione chiara, chi si espone al sole senza protezione o utilizza lampade abbronzanti, e chi ha un sistema immunitario indebolito. Anche la familiarità gioca un ruolo.
Il basalioma può tornare dopo il trattamento?
Il carcinoma basocellulare può recidivare, soprattutto se non è stato rimosso completamente o se il trattamento è stato tardivo. Per questo sono raccomandati controlli dermatologici periodici.


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