Le malattie croniche sono condizioni persistenti che richiedono cure e monitoraggio continui nel tempo. Tra le più diffuse ci sono ipertensione, diabete, osteoporosi e malattie cardiovascolari. Chi ne è affetto ha diritto a tutele specifiche (esenzione ticket, riconoscimento dell’invalidità civile, pensione di invalidità, legge 104/1992). Strumenti come il telemonitoraggio e le soluzioni di sanità integrativa possono supportare la continuità delle cure.
Viviamo più a lungo, ma non sempre in buona salute. Sempre più persone in Italia si trovano a fare i conti con una diagnosi destinata a restare: una condizione che diventa parte della propria quotidianità e richiede cure costanti e un monitoraggio periodico.
Lo conferma l’ultima indagine Nomisma realizzata per l’Osservatorio Sanità di UniSalute proprio sul tema delle malattie croniche.
Quali sono le patologie croniche più diffuse? Come si gestiscono nel tempo? E quali tutele esistono per chi ne è affetto? Scopriamone di più.
Cosa sono le patologie croniche?
Nel linguaggio medico, una malattia si definisce cronica quando persiste nel tempo e non tende a risolversi spontaneamente. A differenza delle patologie acute, che hanno un esordio rapido e una durata limitata, le malattie croniche seguono un decorso lungo, spesso progressivo, che richiede un follow-up medico continuativo e, nella maggior parte dei casi, una terapia che accompagna il paziente per tutta la vita.
Questa distinzione non è solo clinica: cambia profondamente il modo in cui una persona vive la propria salute. Diversamente da chi affronta una patologia acuta e sa che, dopo un periodo di cura, tornerà alla normalità, chi convive con una malattia cronica deve imparare a integrare la gestione della propria condizione nella routine quotidiana. Questo implica una presa in carico ad ampio raggio: dall’assunzione regolare di farmaci ai controlli periodici, dalle modifiche dello stile di vita all’eventuale necessità di assistenza.
Ma a cosa è dovuta l’insorgenza di questi disturbi? All’origine delle patologie croniche ci sono fattori di rischio:
- non modificabili come l’età e la predisposizione genetica
- modificabili come stile di vita (alimentazione sbilanciata, sedentarietà, consumo di alcol e fumo) e condizioni socioeconomiche.
Quali sono le malattie croniche più diffuse?
Secondo i dati Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute, le malattie croniche più diffuse includono:
- ipertensione arteriosa: circa il 44% del campione afferma di soffrirne o di avere un familiare che ne è affetto
- osteoporosi e artrosi: presenti nel 32% dei casi
- diabete: interessa il 28% del campione
- malattie cardiovascolari: tra cui insufficienza cardiaca, coronaropatie e aritmie, presenti nel 27% dei nuclei familiari.
Si tratta di patologie diagnosticate nella grande maggioranza dei casi dopo i 40 anni: nell’88% dei casi per osteoporosi e artrosi, nel 76% per ipertensione e malattie del cuore e nel 72% per il diabete.

La gestione di una patologia cronica può richiedere in alcuni casi un’assistenza continua.
Gestione delle malattie croniche: tutele, sfide e soluzioni
Convivere con una malattia cronica ha implicazioni non solo sanitarie ma anche economiche e previdenziali. In Italia, i pazienti affetti da determinate patologie hanno diritto a tutele specifiche:
- esenzione dal ticket sanitario per visite ed esami correlati alla propria condizione, riconosciuta per un ampio elenco di malattie croniche e rare stabilito dal Sistema Sanitario Nazionale
- invalidità civile: chi presenta una riduzione della capacità lavorativa superiore al 33% può richiedere il riconoscimento dell’invalidità, con percentuali che determinano l’accesso a benefici economici e agevolazioni
- assegno mensile di invalidità civile: spetta a coloro cui viene riconosciuta un’invalidità compresa tra il 74% e il 99% e con un reddito inferiore a 5.852,21 euro annui
- pensione di inabilità, destinata a coloro che hanno un’invalidità totale e permanente (100%) e un reddito inferiore a 20.029,55 euro annui
- legge 104/1992: per le forme più gravi, garantisce permessi lavorativi e agevolazioni fiscali sia al paziente che ai familiari caregiver.
Il riconoscimento di queste tutele passa attraverso una valutazione medico-legale effettuata dall’INPS, su richiesta del medico di base o di uno specialista.
Spese, liste d’attesa e rinunce: il peso della cura
Sul fronte della gestione medica, una patologia cronica richiede controlli regolari, terapie continuative e il supporto di figure specialistiche. Una realtà che emerge chiaramente dai dati Nomisma, secondo cui ben il 46% degli intervistati si è sottoposto a numerose visite nel corso dell’anno precedente.
Eppure, molti sono costretti a fare i conti con ostacoli concreti che compromettono la continuità delle cure.
Il dato più significativo riguarda la rinuncia ai controlli: il 13% dei malati cronici ha ridotto il numero di visite nell’ultimo anno. I motivi principali sono due: i costi delle prestazioni (citati dal 40% di chi ha svolto meno esami) e i lunghi tempi d’attesa nel sistema pubblico (46%).
Una situazione che spinge sempre più persone verso la sanità privata: il 38% di chi ha dovuto effettuare visite o esami per una patologia cronica si è rivolto almeno in parte a strutture private. Con ricadute economiche importanti: il 37% dei malati cronici ha rinunciato a vacanze, cene fuori o acquisti significativi per sostenere le spese sanitarie.
A complicare ulteriormente il quadro, il fatto che quasi un paziente su quattro (22%) necessita di assistenza parziale o continuativa da parte di familiari o caregiver.
Il ruolo del monitoraggio continuo
Uno degli strumenti più efficaci per gestire nel tempo una patologia cronica è un monitoraggio clinico regolare: consente di tenere sotto controllo l’evoluzione della malattia, adattare le terapie e prevenire complicanze. Eppure è proprio questo aspetto a essere più spesso sacrificato quando le risorse scarseggiano.
In questo contesto, uno strumento come il telemonitoraggio rappresenta un supporto ancora poco sfruttato: solo l’8% dei pazienti lo utilizza oggi, nonostante l’89% ne riconosca l’utilità. Il principale ostacolo? La scarsa informazione: il 58% dichiara di non conoscerlo, spesso semplicemente perché nessuno glielo ha mai consigliati.
Soluzioni per la continuità delle cure
Per chi vuole garantirsi un accesso continuativo a visite specialistiche ed esami senza rinunciare alla qualità delle cure, una soluzione di sanità integrativa può fare la differenza. UniSalute offre piani pensati per rispondere proprio a queste esigenze: dall’accesso a visite ed esami presso strutture convenzionate a tariffe agevolate fino al piano Invalidità Permanente, dedicato a chi affronta patologie che comportano un’invalidità certificata superiore del 25%.
Per sostenere chi riveste il ruolo di caregiver nell’assistenza a un familiare anziano o con disabilità, esiste inoltre la soluzione My Support, che offre numerosi servizi, dall’assistenza domiciliare alle visite mediche.
Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te

Il telemonitoraggio è un servizio molto utile nella gestione delle patologie croniche, che richiedono controlli periodici dello stato di salute.
Le domande più frequenti dei pazienti
Qual è la differenza tra malattia acuta e malattia cronica?
Una malattia acuta ha un esordio rapido e una durata limitata. Una malattia cronica, al contrario, persiste nel tempo e tende a non risolversi spontaneamente; richiede terapie continuative e controlli periodici.
Quali patologie croniche danno diritto all’esenzione dal ticket?
In Italia, l’esenzione dal ticket per le prestazioni correlate alla propria condizione è riconosciuta per un ampio elenco di malattie croniche e rare definito dal Servizio Sanitario Nazionale. Tra le più comuni rientrano diabete, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche come l’asma e la BPCO, malattie reumatiche e oncologiche.
Chi ha una malattia cronica può richiedere la pensione di invalidità?
In Italia, la pensione di invalidità spetta a chi ottiene un riconoscimento di invalidità civile pari o superiore al 74% da parte dell’INPS, oltre a soddisfare specifici requisiti contributivi e reddituali. Per percentuali di invalidità inferiori sono comunque previste altre forme di sostegno economico e agevolazioni.
Come si gestisce una malattia cronica nel quotidiano?
La gestione di una patologia cronica richiede un approccio multidimensionale: aderenza alla terapia farmacologica prescritta, controlli specialistici periodici, adozione di uno stile di vita adeguato alla propria condizione e, dove necessario, il supporto di un caregiver.


Nessun commento