lesione di stener

Cos’è e come si cura il pollice dello sciatore (Lesione di Stener) 

La lesione di Stener, detta anche “pollice dello sciatore”, è una delle lesioni della mano più comuni negli atleti che praticano sport invernali, in particolare lo sci, e interessa il legamento collaterale ulnare dell’articolazione metacarpo-falangea del pollice.

Questa problematica è generalmente causata da una caduta o da un trauma, a seguito del quale si rompe il legamento: oggi approfondiamo questo argomento, per comprendere i sintomi che caratterizzano il pollice dello sciatore, quali sono le cause e, infine, le possibili cure per trattarlo.

Anatomia della mano: dove avviene la lesione di Stener?

Come accennato, la lesione di Stener interessa il legamento del pollice: per avere una visione completa di questa patologia è utile quindi osservare come è costituita l’anatomia della mano.

Lo scheletro di questa parte del nostro corpo è formato da tre gruppi di ossa:

  • il carpo, compreso nella regione del polso, è la parte dello scheletro dell’arto superiore che congiunge il radio, osso del braccio, con il metacarpo;
  • il metacarpo è formato dalle cinque ossa lunghe della mano che collegano il carpo con le falangi;
  • le falangi sono le ossa “libere” oltre il metacarpo, che compongono la parte delle dita che osserviamo comunemente muoversi.

Nel dito del pollice, in particolare, sono presenti tre articolazioni:

  • interfalangea, posizionata tra le due falangi di questo dito;
  • basale o metacarpo-falangea, situata tra il primo osso metacarpale e la falange prossimale del pollice, che permette movimenti di flessione, estensione e rotazione del pollice;
  • sellare o carpo-metacarpale, articolazione che conferisce al pollice maggiore mobilità rispetto alle altre dita della mano.

L’articolazione coinvolta nella lesione di Stener è quella basale, nella quale sono presenti due legamenti, il collaterale radiale e l’ulnare. Il secondo, abbreviato con la sigla LCU, nasce dalla testa dell’osso metacarpale e si inserisce sulla base della falange prossimale.

È proprio in questo punto che, in caso di lesione, si può verificare la patologia del pollice dello sciatore: osserviamo di seguito come e perché.

lesione alla mano

ljubaphoto/gettyimages.it

Pollice dello sciatore: di cosa si tratta e quali sono le cause

La lesione del legamento collaterale ulnare è appunto chiamata “pollice dello sciatore” perché molto spesso, in caso di caduta con gli sci, vengono effettuati una serie di movimenti che possono provocare questo tipo di trauma.

Nello specifico avviene quanto segue:

  • lo sciatore cade
  • il pollice si piega all’esterno
  • la bacchetta fa leva nella parte interna del pollice
  • si provoca così la rottura del legamento.

Osserviamo ancora meglio cosa succede durante una caduta: spesso lo sciatore, nel momento in cui cade, effettua in modo istintivo il cosiddetto “movimento di iperabduzione” con il quale il pollice viene spostato verso l’esterno per attutire la caduta.

Avviene così una sollecitazione acuta e improvvisa, che può provocare una lesione nella zona della falange o dell’osso metacarpale. In quest’ultimo caso, il danno può avvenire sia all’origine del metacarpo che nel tratto intermedio.

La lesione di Stener è particolarmente frequente tra gli sciatori, ma non interessa solo questa categoria di sportivi: questa patologia, infatti, non è rara anche tra portieri, snowboarder, ciclisti, motociclisti e attrezzisti. 

sciatore

Adie Bush/gettyimages.it

Sintomi della lesione di Stener: a quali campanelli di allarme fare attenzione?

I principali sintomi che vengono avvertiti a seguito della lesione del legamento collaterale ulnare possono essere:

  • dolore e instabilità dell’articolazione
  • apertura eccessiva dell’articolazione
  • gonfiore e arrossamento
  • forza ridotta o assente
  • incapacità di afferrare gli oggetti.

In presenza di questi sintomi a seguito di una caduta è molto importante rivolgersi a uno specialista per valutare se è si è verificata la lesione di Stener.

Il pollice dello sciatore, se non individuato e trattato per tempo, può infatti provocare la cronicizzazione della patologia, e compromettere anche in modo grave la funzionalità e stabilità dell’articolazione del pollice.

Lesione di Stener: come avviene la diagnosi?

Come accennato, qualora lo sportivo sospetti che si sia verificata una lesione al legamento del pollice, è fondamentale effettuare una prima diagnosi clinica in tempi rapidi: lo specialista condurrà quindi un’anamnesi del paziente, analizzando come è avvenuta la caduta e osservando il pollice e i sintomi correlati al trauma.

In particolare verranno valutati:

  • debolezza e lassità del pollice interessato rispetto a quello dell’altra mano
  • incapacità di opposizione del pollice all’interno della mano
  • tumefazione del legamento stesso
  • stato del gonfiore e del livido associato.

Può talvolta avvenire che, a un primo esame, la lesione non venga individuata con un’osservazione superficiale, perché la fascia fibrosa che avvolge i muscoli della mano può rimanere intrappolata tra le ossa del metacarpo e il legamento che si è lacerato.

In questo caso, durante l’osservazione iniziale, l’articolazione può apparire stabile pur non essendolo: proprio per questo è necessario procedere con una risonanza magnetica, che permetterà di individuare con esattezza l’entità della lesione e la condizione dell’articolazione.

fisioterapia mano

Marina Khromova/gettyimages.it

Pollice dello sciatore: le possibili cure e l’importanza della prevenzione

Se la lesione di Stener viene confermata, in accordo con l’ortopedico specialista della mano, si può decidere di procedere con diverse modalità: vediamo nel dettaglio i trattamenti più frequenti.

Immobilizzazione del pollice

Se la lesione non è di grave entità, si può procedere con immobilizzazione del pollice tramite tutore o stecca gessata, consigliato per circa 3-4 settimane.

A termine di questa tempistica, lo specialista controllerà lo stato dell’articolazione e si deciderà probabilmente di proseguire con esercizi di riabilitazione e fisioterapia mirati al recupero delle funzionalità della mano.

Intervento chirurgico

Nel quadro diagnostico più grave, si può optare per il trattamento conservativo con intervento chirurgico, necessario per suturare o riposizionare il legamento sull’osso, costruendo dei sistemi di ancoraggio.

A seguito dell’intervento chirurgico sarà poi necessaria l’immobilizzazione del pollice per un periodo di circa 4 settimane: dalla seconda settimana, il paziente dovrà probabilmente eseguire esercizi mirati alla mobilizzazione dell’articolazione, per evitare lo sviluppo di aderenze post operatorie che potrebbero rendere difficile i movimenti futuri.

Dopo le 4 settimane di immobilizzazione, sarà opportuno proseguire l’utilizzo di un tutore per altre 2-3 settimane, per riprendere gradualmente la funzionalità.

Come abbiamo visto, il pollice dello sciatore è una condizione che si può verificare accidentalmente: pur essendo difficile da prevenire, è possibile osservare una serie di accortezze che possono essere utili a proteggere lo sportivo da questo tipo di lesione.

Innanzitutto è importante curare la propria preparazione atletica, in modo che tendini, ossa e articolazioni si rinforzino.

A tal proposito, un ruolo molto importante è giocato anche dallo stretching che, se effettuato con cognizione di causa, contribuisce a irrobustire l’organismo e ad allenare la propria forza.

È inoltre importante imparare a muoversi correttamente durante le cadute, cercando di evitare di atterrare sulle mani, per proteggere l’articolazione della mano.

Può quindi essere utile sottoporsi periodicamente a sedute di fisioterapia e controlli mirati alla salute dei propri muscoli e del proprio sistema articolare, sia come prevenzione che come cure periodiche a seguito di un eventuale infortunio.

A tal proposito, può essere utile sapere che esistono polizze assicurative come UniSalute Sportivo che protegge in caso di infortunio, copre le spese per ricovero e per i trattamenti fisioterapici. E, inoltre, paga anche le spese per una visita agonistica annuale e garantisce sconti su visite e accertamenti.

Avete mai valutato questa possibilità?

 

Fonti

sicm.it
fgp-mag.fgpsrl.it

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