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dieta sana per bambini

Come far piacere il cibo sano ai bambini? Risponde Marco Bianchi

Stimolare i propri figli a mangiare sano sin da piccoli equivale ad aiutarli a crescere in salute. Infatti, pediatri e ricercatori sono concordi nell’evidenziare quanto sia importante abituare i bambini, sin dallo svezzamento, a provare tutti i cibi e sperimentare soprattutto quelli sani. Convincere, però, i bimbi a mangiare frutta e verdura non è sempre facile, ma esistono delle ricette e delle strategie da applicare che daranno soddisfazione ai genitori attenti. Parola di Marco Bianchi, noto divulgatore scientifico, intervenuto a Bologna in occasione del convegno La salute si impara da piccoli” organizzato da UniSalute. Scopriamo, dunque, quali sono i suoi suggerimenti per metterli subito in pratica.

Dieta sana per bambini: i consigli del pediatra

Le ragioni per cui è fondamentale prestare grande attenzione alla dieta dei bambini sono molto semplici. Infatti, garantire ai propri figli l’apporto energetico adeguato e un corretto equilibrio dei nutrienti permette loro di avere, passo dopo passo, uno sviluppo psicofisico regolare. Non di meno, è una prima, efficace, azione preventiva rispetto a patologie quali obesità, ipertensione o diabete, che possono peggiorare la qualità della vita futura del bambino.

Le esigenze nutrizionali variano, naturalmente, secondo età, sesso e attività motoria svolta dai bambini. In generale, il professor Andrea Pession, interpellato proprio per aiutare i genitori a capire quale sia la dieta più adatta per bambini, consiglia di distribuire i nutrienti fondamentali secondo le seguenti percentuali:

  • 10-15% di proteine;
  • 30% di grassi;
  • 55-60% di carboidrati.
bambini e dieta sana

Yuganov Konstantin/shutterstock.com

Aggiunge inoltre che non possono assolutamente mancare frutta e verdura e, se possibile, variando secondo la stagionalità degli alimenti. L’indicazione è sempre quella di consumare, ogni giorno, almeno cinque porzioni di frutta e verdura, ma non è necessario che questi alimenti siano concentrati a colazione, pranzo o cena. Al contrario, sono perfetti anche come spuntino, alternando magari frutta fresca o succhi di frutta, facendo attenzione però a scegliere prodotti senza zuccheri aggiunti, meglio ancora se 100% frutta.

Cosa fare quando i bambini rifiutano il cibo sano

Come molti genitori sanno bene, convincere i figli a consumare alimenti sani, frutta e verdura comprese, non è sempre facile. Ciò avviene per diverse ragioni. Istintivamente, infatti, i bambini tendono a rifiutare ciò che non conoscono e, soprattutto nei primi tempi dopo lo svezzamento, ricercano e preferiscono cibi che cromaticamente somiglino di più al latte. Il verde, il rosso, il viola di molte verdure appaiono, quindi, come estranee.

La sfida è rendere frutta e verdura più familiari ai bambini. Come farlo? L’educazione alimentare di Marco Bianchi, da lui stesso applicata con la figlia Vivienne, parte da un’idea di condivisione. Piatti e merende sane vanno preparati insieme, assaggiando gli ingredienti crudi, mostrando come, grazie alla cucina, alimenti “estranei”, si trasformano in qualcosa di gustoso e familiare.

bambini che rifiutano cibo sano

patat/shutterstock.com

Grazie alla testimonianza riportata durante il convegno di UniSalute, abbiamo avuto l’opportunità di entrare in casa Bianchi dove questo obiettivo si trasforma in realtà quotidianamente. “Ogni giorno produciamo qualcosa in cucina – spiega il food mentor – e un esempio è quello della pianta di pomodori che abbiamo fatto crescere in terrazza. Durante l’estate, ogni giorno maturavano 3 o 4 pomodori ciliegino, che lei chiamava maturiti, e ogni giorno se li mangiava, così, senza nemmeno un condimento, mentre preparavamo il pranzo.” Una naturalezza che, racconta sempre Bianchi, non si ritrova quando lo stesso tipo di pomodoro viene acquistato al supermercato: la bimba lo mangia ugualmente, ma solo condito o preparato in qualche modo.

Altre strategie per far mangiare la frutta e la verdura ai bambini prevedono di utilizzare la creatività. Preparare piatti unici dove si trovano alimenti che vengono spesso rifiutati insieme con altri molto amati è una prima tattica da sperimentare. Molto efficace è anche l’idea di tagliare a pezzetti l’alimento, magari componendolo in maniera curiosa, a spiedino o provando a realizzare una figura nel piatto.

Infine, è fondamentale ricordare che non bisognerebbe mai lasciare il bambino da solo a mangiare un alimento sano. L’esempio dato dai genitori è insostituibile e vedere che anche mamma e papà addentano una mela con naturalezza aiuta i bambini a recepirne l’importanza.

alimentazione sana bambini

Africa Studio/shutterstock.com

La ricetta di Marco Bianchi

“La prima regola per far piacere il cibo sano ai bambini – aggiunge Marco Bianchi – è perdere tempo.” Durante il convegno, infatti, insiste ripetutamente sulla necessità di trascorrere del tempo assieme in cucina per coinvolgere i bambini nelle varie fasi dell’alimentazione.

La ricetta, dunque, del food mentor si sviluppa su tre esigenze:

  1. far capire al bambino come avviene la produzione del cibo, sia mostrandogli ciò che è possibile in casa, sia raccontandogli la storia degli alimenti;
  2. avvicinarlo all’alimentazione attraverso l’attività sensoriale, facendogli toccare e assaggiare i cibi così come sono al naturale;
  3. fargli sperimentare e capire come funziona la trasformazione dell’alimento fino a quando arriva nel piatto.

“È chiaro che è necessaria la voglia, ancor prima del tempo, di far conoscere il cibo ai bambini. Ma coinvolgerli darà i suoi frutti, soprattutto se riusciamo a smettere di aver paura di sporcare o perdere tempo.”

 

E se ai genitori restano dei dubbi a proposito di come far seguire una dieta sana ai bambini, quali alimenti scegliere, come bilanciarli, esiste la possibilità di farsi assistere dal team di esperti di UniSalute. La polizza Protezione Famiglia Ragazzi, infatti, include anche la possibilità di studiare un piano alimentare e di attività motoria per i bambini tra i 4 e i 17 anni. Si tratta, naturalmente, di uno studio individuale e fortemente orientato alla prevenzione di quelle patologie come, appunto, l’obesità potrebbero mettere a repentaglio la salute futura dei propri figli. Avete mai valutato questa opzione?

 

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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