La diarrea del viaggiatore è il disturbo gastrointestinale più comune tra chi si sposta verso paesi con condizioni igienico-sanitarie precarie. Alla base ci sono microrganismi trasmessi da acqua e alimenti contaminati. I sintomi compaiono spesso nei primi giorni di soggiorno e nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente. Prevenire la diarrea in viaggio è possibile: norme igieniche rigorose, attenzione all’acqua, scelte alimentari consapevoli e una pianificazione medica adeguata prima della partenza fanno una differenza concreta.
Quando si prepara un viaggio verso mete lontane, oltre agli aspetti organizzativi è importante considerare anche la tutela della salute. Tra i disturbi più comuni in cui si può incorrere c’è la diarrea del viaggiatore, una condizione frequente in chi si sposta verso paesi con standard igienico-sanitari diversi da quelli abituali.
Conoscerne le cause e sapere come prevenirla può fare la differenza tra un viaggio sereno e giornate condizionate dal malessere. Scopriamo ciò che è utile sapere prima di partire.
Che cos’è la diarrea del viaggiatore?
La diarrea del viaggiatore è una sindrome gastrointestinale acuta che insorge nelle persone in viaggio verso paesi in cui le condizioni igieniche precarie compromettono la sicurezza alimentare e la qualità dell’acqua.
Si tratta di un fenomeno tutt’altro che raro: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno ne è colpita una quota compresa tra il 20 e il 30% dei viaggiatori internazionali diretti verso le aree a maggior rischio: Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina in testa.
Perché viene la diarrea del viaggiatore?
La causa più frequente della diarrea in viaggio è batterica. Diversi ceppi di batteri intestinali – primo tra tutti l’Escherichia coli enterotossigeno – sono responsabili della netta maggioranza dei casi. Esistono anche forme di origine virale, come quelle legate al norovirus, e forme causate da parassiti intestinali.
A questi agenti infettivi si aggiungono fattori che possono abbassare le difese intestinali e rendere l’organismo più reattivo: il passaggio brusco a una dieta molto diversa da quella abituale, il caldo intenso, la fatica del viaggio, i cambi di fuso orario.
I fattori di rischio più rilevanti includono:
- destinazione del viaggio in aree con scarsa depurazione dell’acqua
- consumo di acqua di rete, ghiaccio o alimenti crudi o poco cotti
- giovane età
- presenza di patologie croniche come diabete o malattie infiammatorie intestinali
- terapie farmacologiche che riducono l’acidità gastrica
- condizioni di immunodepressione.

La diarrea del viaggiatore si accompagna a crampi e gonfiore addominale.
Diarrea del viaggiatore: sintomi
Il segnale più evidente è un aumento improvviso della frequenza delle evacuazioni, con feci liquide e abbondanti. A questo possono accompagnarsi:
I disturbi tendono a comparire nei primi giorni di soggiorno, ma possono insorgere in qualsiasi momento del viaggio.
Quanto dura?
Nella maggior parte dei casi, i sintomi si risolvono spontaneamente entro 2-5 giorni.
Quando il disturbo persiste oltre una settimana o si accompagna a febbre alta, disidratazione o segni di infezione importante, è opportuno consultare un medico. Nei bambini e negli anziani, il rischio principale è legato alla perdita di liquidi, che può portare a disidratazione più rapidamente.
Come prevenire la diarrea del viaggiatore?
Per prevenire il rischio di incorrere nella diarrea del viaggiatore è utile adottare alcuni accorgimenti pratici di igiene personale e alimentare:
- lavare spesso le mani con acqua e sapone e utilizzare soluzioni disinfettanti quando non è possibile lavarle
- evitare il contatto con superfici contaminate durante i pasti
- bere solo acqua in bottiglia sigillata
- evitare il ghiaccio nelle bevande
- utilizzare acqua imbottigliata anche per lavarsi i denti
- preferire cibi ben cotti e serviti caldi e bevande calde preparate al momento
- evitare carne, pesce o uova crude
- evitare latticini non pastorizzati.
La profilassi antibiotica non è indicata, a causa dei possibili effetti collaterali e del rischio di resistenze, come segnalato da alcuni studi. In casi selezionati può essere valutato l’uso del bismuto subsalicilato, con cautela e per periodi limitati, ma le misure di prevenzione più efficaci restano quelle igienico-alimentari.
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Per prevenire il rischio di diarrea del viaggiatore è importante bere esclusivamente acqua imbottigliata.
Le domande più frequenti dei pazienti
Bere solo acqua in bottiglia è sufficiente per evitare la diarrea del viaggiatore?
È una misura essenziale, ma non basta da sola. Il ghiaccio aggiunto alle bevande, l’acqua usata nei ristoranti per lavare gli ingredienti, quella con cui si sciacqua lo spazzolino da denti sono tutti vettori potenziali che devono essere considerati.
È possibile sviluppare i sintomi solo dopo il rientro a casa?
Sì, le infezioni batteriche tendono a manifestarsi rapidamente, ma alcune forme parassitarie hanno tempi di latenza più lunghi e possono dare sintomi anche settimane dopo la fine del viaggio.
Cosa è utile portare con sé in viaggio in caso di sintomi?
Le soluzioni reidratanti orali sono il presidio più importante: aiutano a compensare la perdita di liquidi e sali minerali. I farmaci che rallentano la motilità intestinale possono dare sollievo nei casi lievi, ma vanno evitati in presenza di febbre alta o sangue nelle feci.
È possibile bere acqua del rubinetto se filtrata o trattata?
Filtri e sistemi di purificazione possono ridurre il rischio, ma non sempre garantiscono l’eliminazione completa dei microrganismi patogeni. In contesti a rischio è quindi preferibile affidarsi ad acqua imbottigliata sigillata o bollita.


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