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Contatto stretto positivo covid

Come comportarsi se un contatto stretto risulta positivo al Covid-19?

La pandemia di Coronavirus non sembra arrestarsi, pertanto il Governo e le Regioni hanno adottato ulteriori misure restrittive per cercare di arginare la diffusione del virus. Nei mesi scorsi ci siamo progressivamente abituati a una serie di attenzioni come indossare mascherine, utilizzare prodotti disinfettanti e mantenere una distanza di almeno un metro per limitare il rischio di contagio. Nonostante le precauzioni però, può capitare che un familiare o un nostro contatto stretto risulti positivo al Coronavirus: cosa fare in questi casi? In questo articolo vedremo sia quali sono le indicazioni per l’isolamento domiciliare che per la quarantena, a cui è sottoposto chi entra in contatto con un soggetto affetto da Covid 19, e passeremo in rassegna gli accorgimenti da attuare se un nostro convivente è risultato positivo al virus.

Cominceremo col fare un breve punto sulla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre, che ha aggiornato alcune norme per la gestione di malati e asintomatici.

Isolamento e quarantena: qual è la differenza?

Alla luce del parere del Comitato tecnico scientifico e di altri organismi internazionali, il 12 ottobre scorso il Ministero della Salute ha emesso una Circolare per aggiornare le indicazioni su isolamento e quarantena nei casi di contagio o presunto contatto con un malato di SARS-CoV-2. Il documento, per prima cosa, specifica la differenza tra questi due provvedimenti.

Isolamento

dragana991/gettyimages.it

Isolamento: cos’è e quando si applica

L’isolamento, ovvero la “separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione”, è previsto per chiunque abbia in corso un’infezione da Coronavirus.

Cos’è precisamente la quarantena

La quarantena indica invece un periodo di “restrizione dei movimenti di persone sane”, ma che potrebbero essere state esposte a un agente infettivo o a una malattia contagiosa; in questo lasso di tempo, viene monitorata l’eventuale comparsa di sintomi, in modo da identificare tempestivamente nuovi casi e impedire ulteriori contagi.

Positivi asintomatici e sintomatici: quanto dura l’isolamento domiciliare

A seconda della casistica, la Circolare ha fornito le varie indicazioni da adottare.

  • I positivi sintomatici devono rispettare un isolamento domiciliare di almeno 10 giorni dalla comparsa di sintomi. Il rientro in comunità sarà possibile solo dopo l’esecuzione di un test molecolare con esito negativo, che andrà effettuato dopo 3 giorni consecutivi in cui il soggetto non avverte sintomi. Alcuni disturbi, come perdita di gusto e olfatto e alterazione del gusto, hanno generalmente una persistenza più lunga: come suggeriscono le indicazioni presenti sul sito del Ministero della Salute, quindi, il soggetto positivo non dovrà tenere conto di questi sintomi, nel calcolare il periodo in cui effettuare il tampone.
  • Anche i positivi asintomatici devono trascorrere 10 giorni in isolamento (prima erano 14) dalla comparsa della positività ed effettuare, al termine di questo periodo, un test molecolare. Se il risultato sarà negativo, verrà interrotta la condizione di isolamento.
  • Le persone che risultano ancora positive al test molecolare, ma non hanno più sintomi (casi positivi a lungo termine), possono rientrare nella comunità dopo 21 giorni di isolamento (a partire dalla comparsa dei sintomi). La contagiosità può durare più a lungo nei pazienti immunodepressi.
Positivi asintomatici e sintomatici

omersukrugoksu/gettyimages.it

Le difficoltà del Sistema Sanitario Nazionale, in questo periodo, spesso purtroppo non permettono di individuare tempestivamente tutti i casi, specialmente laddove non ci siano sintomi. Per questo motivo, soprattutto chi vive con persone anziane o immunodepresse, oppure all’interno di nuclei familiari particolarmente numerosi, dovrebbe fare ancora più attenzione e cercare di avere meno contatti possibili, per limitare il rischio di contrarre il virus e contagiare anche gli altri membri della famiglia.

Cosa si intende per “contatto stretto”

Nella FAQ sul Nuovo Coronavirus, il Ministero della Salute definisce cos’è un contatto stretto. Si tratta di una persona che:

  • vive nella stessa casa di un caso Covid-19;
  • ha avuto un contatto fisico diretto con un caso Covid-19, come una stretta di mano;
  • ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso Covid -19;
  • ha avuto un contatto diretto, faccia a faccia, con un caso Covid -19, a distanza minore di 2 metri e per la durata di almeno 15 minuti;
  • si è trovata in un ambiente chiuso, come aule, sale riunioni, sale d’attesa, con un caso Covid -19 in assenza di dispositivi di protezione individuale idonei;
  • ha viaggiato seduta in qualsiasi mezzo di trasporto “entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso Covid -19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto”.
  • è “un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso Covid -19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid -19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei”.

Secondo le indicazioni del Ministero, se avete avuto un contatto stretto con una persona che le autorità sanitarie hanno confermato aver contratto il SARS-CoV-2, dovete restare in quarantena per 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, oppure per 10 giorni dall’esposizione effettuando un test antigenico o molecolare negativo.

Contatto stretto positivo al Covid-19: le indicazioni per familiari e conviventi

Se nel nucleo familiare c’è una persona che è risultata positiva al Coronavirus, a seguito di un tampone, deve sottoporsi a un periodo di isolamento di 10 giorni, come abbiamo visto nelle indicazioni ministeriali. Sono inoltre necessarie altre misure per evitare la diffusione del virus: il rischio di contagio intrafamiliare, infatti, è molto elevato, come hanno sottolineato in questi mesi numerosi esperti.

Isolamento domiciliare coronavirus

Daniel Lozano Gonzalez/gettyimages.it

L’ideale sarebbe avere a disposizione un ambiente in cui trascorrere da solo questo periodo, evitando ogni contatto, in particolare con anziani, bambini e immunodepressi. Qualora ciò non fosse possibile, il contagiato deve:

  • dormire da solo e restare in una stanza che verrà aerata di frequente;
  • spostarsi il meno possibile negli altri ambienti;
  • indossare la mascherina chirurgica fuori dalla sua stanza;
  • mantenersi a un metro di distanza dai famigliari.

Ulteriori indicazioni riguardano:

  • i rifiuti della persona contagiata, che devono essere maneggiati con i guanti e smaltiti utilizzando il doppio sacchetto di plastica;
  • le stoviglie che utilizza, che possono invece essere lavate con il normale detersivo per piatti;
  • gli spazi comuni, che devono essere ben ventilati.

Se a essere positiva è una madre che allatta ancora il suo bambino, infine, deve farlo indossando una mascherina chirurgica.

Disinfettare il bagno dopo ogni utilizzo

Il bagno è uno degli ambienti di casa a cui prestare più attenzione, poiché può rappresentare un potenziale luogo di contagio.

pulizia bagno

Dzonsli/ettyimages.it

Per questo motivo, nel caso in cui ci fosse un positivo tra i familiari, dovrebbe avere un bagno soltanto per sé, quando possibile; se invece è in condivisione con gli altri abitanti della casa, è importante igienizzare le superfici dopo ogni utilizzo con un disinfettante in grado di uccidere il virus:

  • alcol etilico (etanolo al 62-71%)
  • acqua ossigenata (perossido di idrogeno allo 0,5%)
  • candeggina (ipoclorito di sodio allo 0,1%).

È inoltre indispensabile che il malato utilizzi degli asciugamani personali.

Come sappiamo, all’interno del nucleo familiare, purtroppo, spesso è difficile rispettare queste indicazioni, soprattutto il distanziamento, ma farlo è assolutamente necessario per ridurre il più possibile il rischio che gli altri si ammalino.

 

Sul nostro blog, abbiamo dedicato numerosi approfondimenti e interviste con esperti all’emergenza Coronavirus. Se siete interessati alla tematica, vi consigliamo di leggere l’ultimo contenuto pubblicato: Come funzionano i test rapidi per il Covid-19.

Erica Di Cillo
Erica Di Cillo vive e lavora a Bologna e da alcuni anni collabora con diverse testate online. Per il blog InSalute scrive articoli finalizzati a divulgare le buone pratiche di prevenzione e controllo della salute.

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