uomo con dolore al fianco

Calcoli renali: quali sono i sintomi e cosa fare per prevenire le recidive


I calcoli renali sono piccole formazioni solide che si sviluppano nei reni quando certi sali minerali si concentrano eccessivamente nelle urine. Spesso passano inosservati; altre volte causano dolore lombare, sangue nelle urine o disturbi urinari. Nei casi in cui il calcolo ostruisce l’uretere può sopraggiungere la colica renale. I calcoli più piccoli si eliminano spontaneamente in pochi giorni o settimane; quelli più grandi richiedono un intervento medico. Idratazione adeguata e alimentazione equilibrata sono le strategie più efficaci per ridurre il rischio di recidive.

I calcoli renali sono uno dei disturbi urologici più comuni: si stima che colpiscano circa il 15% degli uomini e il 10% delle donne nel corso della vita, con maggiore frequenza tra i 30 e i 60 anni. Spesso passano inosservati; altre volte si segnalano con sintomi fastidiosi o, nei casi più acuti, con la comparsa di una colica renale.

Approfondiamo cause, sintomi, rimedi e strategie per ridurre il rischio di recidive.

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Cosa sono i calcoli renali?

I calcoli renali, detti anche nefrolitiasi o litiasi renale, sono piccole masse solide che si sviluppano all’interno dei reni quando alcune sostanze normalmente disciolte nelle urine raggiungono una concentrazione così elevata da precipitare e cristallizzarsi. È un meccanismo simile a quello dello zucchero che si deposita sul fondo di una tazzina: superata la soglia di saturazione, i sali non riescono a restare in soluzione e formano aggregati.

I calcoli possono variare nelle dimensioni, nella forma e nella composizione. Possono essere sottili come granelli di sabbia (in questi casi vengono identificati come “renella”) o crescere fino a raggiungere il diametro di diversi centimetri.

In base alle sostanze che li compongono si differenziano in:

  • calcoli di calcio: sono formati principalmente da ossalato di calcio, talvolta associato a fosfato di calcio. Rappresentano la tipologia più frequente (circa il 75% di tutti i casi)
  • calcoli di cistina, riconoscibili per il colore giallastro e l’aspetto cristallino. Sono perlopiù associati alla cistinuria, una patologia genetica che impedisce ai reni di riassorbire correttamente la cistina, un amminoacido che, accumulandosi nelle urine in elevate quantità, può precipitare e dare origine ai calcoli
  • calcoli di struvite o calcoli infettivi: sono costituiti da fosfato di ammonio e magnesio e possono raggiungere dimensioni considerevoli. La loro comparsa è spesso legata a infezioni urinarie batteriche, in particolare causate da Proteus, un microrganismo che modifica il pH delle urine favorendo la formazione dei cristalli
  • calcoli di acido urico, caratterizzati da una superficie liscia, una colorazione brunastra e una consistenza più morbida rispetto ad altri tipi di calcoli. Si sviluppano soprattutto quando le urine sono particolarmente acide, condizione che facilita la cristallizzazione dell’acido urico.

Perché si formano?

Le cause dei calcoli renali sono spesso multifattoriali. Tra i principali fattori di rischio ci sono:

  • scarsa idratazione: urine troppo concentrate favoriscono la cristallizzazione dei sali
  • alimentazione squilibrata data da eccesso di proteine, sodio e zuccheri semplici e carenza di fibre
  • familiarità: una predisposizione genetica aumenta la suscettibilità alla calcolosi
  • precedenti episodi: chi ha già avuto un calcolo ha una maggiore probabilità di recidive
  • obesità
  • patologie renali che causano un accumulo ematico di acidi 
  • iperparatiroidismo, con deficit di secrezione dell’ormone che regola i livelli di fosforo e calcio
  • gotta, caratterizzata da un accumulo di acido urico al livello delle articolazioni
  • cistinuria, caratterizzata da un accumulo di cistina nelle urine
  • malattie infiammatorie dell’apparato digerente responsabili di un alterato assorbimento di calcio e acqua
  • interventi di chirurgia bariatrica 
  • infezioni ricorrenti delle vie urinarie
  • alcuni farmaci, tra cui diuretici, antiacidi, aspirina alcuni antiepilettici.

Che sintomi si hanno con i calcoli renali?

I calcoli renali non sempre causano fastidi. Quelli di piccole dimensioni possono percorrere l’intero tratto urinario ed essere espulsi senza provocare disturbi rilevanti. I sintomi dei calcoli renali compaiono quando il calcolo raggiunge dimensioni tali da irritare le pareti delle vie urinarie o interferire con il flusso dell’urina.

Quando il calcolo resta bloccato nel rene o migra nell’uretere, ostruendolo, può sopraggiungere una colica renale: una contrazione spasmodica violenta e improvvisa della muscolatura ureterale, che genera un dolore trafittivo al fianco irradiato verso l’addome e l’inguine, a ondate della durata di 20-60 minuti. In questi casi

  • dolore persistente in zona lombare o al fianco
  • sangue nelle urine (ematuria), causato dalle microlesioni prodotte dal passaggio del calcolo
  • bisogno frequente di urinare
  • bruciore e/o dolore nell’urinare (disuria)
  • irrequietezza dovuta all’impossibilità di trovare una posizione che allevi il dolore
  • febbre e brividi, in caso di infezione
  • nausea e vomito.

La colica renale è tra le esperienze dolorose più intense che si possano sperimentare e nella maggior parte dei casi spinge a rivolgersi al pronto soccorso.

Quando un calcolo renale arriva a ostruire completamente l’uretere, può svilupparsi un’infezione renale (pielonefrite) a causa del ristagno di urina nel rene. In questi casi possono comparire, in aggiunta ai sintomi descritti, febbre alta, malessere e debolezza, urine maleodoranti, diarrea.

donna con dolore al fianco

I calcoli renali si manifestano spesso con una sensazione di pizzicore o talvolta di bruciore o dolore al fianco.

Come si fa a eliminare i calcoli renali?

I calcoli di piccole dimensioni (entro i 4 mm) vengono espulsi in modo spontaneo, senza la necessità di interventi specifici. Per controllare il dolore si ricorre a antidolorifici, eventualmente associati ad antispastici per rilassare la muscolatura dell’uretere e favorire il movimento del calcolo. In caso di nausea intensa e vomito, si ricorre ad antiemetici. Gli antibiotici vengono impiegati in caso di infezione batterica.

Quando i calcoli sono troppo grandi per essere eliminati naturalmente, o quando causano ostruzione persistente e infezioni, si ricorre a tecniche mini-invasive:

  • litotrissia extracorporea ad onde d’urto (ESWL): frammenta il calcolo senza incisioni, tramite onde sonore focalizzate
  • ureteroscopia con laser: uno strumento ottico risale le vie urinarie e polverizza il calcolo con energia laser
  • nefrolitotomia percutanea: indicata per calcoli di grandi dimensioni, prevede un piccolo accesso attraverso la schiena
  • chirurgia aperta: riservata a casi complessi.

Prevenzione alimentare e idratazione

Dopo aver superato un episodio acuto, la priorità diventa evitare che il problema si ripresenti. Le recidive dei calcoli renali, infatti, sono tutt’altro che rare. Una serie di accorgimenti quotidiani può però ridurre questo rischio.

Il primo e più efficace strumento di prevenzione è l’idratazione abbondante: bere 2 litri d’acqua al giorno mantiene le urine diluite, ostacolando la cristallizzazione dei sali. Un indicatore pratico è il colore delle urine: più tendono al giallo scuro, più sono concentrate.

Sul fronte della dieta per i calcoli renali, le indicazioni variano in parte a seconda del tipo di calcolo, ma alcune regole sono valide in generale:

  • ridurre il sale: un eccesso di sodio aumenta la quantità di calcio escreta dai reni
  • moderare gli alimenti ricchi di ossalati (barbabietola, cioccolato, frutta secca, asparagi, cereali, soia, rabarbaro, porro, prezzemolo) in caso di calcolosi da ossalato di calcio
  • limitare le proteine animali e aumentare il consumo di frutta e verdura per contrastare la formazione di calcoli di acido urico e cistina.

In alcuni casi, il medico potrà prescrivere anche una terapia farmacologica mirata in base alla natura del calcolo analizzato (diuretici in caso di calcoli di calcio; farmaci che riducono l’acido urico in caso di calcoli di acido urico; farmaci che riducono la cistina in caso di calcoli di cistina).

Affrontare la calcolosi renale richiede attenzione non solo nella fase acuta, ma soprattutto nel lungo periodo. Avere accesso rapido a specialisti, esami diagnostici e consulenze mediche può fare la differenza nel gestire le recidive e proteggere la salute dei reni nel tempo. Le soluzioni UniSalute Per Te possono rappresentare un valido aiuto in questo senso, garantendo accesso a visite specialistiche ed esami diagnostici a tariffe scontate e in breve tempo.

 

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giovane donna beve bicchere d'acqua

La misura fondamentale per prevenire i calcoli renali è un’abbondante idratazione.

Le domande più frequenti dei pazienti

La dieta può aiutare a prevenire i calcoli renali?

Sì, un’alimentazione equilibrata, povera di sale e proteine in eccesso, ricca di fibre (frutta, verdura e cereali integrali), unita a un’abbondante idratazione, è fondamentale per scongiurare la formazione dei cristalli. 

Quando bisogna andare al pronto soccorso?

Il dolore di una colica renale è tanto intenso e spesso accompagnato da febbre, brividi, presenza di sangue nelle urine, nausea e vomito da richiedere il pronto intervento medico.

Come vengono espulsi i calcoli renali?

I calcoli piccoli vengono nella maggior parte dei casi eliminati spontaneamente. Con l’aumentare delle dimensioni, le probabilità di espulsione spontanea si riducono progressivamente e si rende necessario un intervento medico.

I calcoli renali tendono a ripresentarsi?

Sì, la calcolosi renale è una condizione ad alto rischio di recidiva. Per questo motivo, dopo la risoluzione dell’episodio acuto, è fondamentale adottare accorgimenti mirati, come un’adeguata idratazione, modifiche alimentari mirate e, se necessario, una terapia farmacologica di mantenimento.

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