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Al mare con i bambini: consigli per evitare colpi di calore, scottature e trascorrere le vacanze in serenità

Tante famiglie, ogni anno, scelgono il mare come meta delle ferie estive. Oltre a essere un ambiente rigenerante per gli adulti, infatti, la spiaggia è un luogo piacevole anche per i più piccoli, che si divertono a fare costruzioni con la sabbia e a giocare con l’acqua. Quando andiamo al mare con i bambini, però, è necessario mettere in pratica alcune accortezze, fondamentali per la loro sicurezza e il loro benessere. Ecco i nostri consigli per una vacanza in spiaggia a misura di bambino.

Il mare: una ricarica di salute per i più piccoli

Trascorrere le ferie al mare può essere una buona idea se si hanno dei bambini. Il mare, infatti, ci mette in contatto con la natura, ed è fonte di diversi benefici. Ad esempio, ricordiamo che i raggi del sole stimolano, da parte della pelle, la produzione di vitamina D, una sostanza importantissima, perché favorisce il deposito di calcio nelle ossa, rendendole più forti e resistenti.

Un’adeguata quantità di vitamina D – che si assume principalmente attraverso l’esposizione ai raggi solari – è fondamentale per prevenire il rachitismo: ne abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato al ruolo delle vitamine in età pediatrica.

A livello motorio, inoltre, camminare a piedi nudi sulla sabbia consente di esercitare i muscoli delle gambe e dei piedi. In particolare, come sostengono gli esperti, questa “ginnastica” è utile perché permette ai bambini più piccoli di allenarsi a stare in equilibrio sulle superfici non piane.

Per quanto riguarda gli effetti benefici sulle malattie respiratorie nei bambini, come si legge sul sito della Fondazione Veronesi, questi non sarebbero tanto imputabili all’aerosol marino, quanto al fatto che, quando sono al mare, i piccoli vivono un ambiente più salubre, e sono meno a contatto con le sostanze inquinanti che incidono su asma e infezioni.

Bambina che cammina sulla spiaggia

Andrey Danilovich/gettyimages.it

Bambini al mare: consigli e accorgimenti utili

Tuttavia, quando si va al mare con i bambini, è importante prendere degli accorgimenti per godere appieno dei benefici e trascorrere una vacanza in salute. I piccoli, infatti, sono più “delicati” rispetto agli adulti e necessitano di qualche attenzione e protezione in più.

Sole sì, ma con cautela

La maggior parte delle raccomandazioni riguarda i raggi UV: come abbiamo detto, il sole è importante, perché favorisce la produzione di vitamina D, ma l’esposizione ai raggi solari deve avvenire con cautela.

La pelle dei bambini è sensibile alle scottature, per cui va protetta adeguatamente. A maggior ragione, se pensiamo che prendere il sole senza le giuste precauzioni, sin dall’età pediatrica, da adulti può portare a un invecchiamento precoce della pelle o alla comparsa di tumori cutanei.

I piccoli, dunque, non vanno portati al sole durante le ore più calde, ma vanno tenuti in un luogo ombreggiato. Per quanto riguarda l’età, in particolare, il Ministero della Salute raccomanda di non far esporre mai al sole diretto i bambini al di sotto dei 6 mesi di vita. Fondamentale, inoltre, è applicare una protezione solare adeguata. Per sapere di più su come scegliere il filtro protettivo adatto e sulle sue modalità di applicazione, vi invitiamo a leggere il nostro articolo sulla scelta della lozione solare per i bambini.

Attenzione ai colpi di calore

Bambina sotto ombrellone

pixdeluxe/gettyimages.it

I neonati e i bambini piccoli, in particolare, sono più esposti al rischio di colpi di calore, in quanto la loro capacità di termoregolazione è meno efficiente.

Il colpo di calore è causato da un aumento improvviso della temperatura corporea. Può manifestarsi con sintomi più o meno intensi, a seconda della gravità: tra questi citiamo spossatezza, mal di testa, nausea, crampi e, nei casi più seri, disturbi della coscienza.

I fattori che possono provocare questa condizione sono la temperatura elevata, l’alto tasso di umidità e una scarsa ventilazione.

Per evitare i colpi di calore, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù fornisce alcuni consigli. Ad esempio, suggerisce di:

  • non portare i bambini al sole tra le 11 e le 17;
  • evitare le ore più calde per le uscite e l’attività fisica;
  • far esporre i piccoli al sole in maniera graduale;
  • fare indossare loro vestiti di fibre naturali, perché favoriscono la traspirazione, e preferire i colori chiari;
  • bagnare frequentemente la testa e rinfrescare il corpo;
  • usare creme solari a protezione elevata;
  • assicurarsi che assumano una corretta quantità di liquidi, prediligere un’alimentazione ricca di frutta e verdura e una dieta leggera.

Come prevenire la disidratazione

Bambino che beve acqua al mare

ArtMarie/gettyimages.it

Il caldo intenso e una scarsa ventilazione possono purtroppo favorire una condizione di disidratazione nei bambini. Specialmente i più piccoli, sono più esposti a questa condizione, che rappresenta uno dei maggiori rischi quando si portano al mare, per via delle dimensioni del loro corpo, ridotte rispetto a quelle di un adulto – quindi, dotate di una minore capacità di disperdere calore – e della maggiore quantità di liquidi contenuta nel loro organismo. Tra i sintomi ci sono, ad esempio, astenia, sonnolenza, crampi, vertigini, mucose asciutte, occhi alonati, riduzione della diuresi, tachicardia e, nei neonati, anche la fontanella depressa. Per prevenire questa condizione, oltre a seguire i consigli riferiti ai colpi di calore, è bene assicurarsi che il bambino beva il giusto quantitativo d’acqua durante il giorno. Andrebbero invece evitate le bevande gassate e zuccherate, il cui effetto dissetante tende a durare poco.

Sì a cappelli e occhiali da sole

Quando sono al mare, i bambini dovrebbero sempre indossare un cappello, possibilmente a tesa larga, perché questa tipologia riesce a proteggere meglio viso, cuoio capelluto, orecchie e collo. Non andrebbero dimenticati, inoltre, gli occhiali da sole. Far portare al bambino un paio di occhiali con lenti dotate di filtri UV, infatti, è importantissimo per proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti.

Bambini al mare: la spiaggia li rende più irrequieti?

Spesso, si sente dire che il mare rende i bambini più “nervosi”. È davvero così? E quali sarebbero le cause? Alberto Giovanni Ugazio, pediatra dell’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, spiega su Repubblica che la maggiore irrequietezza che può riscontrarsi in alcuni bambini al mare, durante l’estate, sarebbe dovuta al fatto che la spiaggia, essendo un ambiente molto luminoso, li stimola a essere più dinamici. Inoltre, le attività svolte tendono a essere maggiormente stancanti, perché i bambini corrono e giocano di più.

Per far sì che i piccoli siano meno nervosi, il pediatra chiarisce che è importante assicurarsi che mantengano degli orari regolari, anche se sono in vacanza, sia per quanto riguarda i pasti che il sonno. La carenza di sonno, in particolare, dovuta al fatto di andare a dormire più tardi del solito, può contribuire a renderli irrequieti. La psicologa dell’età evolutiva Anna Oliverio Ferraris, sempre intervistata da Repubblica, suggerisce di far fare ai bambini un sonnellino durante il pomeriggio, soprattutto fino ai 5-6 anni, in modo che, se la sera tendono a fare un po’ più tardi, risentono meno della stanchezza.

Come abbiamo visto, quindi, adottare le giuste accortezze per vivere le vacanze al mare in sicurezza e relax è fondamentale. Altrettanto importante è proteggere i nostri figli durante tutto l’arco dell’anno, ad esempio stipulando delle polizze assicurative specifiche come Protezione Famiglia Ragazzi di UniSalute, pensata proprio per i più piccoli. Tra i tanti vantaggi offerti, questa polizza consente di avere a disposizione uno specialista anche quando si è lontani da casa: durante la vacanza, infatti, grazie al servizio “Il pediatra risponde”, è possibile contattare un esperto in caso di dubbi e domande sulla salute dei bambini.

Conoscevate questa soluzione?

 

Fonti:
ospedalebambinogesu.it
salute.gov.it
humanitas-sanpiox.it
fondazioneveronesi.it
cdc.gov

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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