PUNTI CHIAVE
- L’allergia agli acari nei bambini è una reazione del sistema immunitario a proteine presenti negli acari che proliferano nella polvere domestica, in particolare in materassi, cuscini e tessuti.
- I sintomi respiratori più frequenti sono starnuti ripetuti, naso chiuso o che cola, prurito al naso e alla gola. Nei casi più gravi possono comparire respiro sibilante e tosse persistente, segnali che possono indicare un’asma allergica.
- Possono comparire anche sintomi oculari come arrossamento, prurito e lacrimazione, che tendono a peggiorare di notte o in ambienti chiusi.
- La diagnosi si effettua con una visita allergologica e, se necessario, un prick test o esami del sangue specifici per le IgE.
- Per ridurre l’esposizione agli acari, è utile ricorrere a fodere antiacaro per materasso e cuscini, lavare regolarmente le lenzuola a 60°C e modulare l’umidità dell’aria.
Naso sempre chiuso, starnuti frequenti, occhi che lacrimano: in alcuni bambini questi disturbi possono essere il segno di un’allergia agli acari della polvere. Gli acari sono microscopici organismi che proliferano negli ambienti domestici, soprattutto in materassi, cuscini e tessuti, e che possono scatenare una risposta immunitaria anche intensa.
Il problema può diventare più evidente soprattutto in autunno e in inverno, quando le finestre restano più spesso chiuse e i bambini trascorrono più tempo negli ambienti domestici, aumentando l’esposizione agli allergeni.
In questo articolo approfondiamo come riconoscere i sintomi dell’allergia agli acari nei bambini e come comportarsi per gestire il disturbo nel modo più efficace.
Allergia agli acari nei bambini: come si manifesta?
I sintomi dell’allergia agli acari sono perlopiù respiratori e oculari, di intensità variabile da un bambino all’altro.
I disturbi respiratori più frequenti sono:
- starnuti ripetuti, spesso in serie
- naso chiuso o che cola
- prurito al naso, al palato e alla gola
- tosse secca
- in alcuni bambini, respiro sibilante, senso di costrizione toracica e difficoltà durante l’attività fisica, che possono indicare un’asma allergica.
A questi si possono associare disturbi oculari:
- prurito, arrossamento e lacrimazione agli occhi
- gonfiore delle palpebre
- sensazione di bruciore o sabbia negli occhi.
Si tratta di sintomi aspecifici che possono facilmente essere scambiati per quelli di un’infezione respiratoria comune come il raffreddore. Un elemento utile per distinguere l’allergia è la durata. I sintomi allergici tendono a persistere, a non migliorare e a riacutizzarsi in situazioni specifiche: nelle ore notturne quando il bambino è a letto, durante la permanenza in stanze non aerate o nel corso delle pulizie domestiche che sollevano la polvere nell’aria.
Quando fare un controllo allergologico?
Se i sintomi respiratori e oculari non accennano a risolversi o si ripresentano con regolarità, è opportuno parlarne con il pediatra, che valuterà se inviare il bambino da uno specialista allergologo.
È ancor più importante richiedere una valutazione quando:
- i sintomi interferiscono con il sonno, la scuola o le attività quotidiane
- compare respiro sibilante o difficoltà respiratoria
- i trattamenti sintomatici come lavaggi nasali o l’uso di antistaminici non portano un miglioramento duraturo.
La visita allergologica prevede un esame della mucosa nasale e può proseguire con un prick test. Una goccia di estratti purificati di allergeni comuni – tra gli acari – viene applicata sulla pelle dell’avambraccio: in caso di allergia, dopo circa 15 minuti compare un pomfo rilevato e pruriginoso. In alternativa o in abbinamento, può essere prescritto un esame del sangue per misurare le immunoglobuline E (IgE) specifiche per gli acari. I risultati vengono interpretati insieme al quadro clinico e alla storia del bambino.
Allergia agli acari nei bambini: cosa fare?
La gestione si articola su due fronti: ridurre la presenza di acari nell’ambiente domestico e, dove indicato dal medico, ricorrere alla terapia farmacologica.
Le misure domestiche più efficaci includono:
- rivestire materassi e cuscini con fodere antiacaro specifiche
- lavare lenzuola e coperte ogni settimana a una temperatura di almeno 60°C
- spolverare regolarmente le superfici utilizzando un panno umido
- utilizzare aspirapolvere dotato di filtro HEPA
- sostituire tendaggi pesanti con tende lavabili e lavare regolarmente i peluche
- aerare gli ambienti
- evitare un’umidità eccessiva: gli acari proliferano negli ambienti caldi e umidi.
Può essere inoltre utile ricorrere a farmaci per controllare i sintomi: antistaminici per alleviare i sintomi allergici, corticosteroidi nasali per ridurre l’infiammazione, broncodilatatori in caso di asma. Nei casi più severi, o quando i sintomi tendono ad aggravarsi nel tempo, può essere valutata l’immunoterapia specifica: un percorso che prevede la somministrazione graduale di dosi crescenti di allergene per ridurre progressivamente la reattività del sistema immunitario.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
L’allergia agli acari nei bambini può causare asma?
Sì, un’esposizione prolungata agli acari può favorire lo sviluppo di asma allergica, soprattutto nei bambini con predisposizione familiare.
Come si fa il prick test per i bambini?
Si applica una goccia di estratto di allergene sulla pelle dell’avambraccio. Dopo circa 15 minuti si valuta la comparsa di un pomfo. Il test è rapido, poco invasivo e ben tollerato anche dai bambini piccoli.
Gli acari della polvere si trovano solo in camera da letto?
No, sono presenti in tutta la casa – divani, tappeti, moquette e tende di tessuto – ma la camera da letto è l’ambiente più critico perché il bambino vi trascorre molte ore consecutive a stretto contatto con materasso e cuscini.
A che età può comparire l’allergia agli acari nei bambini?
L’allergia agli acari può manifestarsi già in età prescolare, verso i 3-4 anni. La predisposizione familiare ad altre allergie o all’asma aumenta il rischio di svilupparla precocemente.
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