PUNTI CHIAVE
- La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia respiratoria cronica caratterizzata da un’ostruzione bronchiale progressiva che riduce la capacità respiratoria.
- Il principale fattore di rischio è il fumo di sigaretta; contribuiscono anche il forte sovrappeso, l’esposizione prolungata a inquinamento e polveri sottili e la presenza di altre patologie respiratorie come l’asma bronchiale.
- I sintomi più comuni includono tosse costante (soprattutto mattutina), produzione spontanea di muco, rumori broncostenotici, affanno o dispnea e una maggiore predisposizione alle infezioni respiratorie.
- L’esame di riferimento per la diagnosi è la spirometria, che verifica la presenza di ostruzione delle vie aeree. La terapia prevede monitoraggio regolare e trattamento farmacologico personalizzato.
- Eliminare i fattori di rischio è il primo passo per rallentare la progressione della malattia e ristabilire una qualità di vita soddisfacente.
La respirazione è una funzione vitale che per alcuni può diventare più difficile nel corso degli anni, specialmente a causa di patologie dell’apparato respiratorio. Tra queste c’è sicuramente la broncopneumopatia cronica ostruttiva, conosciuta con la sigla di BPCO, spesso connessa al tabagismo e/o a una condizione di forte sovrappeso. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, riguarda ben 210 milioni di persone nel mondo. In questo articolo ne approfondiamo cause, sintomi e prospettive di cura.
BPCO cronica: cause e fattori di rischio
Fatta eccezione per alcuni deficit organici che generano un’ipersensibilità bronchiale, la quasi totalità delle cause di BPCO è esterna, deriva cioè da abitudini e comportamenti reiterati nel tempo.
In particolare, tra i fattori esterni che costituiscono un rischio concreto e accertato di sviluppare una BPCO, troviamo:
- tabagismo, in particolare il fumo di sigaretta che è in grado di ridurre la funzionalità polmonare ai minimi fisiologici, complicando inoltre il quadro respiratorio con un’azione nefasta per la vitalità bronchiale
- obesità e il forte sovrappeso, nocivi soprattutto per via dell’accumulo di grasso addominale, che compromettono la capacità respiratoria anche sotto sforzo lieve
- concomitanza di altre patologie respiratorie, come l’asma bronchiale
- inquinamento ambientale, soprattutto per via dell’esposizione continuata a polveri sottili e particolato.
Il soggetto esposto ai fattori dannosi diventa a rischio e può sviluppare la malattia anche a distanza di anni dalla correzione dell’abitudine errata.

Quali sono i sintomi della BPCO?
La broncopneumopatia comporta di solito uno o più tra i seguenti sintomi:
- tosse costante, intensa soprattutto al mattino
- una produzione di muco spontanea, ossia non associata a stati influenzali
- rumori e movimenti broncostenotici provenienti dal torace
- difficoltà respiratorie (dispnea): affanno e fiato corto
- una maggiore predisposizione a infezioni respiratorie virali e batteriche.
In presenza di sintomi del genere, è opportuno consultare il medico curante per valutare un approfondimento clinico, tanto più quando si è soggetti a fattori di rischio solitamente associati alla BPCO cronica.
Quali sono gli esami obiettivi per diagnosticare la BPCO?
L’attenzione ai sintomi da parte del paziente è un aspetto cruciale nella diagnosi di BPCO. La broncopneumopatia appartiene infatti alle patologie per le quali l’efficacia terapeutica è purtroppo condizionata da un alto numero di diagnosi tardive: mediamente, questo implica un notevole margine di ritardo nell’inizio delle cure e, quindi, nel ristabilimento dei sintomi peculiari della BPCO.
L‘osservazione clinica dei sintomi associata alla valutazione dei fattori di rischio costituiscono la base diagnostica per l’individuazione della BPCO. L’esame clinico di verifica della qualità respiratoria per eccellenza è la spirometria, capace di valutare la capacità respiratoria e di verificare la presenza o meno di un’ostruzione delle vie aeree.
Si può guarire dalla BPCO?
Una patologia di tipo cronico come la BPCO non perviene quasi in nessun caso a una remissione completa della capacità polmonare. Tuttavia, eliminando i fattori di rischio e seguendo la terapia assegnata, è possibile tenere sotto controllo i sintomi e ristabilire una buona qualità di vita.
Eliminare i fattori di rischio significa rimuovere le condizioni che hanno indebolito la funzionalità bronchiale ed evitarne l’ulteriore peggioramento. Qualora all’origine della patologia ci siano l’abitudine al fumo e uno stato di sovrappeso, le misure determinanti nel trattamento della BPCO saranno smettere di fumare e perdere peso.
In aggiunta, l’iter di cura prevede un monitoraggio semestrale o annuale della funzionalità respiratoria abbinato alla terapia farmacologica: farmaci broncodilatatori, antibiotici e antinfiammatori per favorire la riabilitazione istologica.
Per i pazienti con BPCO è importante mantenere aggiornata la copertura vaccinale: i vaccini contro l’influenza e contro la polmonite da pneumococco riducono il rischio di infezioni respiratorie che, in un quadro di funzionalità polmonare già ridotta, possono provocare riacutizzazioni anche gravi.
Nei casi più avanzati, la terapia può includere interventi di supporto respiratorio: l’ossigenoterapia prevede la somministrazione controllata di ossigeno per compensare i livelli insufficienti nel sangue, mentre la ventilazione meccanica viene utilizzata quando la capacità respiratoria residua non è più sufficiente a garantire un’adeguata ossigenazione.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI
Le domande più frequenti dei pazienti
La BPCO è diversa dall’asma?
Sì, l’asma è una patologia infiammatoria delle vie aeree con carattere spesso reversibile, mentre la BPCO è una malattia cronica e progressiva in cui l’ostruzione bronchiale è generalmente irreversibile. Le due condizioni possono tuttavia coesistere nello stesso paziente.
La BPCO può peggiorare nel tempo anche con la terapia?
La BPCO tende a progredire nel tempo, ma seguire la terapia prescritta ed eliminare i fattori di rischio consente di rallentarne l’evoluzione e di mantenere una qualità di vita soddisfacente.
Quando è indicata la spirometria?
La spirometria è indicata per chi presenta sintomi persistenti come tosse cronica, affanno o produzione di muco, soprattutto in presenza di fattori di rischio come il fumo o l’esposizione prolungata a sostanze inquinanti.
Smettere di fumare migliora i sintomi della BPCO?
Sì, smettere di fumare è l’intervento più efficace per rallentare la progressione della BPCO e ridurre la frequenza delle riacutizzazioni.
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