La prevenzione dell’osteoporosi si costruisce nel tempo, a partire dall’infanzia, attraverso alimentazione corretta, attività fisica regolare e uno stile di vita sano. Ogni fase della vita richiede attenzioni specifiche, dal raggiungimento del picco di massa ossea nei più giovani fino al mantenimento di forza, equilibrio e salute ossea negli adulti e negli anziani. Anche la diagnosi precoce, tramite densitometria ossea nei soggetti a rischio, è fondamentale per intervenire tempestivamente.
L’osteoporosi è una patologia di cui si scontano gli effetti nel tempo, principalmente nell’età anziana e, nelle donne nella post-menopausa. Spesso è quando raggiunge uno stadio più evidente che si decide di agire per limitarne i danni. Eppure la degenerazione ossea può essere contrastata ben prima, intervenendo sulle abitudini fin dalla gioventù e sulle scelte in ogni fase della vita.
Approfondiamo cosa fare per proteggere la salute delle ossa.
Prevenzione dell’osteoporosi: chi è più a rischio?
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla progressiva riduzione della densità minerale ossea e dal deterioramento della struttura del tessuto osseo. Il risultato è un osso più fragile, meno resistente ai traumi, con un rischio elevato di fratture anche in seguito a cadute lievi o movimenti ordinari.
Tra i principali fattori non modificabili rientrano:
- età avanzata
- menopausa
- familiarità per osteoporosi o fratture da fragilità
- terapie prolungate con corticosteroidi
- malattie croniche come celiachia o malattie infiammatorie intestinali.
A questi si aggiungono fattori modificabili come:
- sedentarietà
- scarso apporto di calcio e vitamina D
- fumo
- consumo eccessivo di alcol.
Il tessuto osseo è in costante rinnovamento. Fino ai 30 anni circa la costruzione ossea prevale sul riassorbimento e la massa raggiunge il suo punto massimo: il picco di massa ossea. Più alto è questo picco, maggiore è la riserva disponibile per le decadi successive, quando la perdita diventa fisiologica. Le abitudini dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovane età adulta – a livello di alimentazione, attività fisica, abitudine o meno al fumo e al consumo di alcol, ecc. – influenzano in modo determinante quel picco, con effetti che nessuna terapia successiva può compensare pienamente.
Come prevenire l’osteoporosi in ogni fase della vita
La prevenzione dell’osteoporosi è un percorso che cambia forma e obiettivi a seconda dell’età.
Infanzia e adolescenza
Fin dai primi anni di vita è importante promuovere abitudini corrette: come si è detto, infatti, il patrimonio osseo costruito durante la crescita rappresenta un investimento per il futuro. La priorità in questa fase è quindi massimizzare il picco di massa ossea. Per farlo bisogna investire su due aspetti fondamentali: un’alimentazione ricca di calcio (latte, latticini, legumi, verdure a foglia verde, frutta secca) e un’attività fisica regolare con carico (come corsa, salto, sport di squadra). Anche l’esposizione solare, che stimola la produzione di vitamina D, gioca un ruolo chiave.
Adolescenza ed età adulta
Dall’adolescenza all’età adulta restano fondamentali una dieta ad alto contenuto di calcio, con un corretto apporto proteico per il mantenimento della salute ossea e muscolare, e un adeguato esercizio fisico, soprattutto quello che stimola il carico sulle ossa e il tono muscolare. Le opzioni sono numerose: dalla camminata veloce all’allenamento di resistenza all’attività aerobica moderata.
A questi due pilastri si aggiunge inoltre il contrasto dei principali fattori di rischio modificabili: il fumo e il consumo eccessivo di alcol.
Menopausa
Nelle donne, l’ingresso in menopausa è il momento che merita maggiore attenzione: la perdita di massa ossea in questa fase accelera fino all’1-2% annuo. Il fabbisogno di calcio aumenta (1.200–1.500 mg al giorno), la vitamina D può richiedere un supplemento e l’esercizio con carico (camminata veloce, danza, pesi) diventa particolarmente rilevante.
In questo periodo, il medico può valutare l’opportunità di eseguire controlli della densità ossea o di impostare percorsi preventivi personalizzati. Intervenire precocemente in questa fase consente di rallentare la perdita di massa ossea e ridurre il rischio di fratture negli anni successivi.
Terza età
Nella terza età è importante intervenire su fattori chiave come equilibrio, coordinazione e forza muscolare, accanto a un adeguato apporto di calcio e vitamina D.
Il mantenimento della salute ossea passa anche attraverso programmi di attività fisica adatta ai più anziani, utili a migliorare stabilità e mobilità articolare. In questa fase diventano particolarmente importanti anche la prevenzione delle cadute domestiche e il monitoraggio periodico della salute ossea, soprattutto in presenza di precedenti fratture o terapie che possono influire sul metabolismo dell’osso.
Densitometria ossea: quando farla?
La densitometria o mineralometria ossea (MOC o DEXA) è l’esame di riferimento per misurare la densità minerale ossea e stimare il rischio di fratture. Viene prescritto dal medico sulla base del profilo di rischio individuale. Le categorie per le quali è generalmente indicato includono:
- donne oltre i 65 anni e uomini oltre i 70
- chi ha avuto fratture da fragilità ossea
- pazienti che hanno seguito terapie corticosteroidee prolungate (oltre tre mesi)
- chi ha familiarità diretta per osteoporosi o fratture
- persone che soffrono di malattie da malassorbimento intestinale come la celiachia, patologie croniche come il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide
- donne che hanno avuto una menopausa precoce o amenorrea prolungata.
Se ripetuta con la giusta cadenza, la MOC permette di monitorare la salute ossea nel tempo e di intervenire prima che insorgano complicanze come fratture.
Per facilitare il percorso di prevenzione e tutela della salute attraverso visite ed esami diagnostici, può essere utile scegliere i moduli offerti dalle soluzioni di UniSalute per Te, che offrono il duplice vantaggio di tariffe agevolate e brevi tempi di attesa.
Prenditi cura della tua salute con i moduli base UniSalute Per Te

Per monitorare la densità ossea l’esame di riferimento è la densitometria o mineralometria ossea (MOC).
Le domande più frequenti dei pazienti
A che età si inizia a perdere massa ossea?
La perdita di massa ossea è un processo fisiologico che inizia dopo i 30-35 anni, quando il riassorbimento osseo comincia a prevalere sulla formazione. Nelle donne, la menopausa accelera questo processo, con perdite che nei primi anni possono raggiungere l’1-2% annuo.
Qual è il fabbisogno di calcio nelle diverse età?
Il fabbisogno di calcio cambia nel corso della vita: circa 1.000 mg al giorno negli adulti, 1.200-1.500 mg dopo i 50 anni e in menopausa, fino a 1.300 mg al giorno in adolescenza.
Quando è indicata la densitometria ossea?
La densitometria ossea (MOC/DEXA) viene suggerita al medico sulla base di fattori di rischio individuali. In linea generale, è raccomandata alle donne oltre i 65 anni, agli uomini oltre i 70, e a chiunque abbia fattori di rischio specifici come terapie corticosteroidee prolungate, patologie da malassorbimento come la celiachia, menopausa precoce o fratture da fragilità pregresse.
L’osteoporosi è reversibile?
La perdita di massa ossea non è reversibile, ma con un trattamento appropriato – farmacologico quando indicato, affiancato da integrazione di calcio e vitamina D e da un programma di esercizio fisico mirato – è possibile rallentare la progressione della malattia e ridurre il rischio di fratture.


Nessun commento