Acne nei gatti: a cosa è dovuta e come può essere trattata?

PUNTI CHIAVE

  • L’acne felina è una malattia cutanea che provoca la comparsa di comedoni sul mento e, più raramente, ai margini del muso. 
  • All’origine della patologia c’è un’infiammazione delle ghiandole sebacee. Le cause scatenanti non sono del tutto note, ma tra i fattori che possono contribuire figurano l’eccesso di sebo, allergie, stress, infezioni fungine, parassiti e scarsa igiene delle ciotole.
  • Nelle forme iniziali i comedoni spesso non causano prurito né dolore; se trascurati, possono evolvere in noduli, pustole e infezioni cutanee anche gravi.
  • La diagnosi è di competenza veterinaria e prevede l’esclusione di altre patologie dermatologiche con manifestazioni simili, come allergie, tigna o dermatite da Malassezia.
  • La cura si basa principalmente sull’igiene della zona colpita e, nelle forme più severe, sull’assunzione di antibiotici o farmaci antinfiammatori.

Anche i gatti possono avere i punti neri sul mento e, come negli umani, queste formazioni sono spesso la spia di una condizione patologica della pelle. Si tratta dell’acne felina, una patologia piuttosto comune e non preoccupante, ma che è importante non trascurare. Richiedere una valutazione veterinaria, infatti, è il modo migliore per evitare che il disturbo peggiori ed evolva in complicanze, come infezioni cutanee anche gravi.

Il tuo gatto ha punti neri sul mento?

Potrebbe soffrire di acne felina, una condizione che, se trascurata, potrebbe evolvere in infezioni cutanee. Un controllo veterinario tempestivo è la soluzione più indicata per arrivare a una corretta diagnosi e impostare la cura più adatta. Con UniSalute My Pet, da 22,50€ al mese hai:

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    Cos’è l’acne felina?

    L’acne felina è una malattia cutanea che può colpire i gatti di qualunque età, sesso e razza. È dovuta a un’infiammazione delle ghiandole sebacee che si trovano intorno al muso e si manifesta con la comparsa di comedoni, del tutto simili ai punti neri che possono svilupparsi negli esseri umani. L’acne felina non è una patologia grave né contagiosa e può essere facilmente curata, ma è importante non trascurarla per scongiurare il rischio di infezioni.

    Quali sono le cause?

    A differenza dell’acne umana, l’acne felina non ha origine ormonale e può colpire gatti di tutte le età, dai primissimi mesi di vita fino a oltre dieci anni. Alla base di questo disturbo c’è un’infiammazione delle ghiandole sebacee che sono poste in prossimità dei bulbi piliferi e hanno il compito di produrre sebo. Questa sostanza oleosa, in condizioni normali, protegge e mantiene idratata la pelle ma può accadere che resti intrappolata nei follicoli, creando un tappo che li ostruisce e favorisce la formazione dei comedoni.

    Le cause esatte non sono note, ma alcune condizioni possono contribuire a scatenare questa patologia. Tra i principali figurano:

    • aumentata produzione di sebo
    • eccesso di cheratina, la proteina che è la principale componente dei peli, nel follicolo pilifero
    • allergie e intolleranze alimentari
    • stress
    • infezioni fungine
    • presenza di parassiti
    • sistema immunitario compromesso
    • scarsa pulizia del gatto
    • presenza di batteri e altri microrganismi patogeni nelle ciotole in cui mangia e beve.

    Come si riconosce l’acne felina?

    Come si è detto, il sintomo principale dell’acne felina è rappresentato dalla formazione di comedoni, tipicamente sul mento e, raramente, sul muso del gatto, ai margini del labbro. Generalmente, almeno allo stadio iniziale della malattia, questi punti neri non causano prurito né dolore: può quindi capitare che la loro presenza passi inosservata.

    Tuttavia, senza una terapia adeguata possono dare origine a noduli, papule (piccoli rigonfiamenti senza pus) e pustole (lesioni contenenti pus) che, specie se l’animale si gratta, possono evolvere in infezioni cutanee anche gravi, come la follicolite batterica. Se il gatto ha la pelle del mento arrossata, ispessita e coperta di croste da cui fuoriesce del liquido purulento o, talvolta, del sangue, potrebbe soffrire di un’acne felina allo stadio avanzato.

    Amanda Caroline da Silva/gettyimages.it

    Diagnosi

    Ai primi segnali sospetti è importante far visitare il proprio gatto dal veterinario, che formulerà una diagnosi sulla base dei sintomi e delle condizioni generali di salute dell’animale. Per confermare la presenza di acne felina, è indispensabile escludere altre problematiche che possono avere manifestazioni cliniche simili, in particolare allergie e reazioni cutanee ad acari o pulci, infezioni dovute a funghi, per esempio la tigna del gatto, a lieviti, come la dermatite da Malassezia, o a batteri.

    Oltre a basarsi sulla valutazione visiva, lo specialista può fare ricorso anche a esami colturali, che prevedono la raschiatura della pelle e il prelievo di piccolissimi campioni di tessuto, da esaminare al microscopio per individuare la presenza di funghi o batteri.

    Come si cura l’acne felina?

    La terapia dell’acne felina varia a seconda dello stadio della malattia e della gravità dei sintomi. È importante seguire le indicazioni del veterinario ed evitare il fai da te, per avere la certezza di prendersi cura del proprio gatto nel modo migliore.

    Generalmente è sufficiente tenere la pelle ben pulita, detergendola con acqua tiepida e un sapone delicato e disinfettandola con acqua ossigenata o clorexidina, soprattutto dopo i pasti. Su consiglio dello specialista, se il gatto ha il pelo molto lungo può essere utile tosare la zona colpita dall’acne per far respirare la cute e mantenerla più facilmente detersa e asciutta.

    In presenza di infezioni, tuttavia, può rendersi necessario ricorrere ad antibiotici, sotto forma di pomate da applicare localmente o da somministrare per via orale, oppure a farmaci a base di cortisone, se prescritti dal veterinario.

    Nelle forme iniziali e lievi di acne felina possono rivelarsi efficaci anche rimedi naturali come l’olio di tea tree o di lavanda, che svolgono un’azione antinfiammatoria, antisettica e sebo-regolatrice, sempre su indicazione dello specialista. È invece preferibile evitare gli impacchi con il bicarbonato, che viene spesso utilizzato come soluzione casalinga anche nell’uomo per il trattamento dei brufoli sottopelle e “classici”, pur non avendo alcun effetto scientificamente provato in questo senso. Nel caso dei gatti, non solo non ci sono prove a sostegno dell’efficacia del bicarbonato contro l’acne felina, ma questo composto chimico può risultare tossico se ingerito in grandi quantità.

    È anche importante tenere ben pulite le ciotole per scongiurare la proliferazione di batteri. Dato che l’acne felina non è una patologia contagiosa, non servono particolari precauzioni nel quotidiano: il gatto può continuare a condurre la sua normale vita domestica a contatto sia con le persone che con altri animali, perché non c’è alcun rischio che possa trasmettere la malattia.

    Come prevenire l’acne felina

    Per prevenire l’acne felina, è importante intervenire sui fattori di rischio che potrebbero favorire lo sviluppo di questa patologia. Ecco qualche buona abitudine da adottare:

    • assicurarsi che l’animale abbia sempre il mento pulito, anche igienizzandolo quotidianamente con una salvietta disinfettante, specie dopo i pasti
    • lavare frequentemente le ciotole e, eventualmente, posizionarle su un ripiano più alto in modo che, quando il gatto mangia o beve, il pelo sul mento non entri in contatto con l’acqua e il cibo
    • sostituire le ciotole in plastica, dove i batteri tendono a proliferare, con quelle in ceramica o in alluminio, più igieniche
    • prestare attenzione agli eventuali sintomi di un’allergia alimentare, come i disturbi gastrointestinali, e segnalarli al veterinario in modo da modificare la dieta del gatto nel modo più opportuno.

    Semplici accorgimenti nella vita quotidiana, insieme a regolari visite di prevenzione dal veterinario e a controlli tempestivi in presenza di campanelli di allarme, sono le tre regole d’oro per proteggere il benessere del proprio gatto.

    LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

    Le domande più frequenti dei pazienti

    L’acne felina è contagiosa?

    No, l’acne felina non è contagiosa né per gli esseri umani né per altri animali domestici. Il gatto può continuare a vivere normalmente a contatto con persone e altri animali senza rischi di trasmissione.

    Come si presenta l’acne felina?

    Nella maggior parte dei casi si manifesta con piccoli punti neri sul mento del gatto, simili ai comedoni umani. Nelle forme più avanzate possono comparire rossore, croste, pustole e secrezioni.

    Quando bisogna portare il gatto dal veterinario?

    È consigliabile rivolgersi al veterinario già ai primi segnali sospetti, soprattutto se il gatto presenta arrossamento, gonfiore, prurito, croste o lesioni che peggiorano nel tempo.

    Quali ciotole sono migliori per prevenire l’acne felina?

    Le ciotole in ceramica o in acciaio/alluminio sono di solito preferibili rispetto a quelle in plastica, perché trattengono meno batteri e sono più facili da pulire accuratamente.

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