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Supporto psicologico per i malati oncologici e le loro famiglie: associazioni e consigli

La diagnosi di tumore è, purtroppo, un momento molto delicato sia per il malato che per la sua famiglia.

Sarà necessario affrontare la malattia con impegno e consapevolezza, ricorrendo a cure e trattamenti di varia natura, per permettere al paziente di vivere questo difficile periodo accompagnato dalle figure di riferimento importanti per lui, che saranno familiari, medici e specialisti d’equipe.

Per permettere a tutti coloro che sono coinvolti nella malattia di affrontare – e se possibile, superare – le numerose difficoltà che si incontreranno, può essere importante ricorrere a un supporto psicologico per malati oncologici: oggi approfondiamo insieme l’importanza di questo tipo di terapia, per comprendere come può essere utile ai malati e alle loro famiglie.

La psicologia oncologica: di cosa si tratta?

Come affermato nelle linee guida diffuse dalla Società Italiana di Psico Oncologia (SIPO),“qualunque sia la diagnosi, la prognosi, la risposta alle terapie, non esistono tumori di scarsa rilevanza”.

Infatti, ricevere una diagnosi di cancro porta a uno sconvolgimento di tutti gli aspetti della vita: in brevissimo tempo cambiano le priorità, le aspettative, il rapporto con il proprio corpo, con i valori di riferimento più importanti. Si modifica la routine quotidiana, familiare, lavorativa, ed è necessario prepararsi a mesi – oppure anni – di frequentazione di ospedali e strutture sanitarie, sia per affrontare le terapie che tutti i successivi controlli.

La psicologia oncologica, detta anche psiconcologia, è la disciplina che si occupa dell’impatto psicologico e sociale che il tumore ha sul paziente e sulle persone a lui più vicine, che saranno probabilmente la famiglia e l’equipe curante.

Per il malato e per la sua famiglia sarà pertanto fondamentale instaurare un rapporto di fiducia con il team medico e tutti gli specialisti coinvolti: in questo delicatissimo momento, potrebbe essere davvero importante sapere di poter contare su uno psicologo o psicoterapeuta dedicato.

Sarà il medico stesso – molto probabilmente l’oncologo o uno specialista di riferimento – a consigliare al paziente e alla famiglia la possibilità di un supporto psicologico, che non sarà obbligatorio (anche se potrà essere fortemente raccomandato) e rimarrà comunque una libera scelta del malato e dei suoi congiunti.

bambina che abbraccia un peluche in ospedale

istock.com

Come funziona il supporto psicologico per il paziente oncologico

Per il paziente, relazionarsi con uno psicologo o psicoterapeuta sarà un modo per esternare paure, per affrontare eventuali periodi depressivi, per elaborare le notizie ricevute dai medici, ma anche per scoprire in sé risorse inaspettate e punti di forza che potranno aiutarlo ad affrontare anche le fasi più difficili. Il malato si troverà a fronteggiare emozioni e stati d’animo molto diversi, ed è importante che sia preparato e supportato per gestire questi momenti.

Solitamente, la terapia di sostegno inizia con un colloquio individuale, che servirà per valutare alcuni aspetti:

  • “la condizione psichica del paziente e la sua personalità, individuando eventuali tratti che possono ostacolare le modalità di adattamento alla situazione di malattia
  • le risorse interiori del paziente, le resistenze, i meccanismi difensivi, le strategie di adattamento abitualmente utilizzate di fronte alle situazioni problematiche
  • l’impatto psicologico della diagnosi, della malattia e delle terapie
  • la qualità delle relazioni familiari e sociali”

(fonte: SIPO)

Quando lo specialista avrà a disposizione il quadro completo, potrà decidere come agire: è importante ricordare che ogni paziente è una storia a sé, e ognuno reagirà secondo la propria condizione, il proprio vissuto e le proprie capacità.

due donne che si abbracciano e sorridono

FatCamera/istock.com

Terapie e attività di sostegno: alcune possibilità

A seconda della condizione di partenza e delle inclinazioni del paziente, si potrà optare per diverse terapie e modalità di supporto, tra cui:

  • Psicoterapia individuale o di gruppo
  • Gruppi di supporto e ascolto, guidati da psicologi o psicoterapeuti
  • Percorsi di counselling
  • Se necessario, somministrazione di psicofarmaci
  • Tecniche a mediazione corporea o tecniche di rilassamento, per esempio training autogeno, distensione immaginativa, respirazione consapevole
  • Consulenze sessuologiche, orientate per esempio a ritrovare confidenza con il proprio corpo dopo terapie oncologiche o operazioni
  • Terapia di coppia
  • Pet therapy, specialmente con cani e cavalli
  • Arteterapia e musicoterapia
  • Supporti telefonici e consulenze a distanza
  • Consulenze per il reinserimento lavorativo e per l’aiuto pratico durante e dopo la malattia.

Lo specialista e il paziente a lui affidato potranno trovare insieme la strada migliore, tenendo sempre conto delle condizioni cliniche di partenza e del quadro di salute che può modificarsi nel corso dei mesi e degli anni.

cane seduto sulle gambe di un uomo

corners74/istock.com

L’importanza del sostegno psicologico per la famiglia del malato

Fin dal momento della diagnosi subito sarà fondamentale instaurare un buon equilibrio tra malato, famiglia ed equipe medica, creando quella che si chiama “alleanza terapeutica”.

Come abbiamo visto, alcune delle terapie e attività che vengono proposte al paziente possono infatti coinvolgere anche i famigliari, ad esempio la terapia di gruppo o di coppia.

Il caregiver: chi è e perché necessita di un supporto particolare

C’è sempre una persona che si fa carico della malattia più degli altri, assistendo in maniera ravvicinata il malato: si tratta del caregiver, ovvero “la persona che si prende cura del malato dal punto di vista pratico aiutandolo nella gestione della malattia e nello svolgimento delle at­tività quotidiane, ma anche sostenendolo sul piano emotivo. Il più delle volte il caregiver è un familiare (di solito coniuge o figlio) o un amico, ma il termine si usa anche con riferimento a persona che assi­ste il malato dietro il pagamento di un compenso” (definizione fornita da Aimac – Associazione Italiana Malati di Cancro).

A tal proposito, molte associazioni si occupano anche di organizzare corsi di formazione e gruppi di sostegno per caregiver, al fine di fornire a queste importantissime figure metodi, informazioni e supporto anche dal punto di vista psicologico.

caregiver

MangoStar_Studio/istock.com

Associazioni che si occupano di sostegno psicologico per malati oncologici e familiari

In Italia, ci sono numerose associazioni che si occupano di fornire assistenza e sostegno sia ai pazienti che ai famigliari.

Il nostro consiglio è di chiedere sempre consiglio all’equipe medica di riferimento, e di prendere contatto con associazioni attive in ospedale e sul proprio territorio di riferimento.

Proponiamo di seguito una lista di alcuni enti, tra i più attivi a livello nazionale che propongono percorsi di sostegno psicologico:

  • Aimac – Associazione Italiana malati di cancro, parenti e amici ha attivato il progetto Oncoguida, tramite il quale ricercare centri per il supporto psicologico ed effettuare anche una ricerca tra le principali associazioni nazionali che si occupano di supporto
  • Airc – Fondazione Italiana Ricerca sul Cancro fornisce assistenza ai malati e ai parenti, e approfondisce la figura del caregiver
  • Anvolt – Associazione Nazionale Volontari Lotta Contro i Tumori organizza sessioni di sostegno psicologico e gruppi di aiuto
  • Ant – Associazione Nazionale Tumori fornisce assistenza psicologica in molte province su tutto il territorio nazionale
  • Ieo – Istituto Europeo di Oncologia si occupa di fornire sostegno psicologico per il malato e per i familiari
  • Lilt – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori organizza gruppi di sostegno nelle sedi regionali e provinciali

Questo percorso, così come l’iter che interessa altre malattie croniche, degenerative e purtroppo gravi, può essere reso più soft dal sostegno di medici e terapeuti competenti e specializzati, che via via sapranno indicare esami, approfondimenti e terapie per affrontare al meglio questo delicatissimo momento.

Oltre al sostegno psicologico, il paziente potrà comunque contare anche su altre misure di aiuto, come per esempio una dieta apposita per i pazienti oncologici, e l’eventuale ausilio di terapie innovative, ovviamente sempre a seguito di confronto con il proprio medico.

 

Conoscete altri enti o associazioni che si dedicano al supporto psicologico dei pazienti oncologici e delle loro famiglie? Segnalateceli in un commento, saremo felici di scoprire nuove realtà.

 

 

Fonti

Siponazionale.it
Amaic.it
Oncoguida.it
Airc.it
Anvolt.org
Ant.it
Ieo.it
Lilt.it

Silvia Bernardi
Bolognese, si occupa di comunicazione e scrittura, curando temi inerenti alla salute, al welfare e all'innovazione sociale.

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