Somatizzare ansia

Somatizzare: fino a che punto l’ansia può incidere sul nostro stato di salute?


La somatizzazione dell’ansia si verifica quando un disagio emotivo si manifesta attraverso sintomi fisici come mal di testa, dolori muscolari, difficoltà respiratorie, disturbi gastrointestinali o insonnia. Fattori come stress prolungato, traumi o conflitti interiori non elaborati possono attivare risposte fisiche persistenti. La psicoterapia – nelle sue diverse forme, dall’approccio psicodinamico a quello cognitivo-comportamentale fino a tecniche specifiche come l’EMDR – rappresenta lo strumento più efficace per intervenire alla radice del problema e ridurre i sintomi.

Molte persone che soffrono di ansia spesso manifestano una serie di sintomi fisici come mal di testa, difficoltà respiratorie e affanno, insonnia. Si parla, in questi casi, di somatizzazione, ovvero dell’espressione corporea di un malessere emotivo.

Ma a cosa è dovuta la somatizzazione? Quali possono essere le sue manifestazioni? Come è possibile intervenire per contrastarla? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Chiara Bastelli, psicologa e psicoterapeuta.

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Cosa significa somatizzare l’ansia?

La somatizzazione dell’ansia è “l’espressione corporea di un disagio emotivo legato a pressioni psichiche difficilmente sostenibili, oppure a eventi che ci hanno ferito, offeso, addolorato, preoccupato, fatto arrabbiare”. Si tratta dunque di un disturbo che nasce dalla sofferenza psichica: “è come se fosse il corpo a provocare dolore perché la mente non può accettare di provarlo ed effettua uno spostamento. Si manifesta, quindi, attraverso la comparsa di sintomi fisici che, tipicamente, coinvolgono un organo o un apparato. Il corpo e la mente formano in noi un sistema inscindibile: quando assistiamo a un’alterazione del nostro equilibrio psicologico, è possibile che vengano allo stesso tempo implicati il sistema neurovegetativo, quello muscolo-scheletrico, quello immunitario e/o il sistema endocrino. Ecco perché alcune persone finiscono per provare dolore in una parte del corpo, benché essa risulti sana quando viene sottoposta ad accertamenti medico-diagnostici”.

Meccanismi dell’ansia tra corpo e mente

L’ansia non ha soltanto una connotazione negativa, ma può rappresentare una risorsa. “Infatti, quando ci troviamo in una situazione di difficoltà o di pericolo il nostro organismo, attivato dall’ansia, concentra ogni energia a sua disposizione per affrontare tale condizione. Succede, ad esempio, quando siamo chiamati a dover affrontare una prova – un esame all’università, un colloquio di lavoro, una riunione importante. Il nostro corpo raccoglie ogni risorsa per permetterci di riuscire al meglio”.

Si tratta di meccanismo involontario, in cui sono coinvolte le due componenti del sistema nervoso autonomo: il sistema simpatico e parasimpatico. Il cervello, o più precisamente, una sua componente, il sistema limbico, coordina la risposta dell’organismo alla situazione, sia essa positiva o negativa. Per questo motivo, ogni emozione si manifesta direttamente non soltanto nella mente, ma anche nel corpo, esattamente come accade nella somatizzazione dell’ansia che dà luogo a sintomi fisici come dolore, nausea, malessere e affanno.

Perché si somatizza l’ansia?

L’ansia somatizzata può dipendere da svariate cause il cui denominatore comune è, come ricordato, la presenza di un disagio psicologico. L’ansia somatizzata può provenire da forti livelli di stress, depressione, eventi traumatici o, più in generale, da un malessere personale o legato alla vita in società, che non trova altra forma per esprimersi.

“Spesso i sintomi fisici rappresentano la somatizzazione di una sofferenza psichica della quale l’individuo non è consapevole. Se protratto nel tempo, il disturbo generato aumenta e la persona può abituarsi a viverlo come parte integrante della propria vita, quando invece dovrebbe essere considerato una situazione patologica che richiede attenzione. E, più precisamente, una situazione attraverso la quale il nostro corpo ci richiama a identificare e affrontare ciò che è all’origine della somatizzazione”.

 Donna che soffre di mal di testa da ansia.

Una donna che si tiene la testa, che simboleggia il mal di testa da ansia. Scopri come l’ansia si manifesta nel tuo corpo.

Come si manifesta l’ansia somatizzata?

L’ansia sollecita l’organismo provocando la comparsa di varie somatizzazioni. Le più comuni includono:
  • cefalee
  • fitte al petto, uno dei sintomi che solitamente spaventa di più, incrementando così lo stato d’ansia
  • insonnia
  • problemi allo stomaco
  • difficoltà respiratorie
  • tensioni e dolori muscolari.

Una somatizzazione dell’ansia molto diffusa è il cosiddetto nodo in gola, un senso di costrizione che può portare a difficoltà nel deglutire o conati di vomito. Una conseguenza diretta è la paura di soffocare, che può a volte cronicizzarsi, provocando serie difficoltà nell’assunzione di cibi e bevande. “Se la visita medica ha escluso cause organiche responsabili dell’insorgenza del disturbo, questa può essere una manifestazione dell’ansia e della difficoltà della persona a esprimere le proprie emozioni, facendo piuttosto parlare il corpo”.

In presenza di sintomi simili, è fondamentale intervenire. Va tenuto presente, infatti, che “oltre a causare dolori o fastidi già in sé abbastanza invalidanti, i disagi fisici provocati dall’ansia possono, col trascorrere del tempo, compromettere il corretto funzionamento degli organi e degli apparati colpiti”.

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Come calmare l’ansia somatizzata?

Spesso, chi somatizza l’ansia spende tempo ed energie ricercando cause organiche all’origine del proprio disturbo: “supposte lesioni o alterazioni metaboliche dell’organo o dell’apparato coinvolto. La persona finisce così per passare da uno specialista all’altro, addentrandosi in un percorso contrassegnato da accertamenti clinici e assunzioni di farmaci”. Questo finisce per incidere sulla qualità della vita, stravolgendo la routine sociale e lavorativa. In alcuni casi si ricorre a interventi curativi inefficaci o a un utilizzo non corretto, fai da te, di farmaci che possono dar luogo a dannose complicanze.

Lo strumento capace di trattare efficacemente l’ansia somatizzata è, invece, la psicoterapia. Sono diversi approcci che possono offrire beneficio.

Approccio psicoanalitico o psicodinamico

Un approccio psicoterapeutico “classico” consente al paziente di individuare le ragioni psicologiche alla base delle somatizzazioni e di risolverle elaborando modi nuovi e costruttivi per affrontare le difficoltà emotive. “Ad esempio, una persona afflitta da un sentimento d’inferiorità può somatizzare il proprio disagio e la propria paura quando deve relazionarsi con persone temute o considerate a vario titolo migliori. Attraverso la psicoterapia, il paziente può arrivare a superare questo problema, sviluppando una diversa e più realistica visione di sé e creando modalità relazionali scevre da qualsiasi disagio”.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

L’indirizzo cognitivo-comportamentale, molto efficace per affrontare i disturbi legati all‘ansia, aiuta invece il paziente a individuare e ristrutturare i pensieri, le idee e i comportamenti che danno luogo alle somatizzazioni.

Tecniche immaginative e autorilassamento

La psicoterapia può ricorrere anche all’utilizzo di tecniche come quelle immaginative, oppure di autorilassamento, come il training autogeno o il rilassamento frazionato, mirate alla riduzione dei livelli psicofisici dell’ansia. “Nella pratica clinica simili tecniche vengono spesso inserite all’interno dei metodi psicoterapeutici finora esposti”.

EMDR

Quando le somatizzazioni sono originate da traumi non elaborati significa che “il nostro cervello non è riuscito a rielaborare in modo adattivo gli eventi traumatici, impedendo alla persona di andare avanti nella vita con risorse aggiuntive. Ciò provoca l’emersione di pensieri, emozioni, sensazioni fisiche disturbanti che possono essere risolti attraverso l’utilizzo di tecniche psicoterapeutiche specifiche, come l’EMDR (Eyes Movement Desensitisation and Reprocessing). È un trattamento che permette alla persona di ricordare l’evento traumatico modificando i pensieri disfunzionali e riducendo l’intensità delle sensazioni corporee negative correlate”. Questa tecnica favorisce una rielaborazione adattiva delle esperienze dolorose, da un punto di vista sia emotivo sia cognitivo, attraverso la figura del terapeuta che diventa il facilitatore del processo di rielaborazione del ricordo traumatico, affinché la persona possa essere libera dai sintomi recuperando le risorse emotive mancanti.

Le opzioni terapeutiche, come si è visto, possono essere molteplici. Fondamentale è affidarsi a professionisti qualificati, in grado di valutare il quadro clinico e individuare il percorso terapeutico più adatto. Per chi si prende cura di un familiare fragile e vive un carico emotivo intenso, può essere utile sapere che esistono soluzioni dedicate come My Support di UniSalute, che include un servizio di psicoterapia online pensato per offrire sostegno psicologico ai caregiver, aiutandoli a gestire stress e ansia che possono sfociare in somatizzazioni.

 

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Paziente in terapia che parla con uno psicologo per l’ansia.

Le domande più frequenti dei pazienti

Cosa significa somatizzare l’ansia?

Somatizzare l’ansia significa manifestare sintomi fisici come espressione di un disagio emotivo o di pressioni psicologiche difficili da gestire. Il corpo esprime un malessere che la mente non riesce ad affrontare direttamente.

Quali sono i sintomi più comuni dell’ansia somatizzata?

I sintomi più frequenti includono cefalea, fitte al petto, insonnia, problemi allo stomaco, difficoltà respiratorie, tensioni e dolori muscolari, irritabilità.

Quali sono le cause della somatizzazione dell’ansia?

La somatizzazione dell’ansia può essere causata da stress elevato, depressione, traumi o da un malessere generale che non trova altra forma di espressione. A volte, i sintomi fisici rappresentano una sofferenza psichica di cui la persona non è consapevole.

Come si cura l’ansia somatizzata?

La psicoterapia offre soluzioni efficaci per affrontare l’ansia somatizzata. L’approccio psicanalitico aiuta a individuare le ragioni psicologiche alla base dei sintomi e a sviluppare modi costruttivi per affrontare le difficoltà emotive. L’approccio cognitivo-comportamentale agisce su pensieri, emozioni e comportamenti disfunzionali all’origine delle somatizzazioni per destrutturarli e sostituirli con processi mentali ed emotivi più costruttivi. Tecniche di auto-rilassamento e immaginative possono anche essere utilizzate per ridurre i livelli di ansia. In caso di somatizzazioni legate a traumi non elaborati, possono essere utili tecniche come l’EMDR.

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