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Controllo temperatura a lavoro

Rientro al lavoro post lockdown: il sentiment degli italiani secondo l’indagine UniSalute-Nomisma

Per 1 italiano su 3, il ritorno sul posto di lavoro dopo il lockdown è fonte di paura e disorientamento a causa del rischio di contagio. Inoltre, 1 lavoratore su 2 vorrebbe che la propria azienda desse l’opportunità di eseguire tamponi e test sierologici in tempi rapidi, esigenza ancora non intercettata da molte imprese. Sono alcuni dei dati emersi dalla nuova indagine realizzata da Nomisma per UniSalute su un campione di 600 lavoratori dai 18 ai 65 anni, stratificato per età, sesso e area geografica.

Dopo aver visto in che modo il lockdown ha cambiato le nostre vite, in questo articolo scopriremo qual è il sentiment dei dipendenti in relazione al rientro sul luogo di lavoro, quali servizi vorrebbero a tutela della loro salute e che garanzie sono messe in atto dalle aziende.

Ritorno al lavoro post lockdown: per 1 italiano su 3 è causa di paura e spaesamento

Dalla ricerca Nomisma emerge che quasi la metà degli intervistati (48%) si è sempre recata sul normale posto di lavoro dopo la fine del lockdown, contro un 23% che ha lavorato esclusivamente da casa e un altro 22% che ha alternato casa e azienda.

Infografica Ricerca UniSalute Nomisma rientro a lavoro post Covid
Inoltre, si evidenziano dati interessanti in merito al sentiment degli italiani: secondo l’indagine, il 32% dei lavoratori tornati sul luogo di lavoro dopo il lockdown associa il rientro in sede a un senso di paura e insicurezza. I timori, nello specifico, sono legati al rischio di contrarre il Coronavirus in azienda, sui mezzi pubblici (31%) e al fatto che i colleghi possano non rispettare i protocolli di sicurezza (45%). La percentuale aumenta tra coloro che, dopo la fine del lockdown, continuano a lavorare solo da casa: per il 46% di questi, infatti, il ritorno in ufficio è motivo di paura e spaesamento.

I servizi a tutela dei lavoratori: quali sono le garanzie richieste dai dipendenti?

La ricerca non si è concentrata solo sul sentiment dei dipendenti in merito al rientro al lavoro dopo il lockdown, ma anche sui servizi che i dipendenti vorrebbero fossero attivati come forma di tutela contro il Covid-19. È stato così evidenziato che il 73% dei lavoratori italiani ritiene estremamente importante che l’azienda in cui lavora o la cassa professionale a cui è iscritto offra delle garanzie per proteggerlo dai rischi legati al Coronavirus. Oltre al rispetto dei protocolli di sicurezza nazionali e regionali da parte dell’impresa (68%), più della metà degli intervistati mette in primo piano la possibilità di effettuare in tempi rapidi i test sierologici (58%) e i tamponi per il Covid-19 (57%). Inoltre, il 46% dei dipendenti vorrebbe che fosse assicurato un servizio di teleconsulto medico, per ottenere informazioni e consigli sul Coronavirus, e un altro 43% si sofferma sull’opportunità di ricevere i farmaci a domicilio.

Misurare temperatura Covid-19

RyanJLane/gettyimages.it

Molte aziende non hanno ancora captato i bisogni dei lavoratori

Tuttavia, queste richieste non sono state ancora intercettate da molte realtà aziendali. Secondo i dati dell’indagine, infatti, solo 1 lavoratore su 4 (27%) ha avuto la possibilità di effettuare il test sierologico in tempi rapidi e la stessa percentuale (26%) riguarda il tampone per il Covid-19. Si abbassa ulteriormente il numero di persone che ha potuto accedere ai servizi di teleconsulto e video consulto medico, che sono stati offerti, rispettivamente, al 20% e al 21% dei dipendenti. Per finire, l’opportunità di usufruire della consegna dei farmaci a casa ha riguardato 1 lavoratore su 5 (19%).

In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, è importante fare in modo che i lavoratori si sentano sicuri quando si recano in azienda, soprattutto perché il loro benessere e la loro serenità sono strettamente connessi al successo e alla solidità dell’impresa in cui operano.

Per questa ragione, sin dall’inizio dell’emergenza, UniSalute ha messo in campo delle proposte ad hoc per far fronte alla pandemia da Covid-19: sono diverse, infatti, le aziende e i fondi che hanno esteso la copertura sanitaria, già offerta ai lavoratori attraverso UniSalute, con prestazioni dedicate all’emergenza Coronavirus.

Teleconsulto

AJ_Watt/gettyimages.it

Per venire incontro alle esigenze di tutte le realtà che, attente ai bisogni e ai timori dei dipendenti, vogliono attuare delle soluzioni mirate ad affrontare i rischi del Coronavirus, SiSalute, marchio di UniSalute Servizi, ha attivato #SicuriRipartiamo CARD, il pacchetto rivolto alle imprese che include una serie di servizi per riprendere l’attività in sicurezza.

La CARD permette di ottenere numerosi vantaggi, e comprende sia proposte dedicate all’azienda che ai dipendenti. Ad esempio, il prelievo di campioni in azienda per test diagnostici relativi al Covid-19 (attraverso il personale sanitario convenzionato con SiSalute) e numerosi materiali informativi per il contenimento e la prevenzione del virus in ambito lavorativo.

Tra quelle dedicate ai lavoratori citiamo invece:

  • i test sierologici, il tampone per il Covid-19
  • il teleconsulto medico attivo 24 ore su 24
  • la consegna dei farmaci a domicilio, prestazioni che, come abbiamo visto, sono molto apprezzate dai dipendenti.

È bene sapere, inoltre, che la CARD è rivolta a tutti i possessori di partita IVA, siano essi aziende di piccole o grandi dimensioni, attività al dettaglio, professionisti o lavoratori autonomi.

 

Scoprite di più sulla pagina dedicata a  #SicuriRipartiamo CARD!

Mara D'Angeli
Riminese, lavora nel campo della comunicazione e della scrittura. Per il blog InSalute, si occupa di approfondimenti legati a benessere, prevenzione e salute dei bambini.

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