La protezione solare è una delle abitudini più efficaci per prevenire danni cutanei a breve e lungo termine. L’SPF misura la difesa dai raggi UVB, responsabili delle scottature, ma una protezione davvero efficace deve agire anche contro i raggi UVA, che causano invecchiamento precoce e danni profondi. La scelta del prodotto giusto dipende dal fototipo, dall’età e dal contesto di esposizione. Per i bambini è sempre consigliato un SPF 50+. L’applicazione corretta — per quantità, tempi e frequenza — è determinante quanto la scelta del prodotto stesso.
Con l’arrivo delle belle giornate, cresce la voglia di stare all’aperto e di prendere un po’ di sole. Spesso, però, ci si ricorda della crema solare solo in estate.
In realtà, i raggi UV sono presenti tutto l’anno, anche nelle giornate nuvolose, e i loro effetti si accumulano nel tempo. Applicare la protezione solare è quindi un gesto di prevenzione fondamentale in ogni stagione.
Ma come orientarsi nella scelta? Scopriamo quello che c’è da sapere.
Protezione solare: come funziona?
La protezione solare è un prodotto in grado di ridurre l’impatto delle radiazioni ultraviolette (UV) sulla pelle. Agisce attraverso filtri – chimici, fisici o una combinazione di entrambi – che assorbono o riflettono i raggi UV prima che raggiungano gli strati cutanei profondi.
I filtri chimici (detti anche organici) assorbono le radiazioni UV e le convertono in calore, disperdendole. Sono generalmente più leggeri e resistenti all’acqua, ma richiedono un’applicazione almeno 20-30 minuti prima dell’esposizione per essere pienamente efficaci.
I filtri fisici o minerali – a base di ossido di zinco o diossido di titanio – funzionano invece come uno schermo: riflettono i raggi UV senza penetrare nella pelle. Sono particolarmente indicati per le pelli sensibili, reattive o per i bambini, perché tollerati meglio a livello cutaneo. Hanno anche il vantaggio di essere immediatamente efficaci dopo l’applicazione.
Cosa sono UVA e UVB?
Le radiazioni ultraviolette si distinguono in due categorie principali, con effetti diversi sulla pelle:
- raggi UVB: agiscono sullo strato più superficiale dell’epidermide: sono dunque responsabili dell’abbronzatura, così come delle scottature, e dei danni che possono derivarne. Hanno intensità variabile durante il giorno e l’anno, con un picco nelle ore centrali (tra le 11 e le 16) e durante l’estate, e sono schermati in parte da nuvole e vetro
- raggi UVA: penetrano più in profondità nel derma provocando invecchiamento precoce, comparsa di rughe, macchie e perdita di elasticità. I loro effetti si manifestano nel lungo periodo, ma i danni si accumulano silenziosamente a ogni esposizione. Sono presenti con la stessa intensità durante tutto l’anno, anche in inverno e nelle giornate coperte, riuscendo persino ad attraversare il vetro.
I raggi UV contribuiscono, nel tempo, al rischio di sviluppare tumori cutanei, come il basalioma e il melanoma, la forma più grave di cancro della pelle. Non sono necessarie scottature evidenti perché il danno avvenga: anche le esposizioni ripetute e apparentemente innocue, senza adeguata protezione, lasciano tracce a livello cellulare che si sommano nel corso degli anni.
Per questo, un buon filtro solare dovrebbe proteggere da entrambi i tipi di radiazione: si parla in questo caso di protezione ad ampio spettro, indicata in etichetta con il simbolo UVA cerchiato, la dicitura “broad spectrum”, le sigle PPD o PA.
Cosa vuol dire protezione 30 o 50?
L’SPF (Sun Protection Factor) è il numero che indica la capacità di un prodotto di difendere la pelle dai raggi UVB rispetto all’esposizione senza alcuna protezione. Un SPF 30 filtra circa il 97% dei raggi UVB; un SPF 50 sale a circa il 98%. La differenza in termini percentuali può sembrare minima, ma per pelli chiare o sensibili – e in particolare per i bambini – può fare la differenza.
Da tenere presente, inoltre, che l’SPF misura soltanto la protezione dai raggi UVB. Per essere protetti anche dai danni a lungo termine dei raggi UVA, come si è detto, è necessario scegliere prodotti ad ampio spettro.

Un buon prodotto dovrebbe proteggere sia dai raggi UVB che dai raggi UVA.
Qual è la protezione solare più efficace? Come scegliere
La scelta della protezione solare più adatta dipende da diversi fattori:
- fototipo, ovvero la risposta individuale della pelle all’esposizione solare, determinata dalla quantità di melanina presente
- contesto di utilizzo
- caratteristiche del prodotto: formulazione, texture, resistenza all’acqua, presenza di ingredienti lenitivi o antiossidanti, ecc.
In linea generale, per chi ha la pelle molto chiara, capelli biondi o rossi e occhi chiari (fototipo 1-2), si scotta facilmente e non si abbronza, è sempre indicato un SPF 50+. Chi ha una carnagione media (fototipo 3-4) può orientarsi su un SPF 30-50, a seconda dell’intensità dell’esposizione. Per fototipi più scuri, l’SPF 30 può essere sufficiente.
Per i bambini, la soluzione ideale include una formula con SPF 50+ e filtri fisici, priva di profumi e conservanti aggressivi, resistente all’acqua. I più piccoli hanno uno strato corneo più sottile e una concentrazione di melanina inferiore rispetto agli adulti, il che li rende più vulnerabili ai danni delle radiazioni UV. I neonati fino a 12 mesi non dovrebbero mai essere esposti direttamente al sole.
Oltre al fototipo, va considerato il contesto d’uso e le esigenze o preferenze personali:
- mare e montagna: l’intensità UV aumenta con l’altitudine e si moltiplica per effetto della riflessione su acqua, sabbia e neve. In questi ambienti, un SPF 50+ è la scelta più prudente
- città: anche un ambiente urbano comporta l’esposizione cronica ai raggi UVA. Una protezione solare applicata ogni mattina (e riapplicata in caso di esposizione all’aperto) è un’abitudine efficace tutto l’anno
- attività sportive all’aperto: in questo caso meglio preferire formule resistenti all’acqua e al sudore, con riapplicazione più frequente
- caratteristiche della pelle: il mercato offre oggi formulazioni pensate per adattarsi a ogni tipo di pelle. Per esempio per le pelli grasse o acneiche sono ideali texture leggere, oil-free e non comedogeniche; per le pelli sensibili o reattive prodotti senza profumo e formule ipoallergeniche.
Come applicare correttamente la crema solare?
Un aspetto spesso sottovalutato è la quantità di crema applicata: uno strato troppo sottile riduce l’efficacia del prodotto. Fondamentale anche la riapplicazione ogni due ore, oppure subito dopo bagni o sudorazione abbondante.
Zone come orecchie, labbra, mani, nuca e contorno occhi sono tra le più esposte, ma spesso dimenticate. Un’attenzione in più consente di preservare queste aree, particolarmente sottili e sensibili, in cui i danni provocati dal sole tendono a manifestarsi prima e in modo più evidente.
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Oggi sono disponibili sul mercato formulazioni che si adattano ai diversi tipi di pelle e favoriscono la riapplicazione durante la giornata.
Le domande più frequenti
La protezione solare si usa solo in estate?
No, i raggi UVA sono presenti tutto l’anno con la stessa intensità, anche in inverno e nelle giornate nuvolose, e sono in grado di attraversare le nuvole e il vetro. L’esposizione cronica, anche di breve durata, contribuisce all’accumulo di danni cutanei nel tempo.
La crema solare dei bambini è diversa da quella per adulti?
I prodotti formulati per i più piccoli sono specificamente pensati per una pelle più sottile e sensibile: contengono prevalentemente filtri fisici (ossido di zinco o diossido di titanio), sono privi di profumi e di sostanze potenzialmente irritanti, e hanno quasi sempre un SPF 50+.
Quante volte al giorno va riapplicata la protezione solare?
La protezione solare va riapplicata ogni due ore durante l’esposizione al sole, e subito dopo bagni, nuotate o sudorazione intensa.
La protezione solare può causare carenza di vitamina D?
È una preoccupazione diffusa, ma non confermata dalla letteratura scientifica. Nella pratica quotidiana, difficilmente si applica la protezione solare su tutte le superfici corporee in quantità perfetta, e le esposizioni brevi e indirette alla luce solare restano sufficienti per la sintesi della vitamina D. I benefici della protezione solare nella prevenzione dei danni cutanei e del rischio oncologico superano ampiamente questo rischio teorico.


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