bambino durante polisonnografia

Polisonnografia nei bambini: quando serve e come affrontarla al meglio

PUNTI CHIAVE

  • La polisonnografia è un esame diagnostico che registra diversi parametri fisiologici durante il sonno – respirazione, saturazione di ossigeno, frequenza cardiaca, fasi del sonno, movimenti – fornendo un quadro completo della qualità del riposo notturno.
  • L’esame viene prescritto dal pediatra o dallo specialista – otorinolaringoiatra, pneumologo pediatrico, neuropsichiatra infantile – per indagare disturbi del sonno e in particolare la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, in presenza di sintomi come russamento, sonno disturbato, pause nella respirazione, sonnolenza diurna.
  • Nei bambini la polisonnografia può svolgersi in un ospedale o centro specializzato oppure, in alcuni casi, a domicilio con un dispositivo portatile.
  • Spiegare al bambino in anticipo cosa succederà aiuta a ottenere un esame di buona qualità e a vivere l’esperienza con maggiore serenità.

Quando, in un bambino, si nota la tendenza a russare e ad avere un sonno disturbato, è importante escludere la presenza di apnee ostruttive del sonno, un disturbo che può avere ripercussioni sulla vita del piccolo, influenzandone la crescita, lo sviluppo cognitivo e il comportamento. In questi casi, l’esame diagnostico di riferimento è la polisonnografia: una procedura che permette di analizzare i diversi parametri del riposo notturno. Approfondiamo quando è indicata, come si svolge e come preparare i bambini ad affrontarla.

Che cos’è la polisonnografia?

La polisonnografia è un esame diagnostico volto a indagare disturbi del sonno. Prevede la registrazione di una serie di parametri fisiologici del sonno REM e non-REM:

  • flusso dell’aria nasale e orale
  • movimenti toracici e addominali: permette di distinguere le apnee ostruttive – per chiusura delle vie aeree – da quelle centrali, in cui l’assenza di respiro dipende da una mancata trasmissione del segnale nervoso
  • saturazione dell’ossigeno nel sangue
  • frequenza cardiaca
  • EEG (elettroencefalogramma): per identificare le fasi del sonno e rilevare eventuali microrisvegli
  • posizione corporea: per capire se i disturbi respiratori varino in base alla postura durante il sonno
  • registrazione audio e video: per rilevare il russamento e osservare il comportamento del bambino mentre dorme.

Il tuo bambino russa spesso o mostra segnali di sonno disturbato?

Quando i sintomi si ripetono, richiedere una valutazione medica è importante per escludere condizioni sottostanti, come le apnee notturne.

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Come si svolge nei bambini?

L’esame può svolgersi in un ospedale o centro specializzato, dove il bambino trascorre la notte in un ambiente attrezzato, monitorato da tecnici. In alternativa, esiste la possibilità di una polisonnografia domiciliare, un’opzione indicata specialmente quando sono coinvolti bimbi piccoli o quando lo spostamento non è praticabile.

L’esame vede l’impiego di un polisonnografo, un macchinario che prevede l’applicazione di:

  • sensori per rilevare il flusso d’aria
  • elettrodi per registrare l’elettroencefalogramma e dell’elettromiografia e dei movimenti oculari
  • pulsossimetro per misurare la frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno
  • fascia toracica e addominale per registrare movimenti respiratori
  • registrazione audio per rilevare l’eventuale russamento.

Nel caso della modalità a domicilio, l’applicazione viene effettuata il pomeriggio precedente alla notte dell’esame.

Quando è necessario fare la polisonnografia?

È il pediatra o lo specialista di riferimento (otorinolaringoiatra, pneumologo, neuropsichiatra infantile) a valutare quando l’esame è indicato. Come si è visto, il suo svolgimento serve a diagnosticare la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS), una condizione in cui le vie aeree superiori si chiudono parzialmente o completamente durante il sonno – spesso a causa di tonsille e adenoidi ingrossate – provocando pause della respirazione nel corso della notte.

Alcune situazioni in cui viene prescritta includono:

  • russamento abituale, soprattutto se intenso o associato a pause della respirazione
  • apnee osservate direttamente dai genitori
  • bambino che respira con la bocca di notte
  • sonno agitato: risvegli frequenti, movimenti eccessivi, posture inusuali come la testa iperestesa
  • sonnolenza diurna
  • difficoltà di concentrazione, iperattività o calo del rendimento scolastico che il medico mette in relazione con un sonno non riposante
  • cefalee ricorrenti al risveglio
  • valutazione pre-chirurgica in bambini con adenoidi o tonsille ingrossate per i quali si sta valutando l’intervento
  • follow-up post-operatorio dopo adenoidectomia o tonsilloadenoidectomia, per verificare la risoluzione delle apnee.

Come preparare il bambino all’esame?

La polisonnografia non è una procedura invasiva e non richiede sedazione né anestesia. Per facilitare il suo svolgimento, è consigliabile comunque preparare il bambino spiegando in anticipo cosa succederà, in modo da tranquillizzarlo e consentire un’ottimale esecuzione dell’esame.

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LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI DEI PAZIENTI

Le domande più frequenti dei pazienti

La polisonnografia è dolorosa per i bambini?

No. La polisonnografia è un esame non invasivo e indolore. L’esame non richiede sedazione né anestesia a qualsiasi età.

Quante ore di sonno bastano per avere un esame valido?

In genere è sufficiente che il bambino dorma almeno 4-6 ore consecutive per ottenere dati significativi e interpretabili. La durata ideale corrisponde a quella della notte abituale. Se il bambino dovesse svegliarsi o dormire meno del solito, il medico valuta se i dati raccolti siano sufficienti per la refertazione.

Qual è la differenza tra polisonnografia in laboratorio e polisonnografia domiciliare?

La polisonnografia in laboratorio è monitorata in tempo reale da tecnici specializzati. La polisonnografia domiciliare con dispositivo portatile può essere più indicata per bambini piccoli, che così dormono nel proprio ambiente familiare.

Cosa succede se la polisonnografia rileva apnee notturne?

In base alla gravità delle apnee rilevate, lo specialista indica il trattamento più adeguato. Nei bambini una delle cause più frequenti è l’ostruzione causata da adenoidi o tonsille ingrossate. In questi casi si può considerare l’asportazione delle une e/o delle altre: un’opzione spesso risolutiva.

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