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Asma nei bambini: obesità e sovrappeso possono peggiorare la situazione?

Il 12% dei bambini e il 14% degli adolescenti soffre di asma, e in almeno un caso su due i genitori non ne sono pienamente consapevoli, pertanto non riescono a controllare la patologia in maniera corretta. Questi sono i dati che verranno presentati al Congresso della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (Siaip), contenuti nel recente rapporto “ControL’Asma”, la prima ricerca di questo tipo condotta in Italia. Il problema, tuttavia, non è soltanto del Belpaese, poiché diversi studi scientifici evidenziano come in tutta Europa siano molti i casi in cui questa condizione patologica non viene riconosciuta e trattata a dovere.

Vediamo, allora, come si manifesta l’asma nei bambini, quali possono essere i fattori di rischio e gli elementi che i genitori non devono sottovalutare la salute dei propri figli.

Asma nei bambini: sintomi e caratteristiche

asma diagnosi

L’asma è una delle malattie più diffuse nell’infanzia, ma nonostante questo sono ancora frequenti i casi nei quali non viene riconosciuta dai primi segnali. Tra di essi, i più frequenti sono tosse e respiro sibilante, disturbi spesso presenti già nei primi anni di vita, talvolta associati ad una semplice infezione delle vie respiratorie e, dunque, curati come tali, senza ottenere i risultati sperati.

Dal punto di vista anatomico, ciò che accade in un soggetto asmatico è che le vie respiratorie di restringono transitoriamente, rendendo difficile l’espirazione. Questo stato può essere occasionale o duraturo nel tempo. In generale, si sottolinea come chi soffre di questa patologia abbia un apparato bronchiale particolarmente sensibile agli agenti presenti nell’aria.

Si manifesta sotto forma di “attacchi” che possono essere scatenati da infezioni delle vie respiratorie, da una situazione di stress fisico, ma anche da uno stato di instabilità psicologica. Solitamente si risolvono in breve tempo, ma possono essere anche molto violenti, ragion per cui è sempre necessario intervenire con un farmaco, solitamente un broncodilatatore, e supportando il bambino nell’azione di regolazione del respiro, seguendo le indicazioni di un medico.

Il fatto che sia fondamentale non sottovalutare gli attacchi d’asma evidenzia come sia altrettanto imprescindibile riconoscere la malattia e, con il supporto di uno specialista, valutarne la gravità e individuare la terapia più corretta.

Diagnosi e cura dell’asma infantile: 1 caso su 2 è fuori controllo

asma infantile

Proprio questo è ciò che, secondo la Siaip non accade: lo studio evidenzia come nel 55% dei casi, l’asma nei bambini non viene controllata in assoluto o solo parzialmente. Le ragioni individuate sono diverse: da un lato, ci sono i timori riguardo agli effetti collaterali dei farmaci impiegati per contrastare gli attacchi, dall’altro il mancato riconoscimento dei sintomi. I ricercatori hanno osservato, con preoccupazione, come questo mancato controllo sia legato anche ad un rapporto di sfiducia tra genitori e pediatri: ci sono spesso casi di interruzione del trattamento senza far riferimento al proprio medico curante, così come errori nella somministrazione della terapia determinati da una comunicazione inefficace.

Infine, sempre secondo le anticipazioni del report “ControL’Asma”, nei bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, l’asma viene sotto-diagnosticata: spesso si attribuiscono i sintomi a delle semplici infezioni respiratorie, effettivamente molto frequenti in questa fascia.

Quali sono fattori di rischio?

allergie pollini

Evitare di sottovalutare il problema è, dunque, una priorità. Per questa ragione, è importante in primo luogo considerare quali possono essere i fattori di rischio che possono portare allo sviluppo dell’asma nei bambini.

Molto spesso una componente determinante è quella genetica: se un genitore o un fratello soffre di un qualche tipo di allergia, aumenta la probabilità per il bambino di soffrire di asma. Inoltre, anche l’esposizione ad allergeni come acari, polvere o pelo di animale, oppure al fumo può rappresentare un fattore di rischio.

La combinazione di fattori individuali e ambientali può facilitare la comparsa della malattia nel bambino, ma i pediatri sottolineano come ciò non debba portare il genitore a evitare che abbia una vita normale. Al contrario, è importante non ritardare l’ingresso a scuola né eliminare occasioni di confronto e gioco con i coetanei: piuttosto il consiglio è quello di spiegare sempre agli insegnanti, agli educatori o a qualsiasi adulto che sia responsabile dei bambini, qual è la situazione di quello asmatico, quali sono i farmaci da utilizzare e che strategie attuare nel caso di un attacco.

L’asma come conseguenza dell’obesità

obesità infantile

L’asma non trattata in maniera corretta quando il bambino è piccolo, soprattutto se presenta già sintomi gravi, ha una alta probabilità di continuare anche durante l’adolescenza, provocando anche alcuni disagi di tipo psicologico poiché il bimbo cresce sentendosi “diverso”. Tra i fattori di rischio per l’asma negli adolescenti, oltre a quelli già elencati, si aggiungono la precocità dello sviluppo sessuale, le frequenti sinusiti e l’obesità.

Come accade anche nel caso di BPCO cronica, questa patologia alimentare può peggiorare la capacità respiratoria dell’organismo a causa dell’accumulo di grasso addominale, ma non soltanto. Infatti, l’obesità rappresenta uno stato di infiammazione cronica dell’organismo che, di conseguenza, è meno pronto a reagire efficacemente a stimoli esterni come possono essere, tra gli altri, gli allergeni.

Come controllare e riconoscere l’asma nei bambini: il decalogo dei pediatri

Per evitare che la malattia peggiori nel corso degli anni e che venga sottovalutata, la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili ha redatto un decalogo per i genitori. In dieci punti, infatti, vengono riassunte le regole d’oro che tutti dovrebbero tenere a mente nell’osservare la salute dei propri figli, attivandosi ai primissimi sintomi che potrebbero far riferimento all’asma.

  1. Conoscere e riconoscere i sintomi asmatici.
  2. Informarsi per sapere cosa fare nel caso si manifestino: intervenire prontamente in caso di attacco e consultarsi con il proprio pediatra per valutare l’efficacia della terapia.
  3. Essere consapevoli della “terapia del bisogno”, ovvero degli step da seguire in caso di attacco d’asma, concordati con il medico curante.
  4. Adattare lo stile di vita familiare idoneo alle esigenze del bambino che soffre di asma, evitando la sedentarietà, un’alimentazione scorretta e l’esposizione al fumo.
  5. Imparare ad utilizzare gli aerosol dosati per somministrare la terapia al bambino.
  6. Sapere quando è necessario rivolgersi al Pronto Soccorso: in generale, ciò è fondamentale quando i sintomi sono presenti sempre, notte e giorno, e accompagnati da difficoltà a parlare e inefficacia delle terapie prescritte dal medico.
  7. Prevenire ed evitare i fattori scatenanti.
  8. Seguire con costanza la terapia: lo scopo, infatti, è quello di contrastare e controllare l’asma che si configura come una malattia infiammatoria cronica, ragion per cui non bisogna mai abbassare la guardia.
  9. Conoscere l’effetto e lo scopo dei singoli farmaci prescritti dal pediatra.
  10. Rivolgersi regolarmente al medico per monitorare le funzionalità respiratorie del bambino.

Monitorare la salute dei propri figli è ancora più facile e sicuro, se scegliamo di affidarci alla sanità integrativa. UniSalute ha recentemente lanciato Protezione Famiglia Ragazzi, una nuova polizza assicurativa pensata per bambini e adolescenti dai 4 ai 18 anni che dedica una particolare attenzione allo stile di vita, all’alimentazione sana, allo sport e ad un adeguato supporto psicologico nelle fasi della crescita. Grazie al programma di prevenzione dell’obesità infantile che, come abbiamo visto, rappresenta un fattore di rischio anche per l’asma nei bambini e negli adolescenti, gli specialisti convenzionati seguiranno lo sviluppo dei figli proponendo un programma personalizzato, utile anche dal punto di vista della prevenzione. Uno strumento in più per evitare di perdere il controllo dell’asma, conoscevate i fattori di rischio?

 

Fonti:

– salute.gov.it
– siaip.it
– simri.it

Angela Caporale
Friulana trapiantata a Bologna, dove lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione. Per UniSalute scrive articoli di approfondimento su temi trasversali legati alla salute, al benessere e alla prevenzione.

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