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Insufficienza renale cronica

Insufficienza renale cronica: come si manifesta e qual è la dieta più adatta

Le infezioni renali acute e croniche, l’ipertensione arteriosa ed il diabete, così come l’uso prolungato di determinati farmaci e l’intossicazione da alcuni metalli pesanti, possono danneggiare irreversibilmente i reni e comportare un’insufficienza renale. Ogni danno renale significativo che duri più di tre mesi e non receda con il trattamento si può considerare cronico, pertanto, quella che chiamiamo insufficienza renale cronica è l’effetto di un progressivo e lento declino nella capacità dei reni di filtrare il sangue e di depurarlo dai prodotti di scarto del metabolismo dell’organismo, soprattutto di quello delle sostanze proteiche.

Sia che si tratti di un danno acuto e quindi passeggero, sia in presenza di insufficienza renale cronica, l’alimentazione può svolgere un ruolo importante all’interno della terapia. Ne parliamo con il Prof. Pier Roberto Dal Monte – L.D. di Semeiotica medica e Presidente del Comitato Scientifico di UniSalute – al quale abbiamo chiesto di spiegarci cause e conseguenze di questo tipo di malattia, per poi soffermarci sulla dieta per insufficienza renale cronica.

Cause dell’insufficienza renale cronica

Cause insufficienza renale

Tra le cause dell’insufficienza renale, le più serie sono attualmente il diabete e l’ipertensione arteriosa poiché, se non adeguatamente controllate, causano una diminuzione rapida della funzione renale” sottolinea il prof. Dal Monte. Ma non sono le uniche. Tra le cause della malattia renale cronica che possono portare all’insufficienza renale, troviamo anche:

  • la glomerulonefrite e pielonefrite acuta e conica – infiammazione dei piccoli vasi sanguigni renali (glomeruli) ed i piccoli tubi (tubuli) attraverso cui passa l’urina per essere eliminata 

  • l’ostruzione delle vie urinarie spesso con pielonefrite, ovvero una forte infiammazione che coinvolge tutte le vie urinarie ed il rene stesso

  • le malattie autoimmuni (come il lupus eritematoso sistemico), in cui gli anticorpi antirene danneggiano irreversibilmente l’organo

  • alcune anomalie renali come la presenza di rene policistico.

A seguito di tali malattie si ha un accumulo di sostanze di scarto o scorie del metabolismo che portano innanzitutto all’aumento della concentrazione di azoto (azotemia) ed altre sostanze nel sangue, compromettendone l’ottimale equilibrio e rendendolo più acido. Questo provoca numerosi altri disturbi che ora vedremo.

Chiediamo, allora, al prof. Dal Monte se l’insufficienza renale ha dei sintomi caratteristici e riconoscibili. Vediamo insieme a cosa prestare attenzione.

Insufficienza renale: sintomi

Affaticamento insufficienza renale

Innanzitutto – sottolinea il professore – è importantissimo contattare il proprio medico ad ogni disturbo sospetto di alterata funzione renale, per fare una diagnosi accurata e, eventualmente, iniziare a trattare tutte le malattie che possono causare tale disfunzione”. Talvolta, infatti, si tratta solo di danno renale acuto che potrebbe risolversi con un trattamento adeguato e, comunque, anche se cronico, si può intervenire arrestandone la progressione.

Vediamo, allora, quale sono i sintomi dell’insufficienza renale cronica più comuni:

  • necessità di urinare di notte

  • affaticamento

  • nausea

  • prurito

  • spasmi muscolari e crampi

  • perdita della sensibilità agli arti

  • confusione

  • difficoltà di respirazione

  • pelle che assume un colore giallo-marrone.

Diagnosi ed esami
Ecografia reni

Gli esami del sangue e delle urine sono essenziali per confermare la presenza di una cattiva funzione renale”. In particolare, per la diagnosi completa di insufficienza renale si eseguono:

  • test ematici ed urinari

  • ecografia renale

  • eventuale biopsia renale, ovvero la rimozione di un campione di tessuto da un rene per sottoporlo a esame (potrebbe essere il test più accurato, ma non è consigliabile se i risultati di un esame a ultrasuoni mostrano che i reni sono piccoli e con cicatrici).

L’analisi delle urine può rilevare la presenza di proteine, cellule anormali e altri problemi. Azotemia e soprattutto, creatininemia (che analizza la creatina, sostanza contenuta nei muscoli, presente nel sangue) sono gli indici migliori per valutare il grado d’insufficienza renale (in base alla capacità di filtrazione renale). “Inoltre, si possono avere altre alterazioni ematiche – sottolinea il prof. Dal Monte – come aumento di potassio, fosfato e ormone paratiroideo nel sangue, diminuzione di calcio, calcitriolo e vitamina”

L’ecografia, che è fatta, come ci spiega il Prof. Dal Monte, per escludere un’ostruzione o un’anomalia delle vie urinarie e verificare la dimensione dei reni, mostra, nell’insufficienza renale cronica, il rimpicciolimento e l’irregolarità del rene.

Individuati sintomi e diagnosi dell’insufficienza renale cronica, vogliamo ora capire quali sono le conseguenze a carico dell’organismo.

Insufficienza renale cronica: perché non va sottovalutata

Anemia

Il professore aggiunge che, essendo il rene un organo indispensabile per depurare l’organismo, “la malattia renale cronica causa molti problemi in tutto il corpo, diversi a seconda del grado dell’insufficienza”. Infatti, quando la perdita della funzione renale è lieve o moderatamente grave, i reni non possono assorbire normalmente l’acqua dalla preurina (che è il prodotto di filtrazione dei vasi sanguigni renali) e questo provoca ritenzione di liquidi con edemi. Ad uno stadio successivo, oltre all’acqua, i reni hanno meno capacità di espellere gli acidi normalmente prodotti dal corpo, che si accumulano nel sangue (acidosi) con conseguente alterazione del pH e disturbi più o meno gravi.
Esistono molte altre
conseguenze dell’insufficienza renale cronica, vediamo le principali:

  • anemia

  • danno a cellule nervose di cervello, tronco, sistema nervoso periferico delle braccia e gambe (dovuto ad alti livelli di prodotti di scarto o tossici nel sangue)

  • gotta (se si accumula acido urico nell’organismo)

  • ipertensione ed insufficienza cardiaca

  • infiammazione del tessuto protettivo del cuore (pericardite)

  • rischio di aterosclerosi

  • osteodistrofia renale, ovvero un disturbo nella formazione o nel mantenimento del tessuto osseo, che può provocare dolore osseo ed un aumento del rischio di fratture

Fortunatamente, ai farmaci specifici per correggere le condizioni alla base della malattia (come il diabete o l’ipertensione) e le complicanze come l’anemia e gli squilibri elettrolitici, si aggiunge anche la dieta per l’insufficienza renale, fondamentale nel trattamento dei disturbi, prima di procedere con dialisi o trapianto.
Con l’aiuto del prof. Dal Monte vediamo nello specifico quali sono gli alimenti da preferire e quali da evitare.

Dieta per l’insufficienza renale cronica

Dieta insufficienza renale

Se è vero che la prevenzione inizia a tavola, sapere come alimentarsi è un aspetto da non sottovalutare anche nella dieta per l’insufficienza renale. “Le alterazioni ematiche di cui abbiamo parlato – spiega il gastroenterologo – possono essere in parte limitate, innanzitutto con una diagnosi precisa che individui le cause, poi utilizzando le terapie e i provvedimenti più adatti per trattare tutte le complicanze dell’insufficienza”, a partire dall’alimentazione. Vediamo meglio di che si tratta.

Diminuire l’apporto proteico

Il declino della funzione renale può essere rallentato limitando, gradualmente, la quantità di proteine consumate ogni giorno e, parallelamente, aumentando il consumo di carboidrati sufficienti a compensare le calorie per la riduzione di proteine”, per cui è consigliabile consultare un dietista per essere certi di assumere comunque la giusta quantità di aminoacidi.

Controllare l’acidosi

Talvolta, l’acidosi lieve può essere controllata aumentando l’assunzione di frutta e verdura e riducendo l’apporto di proteine”. Tuttavia, l’acidosi moderata o grave può richiedere un trattamento con antiacidi.

Abbassare i livelli di trigliceridi

L’elevazione dei trigliceridi e del colesterolo che accompagnano l’insufficienza renale possono essere controllati sia limitando i grassi nella dieta, sia con l’uso di farmaci ipocolesterolemizzanti.

Limitare sodio e potassio

Poco sodio

Ridurre il sale (sodio) è generalmente vantaggioso, soprattutto se si è anche ipertesi e con insufficienza cardiaca”. Inoltre, anche gli alimenti che sono estremamente ricchi di potassio, come ad esempio datteri e fichi, non dovrebbero essere consumati in eccesso. “Infatti – spiega il prof. Dal Monte – un elevato livello di potassio nel sangue aumenta il rischio di arresto cardiaco o anomalie del battito, per cui se aumenta troppo, può essere richiesto l’uso di farmaci ipopotassiemici”.

Controllare il livello di fosforo

Un elevato livello di fosforo nel sangue può far sì che si depositi nei tessuti, inclusi i vasi sanguigni, insieme al calcio. “Per questo, oltre all’uso di specifici farmaci per abbassare il livello di fosforo nel sangue, nella dieta per insufficienza renale è bene limitare l’assunzione di cibi che ne contengono in elevata quantità, come i prodotti lattiero-caseari, fegato, legumi, noci, e la maggior parte delle bevande analcoliche”. Discorso simile va fatto per il citrato di calcio che si trova come integratore o come additivo alimentare (a volte chiamato E333), che andrebbe evitato.

Con l’aiuto del prof. Pier Roberto Dal Monte abbiamo approfondito il tema dell’insufficienza renale cronica. Si tratta di un disturbo serio che, se non trattato, comporta conseguenze anche fatali. Per questo è fondamentale curarne le cause principali, che rientrano nella sindrome metabolica, come ipertensione arteriosa e diabete, che spesso si accompagna all’obesità. Se si hanno sintomi sospetti, infine, è utile sottoporsi ad esami periodici della funzione renale per individuare precocemente la malattia renale, e adottare le misure necessarie previste anche da convenienti polizze sanitarie come quella proposta da UniSalute: Protezione Famiglia.
Ci sono altri aspetti che vorreste approfondire a riguardo?

Elena Rizzo Nervo
Bolognese, lavora nel mondo della comunicazione occupandosi di alimentazione, agricoltura biologica e ambiente. É redattrice per "Il Giornale del Cibo" per il quale scrive su tematiche inerenti la nutrizione e i corretti stili di vita

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